Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 10 ore fa

Categoria

📺
TV
Trascrizione
00:07Musica
00:30Buonasera, siamo tornati col Marketing Festival con un nuovo panel, in questi giorni di Marketing Festival appunto abbiamo avuto modo
00:38di esplorare tendenze, di traguardare prospettive future, ascoltare di storie di chi ha saputo vincere nell'incertezza, le ne hanno
00:48aspettato e allora abbiamo ritenuto interessante porci una domanda, cosa vuol dire fare marketing oggi nel 2026?
00:57In un contesto che certamente è sempre più frammentato, difficile per certi aspetti ma magari che è anche ricco di
01:04opportunità, un mestiere insomma non banale che però vuol dire saper padroneggiare un knowledge tecnico ma anche forse poi c
01:15'è dell'altro, c'è di più come si suol dire.
01:17Ne parliamo allora con Enzo Frasio, Manager Director di Nissan IQ e GFK Italia, ne parliamo con Geo Ceccarelli, Chief
01:25Information Officer di Marimo e Pietro Curtolillo, Marketing Communication Director di CRIF.
01:33Enzo Frasio, partiamo da lei, allora voi avete certamente un punto di vista speciale che è quello degli istituti di
01:40ricerca, di quelli che insomma ogni giorno scrutano al mercato le tendenze, le persone, ecco quindi dal vostro osservatorio privilegiato
01:48dei mercati, in un contesto sempre iperdinamico forse lo si può definire, quali sono i segnali davvero solidi su cui
01:55le aziende stanno costruendo le loro scelte di marketing?
01:59Allora, magari possiamo partire da come stanno andando i mercati in questo momento, oggi posso fare il portatore sano di
02:05positività, nel senso che i mercati che monitoriamo, magari possiamo citare i due principali, quello del largo consumo e quello
02:12della tecnologia, dei beni durevoli, sono entrambi positivi, sia in termini di volumi che in termini di valori.
02:17Hanno chiuso il 2025 positivamente e aprono questi primi mesi del 2026 positivamente.
02:24Quindi probabilmente questo è un buon segnale del fatto che i consumatori da un lato probabilmente si sono abituati a
02:30vivere in un contesto, chiamiamolo sfidante,
02:32e dall'altro sia industria che distribuzione hanno imparato anch'essi a combattere in un'arena competitiva particolare.
02:39Due cose interessanti che stanno accadendo sul mercato in questo momento, parlavamo di consumatori particolari, potremmo chiamarli non convenzionali,
02:48a breve parleremo di generazioni, vediamo dei consumi molto diversi a livello di generazione, ma sicuramente quello che cambiano sono
02:55i bisogni in questo momento.
02:57I consumatori soprattutto sul largo consumo cercano benessere in questo momento, mentre sulla tecnologia cercano sostenibilità da un lato e
03:06convenience dall'altro.
03:08Punto due, i consumatori in questo momento possiamo chiamarli anche infedeli, nel senso che cambiano spesso e volentieri punto di
03:15vendita,
03:15per cercare quella convenience di cui parlavamo prima in questo momento, e siamo di fronte a carrelli quindi meno pieni,
03:22carrelli della spesa meno pieni, con frequenze di visita più elevate.
03:26E quindi c'è appunto un tema molto forte per l'industria di distribuzione legato appunto alla loyalty dei consumatori.
03:32E' la cosa cercano in questo momento.
03:35È bello partire con un messaggio di positività, insomma, in un mercato, in un mondo dove è più facile guardare,
03:41insomma,
03:42il bicchiere mezzo vuoto, il poter guardare un bicchiere mezzo pieno, o meglio, un carrello mezzo pieno, è comunque un
03:47segnale positivo.
03:49Rimango con lei, Frasio, perché ho ancora una domanda.
03:52Allora, la trasformazione della quotidianità degli strumenti è evidente, è inutile citare la I, perché sicuramente è solo una punta
04:01dell'iceberg,
04:02c'è un sottobosco che è ancora più ricco.
