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  • 4 ore fa
Venezia, 30 mar. (askanews) - "Quest'anno abbiamo deciso a Palazzo Grassi e a Punta della Dogana di avere in ogni sede due artisti in dialogo. Gli spazi sono enormi e quindi è una formula che permette più concentrazione senza che agli artisti manchi lo spazio. È una scelta che è soprattutto voluta dall'evoluzione della collezione Pinault che si è allargata a un panorama globale". Lo ha detto ad askanews il direttore di Palazzo Grassi - Punta della Dogana, Bruno Racine, spiegando la scelta di ospitare in ciascuna delle due sedi, due mostre personali, rispetto alla tradizione che ne voleva una per ogni location. A Palazzo Grassi nel 2026 ci sono Michael Armitage e Amar Kanwar; a Punta della Dogana ci sono Lorna Simpson e Paulo Nazareth."Quindi questa formula ci consente di avere i quattro continenti rappresentati e secondo me va molto bene anche in relazione alla tematica della Biennale Arte, anche se la nostra scelta era un po' anteriore. Quindi vuol dire che il mondo dell'arte sta cambiando ed è importante far parlare degli artisti, ognuno con il suo modo di lavoro, la pittura, la video, l'installazione delle grandi questioni che viviamo oggi", ha concluso Racine

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00:00Quest'anno abbiamo deciso a Palazzo Grassi e a Punta del Togana di avere in ogni sede due artisti in
00:07dialogo.
00:08Gli spazi sono enormi e quindi una formula che permette più concentrazione senza che gli artisti manchino di spazio.
00:19È una scelta che soprattutto è voluta dall'evoluzione della collezione Pinot, che si è allargata a un panorama globale,
00:29direi,
00:30e quindi questa formula ci consente di avere i quattro continenti rappresentati quest'anno e secondo me va benissimo con
00:38la tematica della Biennale,
00:39anche se la nostra scelta era un po' anteriore. Quindi vuol dire che il mondo dell'arte sta cambiando, è
00:47importante far parlare gli artisti,
00:49ognuno con il suo modo di lavoro, la pittura, la video, l'installazione, le grandi questioni che viviamo adesso.
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