04:06Ma allora, le aziende stanno veramente, diciamo, trasformandosi e trasformando le loro strategie,
04:12o forse invece c'è una staticità che vedete dal vostro punto di vista, quindi un aggrapparsi a scelte che
04:20in passato hanno funzionato e che le hanno portate fino a lì?
04:24Stanno mutando le loro strategie. Quello che notiamo, questo è valido sia per l'industria che per la distribuzione,
04:29l'industria di marca e distribuzione, stanno mutando strategie.
04:32C'è una visione più di medio-lungo periodo, medio-lungo termine, rispetto a una visione di breve.
04:37Quindi siamo di fronte ad approcci molto più strategici rispetto ad approcci tattici in questo momento.
04:43Faccio un esempio banale ma molto semplice.
04:47Fino a poco tempo fa si guardava praticamente solo la quota di mercato, si guardava quanta quota di mercato riuscivo
04:53a trasformare in una settimana, in un mese, in un anno.
04:56In questo momento invece si studiano i consumatori, si studia la popolazione, si studiano i cittadini.
05:00Si guardano quindi le quote di mercato come un obiettivo, non come un risultato finale.
05:05E questo la dice lunga sul fatto di come ci sia una visione di medio-lungo termine, probabilmente frutto e
05:10figlio anche di quello che abbiamo attraversato negli ultimi vent'anni,
05:13in termini di accadimenti non solo italiani ma europei e globali.
05:18E dal nostro punto di vista, dal nostro osservatorio, è un punto molto favorevole.
05:22Dall'altro lato, quello che notiamo, e fatemi dire finalmente ma con tanta positività anche qua, è una maggior collaborazione
05:28tra industria e distribuzione.
05:30Non si è in competizione, si lavora insieme, si lavora per soddisfare il cliente finale, il consumatore, il cittadino che
05:37deve stare meglio.
05:37E a quel punto si genera valore sia per l'industria che per la distribuzione.
05:41La leva del tempo è una cosa su cui torniamo perché è un tema super interessante del qui e del
05:47ora oppure del futuro, perché non è semplice.
05:51Però passerei un attimo invece a Ceccarelli perché prima abbiamo appena accennato a intelligenza artificiale e quindi anche a strumenti.
06:00Proprio l'intelligenza artificiale forse il pensiero comune è che stia democratizzando un po' l'aspetto creativo, no?
06:07Con tools che ci permettono di essere dei creativi, degli executors, dei counter creator di grandissima qualità finale,
06:16ma forse essere creativi è qualcosa di diverso, non è solo un aspetto di esecuzione, di rendere in finale.
06:27Sì, l'hai detto bene, ovviamente in questo momento la Gen.E.I. è quella che sta dominando, non solo
06:33per la generazione di contenuto,
06:35ma anche per la divulgazione, nel senso che grossi gruppi come Publicis e Omnicom hanno sviluppato piattaforme per la delivery
06:43del messaggio
06:44che lo personalizza, Meta ha promesso e sta mantenendo di far chiudere le agenzie con i suoi tool E.I.
06:53Il tema vero qual è? È quello che si chiama oggi noise tax, la tassa sul rumore.
06:59Cioè questa assolutamente indistinta quantità e qualità di messaggio.
07:07Cosa fa? Il danno peggiore per una marca lo azzera, perché a furia di generare prodotti contenuti tutti uguali,
07:16in questa continua guerra di velocità, il valore della marca si annulla, si depaupera.
07:24Quindi questo è il primo grande alert che sta avvenendo fuori nel mondo delle aziende e delle agenzie.
07:32Il secondo è il brain fried, quindi il cervello fritto, di tutte le persone che devono controllare il contenuto generato
07:44dagli I.I.,
07:45che è velocissima nel produrlo, ma questo lo prevede anche la normativa europea, ci deve essere il controllo dell'uomo
07:52prima di farlo uscire.
07:54Quindi in questo momento gli scenari dal punto di vista della produzione di contenuto sono questi.
07:59Tutti possono produrre, ma che cosa stiamo producendo?
08:03È bello, perché Ceccarelli ogni anno ci dà delle definizioni che rimangono un po' nella storia.
08:08Bright Friday, Noise Tax, direi che ce le portiamo a casa anche quest'anno, sono termini interessanti che forse potremmo
08:15capire e studiare nelle prossime edizioni.
08:18Però ancora una domanda, standardizzazione del contenuto e la standardizzazione delle idee è un tema?
08:24Assolutamente, la standardizzazione delle idee arriva prima ancora dell'intelligenza artificiale, arriva con l'algoritmo.
08:32Sono anni che per assecondare gli algoritmi si genera una creatività flat.
08:39Giustamente facevo riferimento a quello che oggi è cambiato.
08:43Il marketing nasce come marketing to people, poi si evolve.
08:46Oggi siamo al people to marketing, al contrario, le aziende devono recepire quello che vogliono le persone.
08:53Ma l'algoritmo, da quando è arrivato il digitale, dal 2009, sostanzialmente la creatività si è appiattita.
08:59Questo è conclamato.
09:02Quindi l'intelligenza artificiale ha aggiunto semplicemente un ulteriore livello.
09:08Tutti auspichiamo che si tornerà al valore della creatività, che sta comunque nel pensiero.
09:14Interessante.
09:15E poi ci sono le aziende.
09:17Curto Lillo, vengo a lei.
09:19Voi lavorate in un settore dove le strategie di marketing magari sono un po' meno immediate da comprendere,
09:26soprattutto per chi si occupa magari di largo consumo, di quotidianità estesa, la definirei.
09:32E quindi qual è la relazione tra linguaggio e obiettivi?
09:35C'è una relazione oppure è una relazione forzata quella che cerchiamo?
09:39Ma mi piace un po' mettere insieme quello che stiamo dicendo i colleghi, perché io sono fermamente convinto.
09:45Nel 2026 fare marketing significa lavorare sulla costruzione del valore.
09:52Quindi il marketing deve essere un motore per fare crescere.
09:56Fare crescere che cosa?
09:59Principalmente la brand equity, ma anche il business, sviluppare il business.
10:03Prima si parlava di mercato.
10:04Il marketing non può essere solamente campagne e visibilità.
10:09Deve essere qualcosa con maggiore intenzionalità strategica.
10:12Quindi bisogna comprendere i consumatori in primis, ma anche come sta evolvendo il mercato.
10:18Lavorare a stretto contatto, per esempio, con le vendite.
10:22Avere anche contezza di come evolvono le opportunità commerciali.
10:26Di sapersi sedere al tavolo con i clienti per comprendere quali sono le esigenze che hanno, ma in maniera profonda,
10:33in maniera chiara.
10:34Non solo per costruire uno slogan.
10:36Perché se si capisce questo, alla fine anche i linguaggi cambiano.
10:40Cambia l'obiettivo, quindi costruiamo il valore.
10:42Cambiano i linguaggi perché non è più promettere.
10:45E in qualche modo dimostrare e fare insieme.
10:47Prima si citavano appunto la relazione fra la distribuzione e le imprese.
10:53Allo stesso tempo mi viene a dire che c'è una relazione consistente, sempre più sviluppata in chi fa marketing,
10:59nella costruzione di un ecosistema.
11:01Che non è solo l'ecosistema di partnership, vale a dire aziende che si mettono insieme.
11:06Ma un ecosistema fra consumatori, partner e l'azienda che poi fa in qualche modo da hub di questo ecosistema.
11:14Perché alla fine, molto probabilmente, se noi siamo degli volani per la crescita, molto spesso le aziende non ce la
11:22fanno singolarmente.
11:24Se si mettono insieme possono ancora di più creare questo tipo di valore.
11:29E allora, diciamo, ecco quella leva temporale di cui accennavamo prima.
11:34In un'azienda, quindi, anche magari che in questa fase di vita, di mercato, si scontra con una capacità, in
11:42termini di risorse,
11:44non solo di spese di comunicazione, ma anche di possibilità, di strategie, di marketing.
11:48Allora forse c'è un po' una dicotomia, no? Di pensiero, nel traguardare l'oggi, le strategie dell'oggi, gli
11:55obiettivi dell'oggi.
11:56Ma poi necessariamente invece dover anche andare a guardare il futuro e traguardare il domani e anche il dopodomani.
12:03Ecco, come le state affrontando voi dal vostro punto di vista di azienda?
12:08Ma è un po' qual è la vostra visione, ecco, di possibilità e di scelta?
12:11Allora, tema noto che esiste da anni, ma probabilmente la modernità, le nuove tecnologie, la complessità dell'epoca che stiamo
12:22vivendo l'ha accelerato.
12:24A me hanno sempre detto, devi agire come se avessi degli occhiali progressivi addosso,
12:29quindi capacità di focalizzare il vicino ed il lontano quasi all'unisono.
12:34Però siamo veramente nel territorio del buonsenso, in qualche modo.
12:38La verità dal mio punto di vista è che invece bisogna capire quali sono gli strumenti e le strategie che
12:44noi possiamo utilizzare per fare cosa?
12:46Uno, affrontare il cambiamento anche con una capacità trasformativa, ma anche darci delle priorità.
12:52Perché l'aspetto fortemente negativo che c'è all'interno delle aziende quando si tratti di questi temi è che
12:59tutto è prioritario.
13:00Allora, se tutto è prioritario, nulla è prioritario.
13:03Una volta il mio collega mi disse, guarda, noi siamo dei giocolieri che fanno girare i problemi come se fossero
13:09dei birilli.
13:09Quindi ogni volta che qualcuno ti chiede una cosa, tu rischi di prenderti un birillo che fa cadere tutto il
13:14castello.
13:15Allora, la domanda lì è non tanto che cosa devo fare, ma è quali strumenti ho nel mio day by
13:21day
13:22per riuscire a individuare le cose che effettivamente valgono la pena focalizzare.
13:28Detto che ci sono mille modi per farlo, però partiamo dai basilari.
13:33Ciò che è semplice e prevedibile non assigliamoci a continuare a gestirlo.
13:39Lo possiamo delegare, lo possiamo automatizzare, possiamo anche non curarci nell'immediato.
13:44Ciò che è complicato, ciò che è imprevedibile, quindi il comportamento dei consumatori, le segmentazioni,
13:50le nuove tecnologie che stanno arrivando e non ci fanno capire come evolveranno.
13:54Ecco, lì è essenzialmente il territorio in cui un marketer, ma in generale direi un manager,
13:59grazie anche a nuove capacità di osservazioni, nuove capacità di sintesi,
14:05soprattutto quando in un'azienda B2B gestisci mole di dati molto ampi, deve effettivamente focalizzarsi.
14:12Interessante. Allora, visto che eravamo in tema di definizioni,
14:15Cercarelli, torno da lei, perché stiamo inseguendo una necessità di velocità
14:21che magari è dettata dal tempo che cambia, ma magari forse invece è una cosa che ci autoimponiamo.
14:27Non c'è un po' il rischio che l'oggi che traguardiamo sia già passato?
14:32In che senso è trapassato?
14:35Che ci concentriamo su un breve periodo, talmente breve, talmente breve,
14:40è che mentre aspettiamo, mentre ci concentriamo, ormai non è più futuro.
14:43Allora, questo è verissimo e di fatto poi che cosa sta succedendo?
14:50Sta in realtà paralizzando le aziende, perché le aziende, tutti gli strumenti nuovi che hanno a disposizione,
14:57ancora non hanno capito come farlo.
14:59C'è un grosso tema, il primo, la data di scadenza dei CEO,
15:04che ormai sanno che il loro mandato è 4-5 anni, sanno che non riusciranno a mettere in piedi…
15:12A consumarsi preferibilmente entro.
15:14Sì, esatto, loro lo sanno, quindi si concentrano in quello che riescono effettivamente a fare
15:19per puntare a un secondo mandato, ma a riorganizzare.
15:22Oggi le aziende sono veramente impantanate davanti ai nuovi tool,
15:26siamo di fronte, questo penso che anche i dati ce lo diranno,
15:29davvero a una rivoluzione paragonabile alla rivoluzione industriale quando c'è stata.
15:35L'AI sta sconvolgendo tutto, ci sono gli agent, quindi funzioni che possono essere svolte,
15:42quindi è correttissimo quello che stai dicendo.
15:46Noi ancora stiamo capendo cosa sta succedendo,
15:48nel frattempo il mondo della tecnologia sta andando avanti.
15:53Curtolillo, a proposito di strategie di futuro,
15:56c'è un tema di generazioni che in alcuni settori diventa particolarmente determinante.
16:01Come affrontate voi una visione a lungo termine con un prodotto
16:06che ovviamente è un po' difficile pensarlo applicato a generazioni
16:10che sono quelle dei bambini, dei ragazzi di oggi,
16:13che però magari affronteranno o si paragoneranno con un vostro settore di riferimento
16:18che in questo momento è molto lontano da loro.
16:21Come la sfida delle generazioni, cosa ne pensate?
16:24Beh, è un tema che a me sta particolarmente al cuore,
16:28non solo come essere umano in quanto sono padre di due bambini,
16:34ma soprattutto perché il tipo di mercato in cui io lavoro
16:37è un mercato molto complicato da questo punto di vista,
16:40perché noi abbiamo un tipo di cliente che è tutto fuorché nuova generazione,
16:45ma dobbiamo costruire un rapporto fiduciario,
16:48sia da un punto di vista di marca, quindi di credibilità e di rilevanza,
16:52sia da un punto di vista nei confronti di quelli che poi saranno i nostri clienti di domani,
16:56i decisori aziendali di domani, che si deve orientare indubbiamente verso le nuove generazioni.
17:01Poi noi come marketer abbiamo un rapporto con le generazioni un po',
17:05passatemi il termo, un po' feticistico,
17:07nel senso che abbiamo un utilizzo anche eccessivo,
17:12successivo di boomer, generazione X, generazione Z,
17:15gli alfa e i gamma, no i beta, i beta, dal 2025 ci sono i beta,
17:22ma in realtà il fatto è che ogni nuova generazione,
17:24prima di essere un cluster, segmento, target di mercato,
17:28è fondamentalmente un cambio di paradigma,
17:31quindi ogni nuova generazione ha un modo di osservare il mondo,
17:34ne parlavamo anche prima, totalmente diverso da quello precedente.
17:38Faccio un esempio per farci capire,
17:39il digitale, se chiedete alla mia generazione, generazione X,
17:43ma anche a boomer o a millennial probabilmente,
17:45gli chiediamo cos'è il digitale, loro lo vedono in opposizione al reale,
17:49quindi il digitale e il reale sono due robe diverse,
17:51se lo chiediamo alla generazione dei miei figli,
17:54loro ti dicono che il digitale è reale, quanto è reale?
17:58E' digital e probabilmente va anche oltre perché
18:01il luogo dove loro iniziano ad esperire le prime relazioni,
18:05le prime anche ambizioni, con tutti i social, gli influencer e quant'altro,
18:09e molto spesso anche i primi pericoli.
18:12Noi per esempio siamo molto attivi nell'ambito della cyber security
18:16e tutti i temi di frodi digitali che possono accadere,
18:21però mai invocare un atteggiamento paternalistico,
18:25quindi la prima cosa che dobbiamo fare non è capire come parlare a loro,
18:28quali touch point andare a presidiare per ottenere un tornaconto nostro,
18:33ma è capire qual è il loro paradigma,
18:34paradigma di osservazione dei canali digitali in primis,
18:39ma in generale del mondo che possa essere finanziario,
18:43dell'arco consumo e quant'altro.
18:45Quindi ci riflettiamo ogni giorno e la prima però cosa che facciamo
18:49non è tanto capire come ingaggiarli,
18:52ma è capire come ragionano loro, che è la cosa più complicata.
18:55Super direi complicata, super complicata,
18:58forse quella immersività che tanto sta sulle bocche di tanti,
19:03forse anche un po' a proposito è esattamente quello diceva,
19:06di un digitale e un reale che non hanno più effettivamente confini
19:10e che non è solo una bella esperienza del tipo
19:13vedo cose che non esistono nel mondo reale,
19:17ma me le vedo tramite un visore,
19:19ma vuol dire forse un'esperienza un po' più coinvolgente.
19:21E allora c'è che ritorno da lei perché in questo flusso
19:27che abbiamo, questo percorso che abbiamo identificato,
19:31la necessità di raccontarsi delle aziende diventa un elemento strategico,
19:35c'è una parola che usiamo spesso in questi anni
19:39e che è storytelling, che forse in realtà c'è un po' sempre stata,
19:44per chi è nato col funnel della comunicazione,
19:47insomma la parte centrale in qualche modo è sempre esistita,
19:52però che diventa particolarmente centrale nelle strategie di comunicazione
19:55da una parte perché ci sono occasioni e media
19:59che permettono di fare storytelling molto di più
20:01rispetto a quello che era fino a qualche anno fa,
20:04però lì torna poi la capacità di fare storytelling,
20:07perché se no…
20:09Esatto, aggiungo un'altra parola perché noi marketing siamo così.
20:15Oggi in realtà proprio per quello che stiamo dicendo
20:18la cosa più rilevante soprattutto per le nuove generazioni
20:22ma anche per le nostre, quindi le Gen X,
20:26è lo story doing, cioè le aziende devono fare cose concrete,
20:32amplificarle attraverso operazioni di PR o comunque di stampa
20:38e poi costruire campagne intorno a qualcosa di concreto che hanno fatto,
20:42cioè lo storytelling di per sé che molte aziende continuano a portare avanti
20:46sta un po' morendo come rilevanza, parliamo di rilevanza,
20:50tutti stanno cercando o attraverso il prodotto,
20:53quindi di nuovo qualcosa di concreto,
20:55o attraverso gli eventi o attraverso attività
20:58di poter costruire anche la comunicazione su un fatto vero
21:05che poi diventa una storia, poi diventa nella sua articolazione nei touch point
21:10diventa una storia, ma bisogna partire per essere rilevanti oggi
21:14da un fatto reale, un fatto concreto.
21:17Certo, per chiudere una provocazione a Frasio,
21:22un piacere poterlo fare, ma siamo nel marketing festival,
21:26fare marketing vuol dire anche magari affrontare temi un po' scomodi
21:31da questo punto di vista.
21:33Esiste un tema, un paradosso del troppi dati in questo momento?
21:38Lo sta chiedendo la persona sbagliata.
21:40Eh, lo so.
21:42Non credo, non credo.
21:45Credo che si debba partire da un concetto di interpretazione del dato
21:49e da un concetto di utilizzare quelli giusti,
21:52sono queste due cose.
21:53E sicuramente la AI può aiutare,
21:57ed è una piattaforma fantastica, pensando al futuro anche nel medio e lungo periodo.
22:03Cosa voglio dire?
22:04Oggi siamo di fronte a una moltissitudine di dati impressionanti
22:06che raccogliamo da mille più touch point.
22:10Quindi industria, distribuzione,
22:12sono di fronte a una scelta, a un mare magnum, un famoso data lake.
22:17Oggi si stanno lavorando a strumenti che siano in grado di integrare questi data lake,
22:21che li mettano tutti uno in fila all'altro
22:23per aiutare le aziende a prendere decisioni in modo più strategico e meno tattico.
22:28Faccio un esempio.
22:30Molte aziende oggi si stanno improntando le loro strategie
22:35da un punto di vista molto geolocalizzato.
22:37Cosa intendo?
22:38L'Italia è lunga e stretta,
22:40Milano è una città,
22:42ma poi è divisibile in probabilmente 300 aree diverse,
22:45che sono anche più piccole degli zip code.
22:47E le aziende si stanno concentrando a lavorare in questi zip code.
22:50Perché?
22:50Perché all'interno di questi bacini d'utenza
22:53ci sono, abitano, gravitano e comprano consumatori differenti.
22:57In questo contesto,
22:58pensate alla moltitudine di dati che abbiamo a disposizione,
23:00per aiutare le aziende a prendere decisioni in questo contesto,
23:04sia da un punto di vista di lancio di prodotti,
23:06sia da un punto di vista di comunicazione.
23:09Quindi,
23:09la risposta alla domanda è
23:11i dati non sono mai abbastanza.
23:13Bisogna saperli correlare in modo sinergico.
23:17In conclusione,
23:18mi pare di poter dire che forse la parola che abbiamo utilizzato di più
23:21in questa mezz'ora insieme sia stata strategia.
23:25Probabilmente strategia allora fa,
23:26e lo pensiamo, diciamo,
23:28fermamente un po' tutti,
23:29ma forse vale la pena che ci ritorniamo un po' tutti,
23:32fa rima con anche competenza, no?
23:34E quindi non improvvisazione,
23:35per cui vuol dire che fare marketing oggi
23:37non è un tentativo,
23:38ma è una professione.
23:39Servono, diciamo,
23:40strumenti tecnologici,
23:41da una parte,
23:42ma serve una profonda conoscenza,
23:45una profonda competenza,
23:46perché poi quelle strategie
23:47se no diventano un po' spure,
23:49un po' povere,
23:50sciape,
23:51pensatela e ditela un po' come ritenete meglio.
23:54Però,
23:54certamente,
23:55forse abbiamo risposto
23:56al cosa vuol dire fare marketing oggi,
23:58vuol dire essere competenti
23:59e soprattutto avere conoscenza e consapevolezza
24:02che questo è un mestiere
24:04che va imparato,
24:06che va sviluppato,
24:07certo,
24:07con innovazione,
24:09con creatività,
24:10consenso del futuro
24:12e quindi anche,
24:13diciamo,
24:14essendo,
24:14navigando un po'
24:16nell'inaspettato,
24:17però la competenza,
24:18senza dubbio,
24:19è quella che ci guida.
24:21Per cui vi chiedo,
24:22in conclusione,
24:23una parola
24:24per,
24:25diciamo,
24:25sintetizzare la vostra idea
24:27del marketing inaspettato.
24:31Parto io?
24:32Chi parte?
24:33Partiamo da Portoglino.
24:34Ma io porterei a casa
24:36la parola visione,
24:37perché è quella su cui poi
24:40si può costruire tutto il resto.
24:42Se la vogliamo dire in inglese,
24:45non direi vision,
24:46però almeno metterei purpose.
24:49Quindi uno scopo intenzionale
24:51di quello che si fa.
24:53Lascio cercarelli per ultimo
24:54perché ci illuminerà
24:56che ci porteremo
24:57nel nostro portoglio
24:58da qui al futuro.
25:00E torno allo storytelling,
25:02mi è piaciuto lo story doing,
25:03quindi marketing fattivo,
25:04concreto,
25:05non parliamo di filosofia,
25:06parliamo di concretezza,
25:07quindi di azioni
25:08che si fanno sul mercato.
25:10fattività.
25:11Ma io sarò normale.
25:12L'aspettativa è alta,
25:13eh, Cegara.
25:14Infatti,
25:14l'hai caricata tantissimo.
25:15No,
25:16io invece penso
25:16sia un momento entusiasmante,
25:18nel senso che oggi,
25:19per la prima volta,
25:20forse siamo più vicini
25:21a quando è nato il marketing,
25:22con la miopia del marketing,
25:23e quindi tutta questa sfida
25:26per me la vedo
25:28entusiasmante e esaltante.
25:29Concordo pienamente
25:30con quello che hai detto tu,
25:31la strategia è centrale,
25:33il purpose è centrale,
25:35lo story doing è centrale,
25:37quindi io come ultimo pezzo
25:38della filiera
25:39che poi devo mettere a terra
25:40dico entusiasmo.
25:42Entusiasmo,
25:43vabbè,
25:43abbiamo iniziato con positività,
25:44finiamo con entusiasmo,
25:45mi sembra una chiusa perfetta
25:48per questo nostro momento insieme.
25:49Il marketing festival però continua,
25:51rimarrà con noi ancora Enzo Frasio
25:53e gli porremo ancora qualche quesito,
25:55ci saranno nuovi ospiti
25:57dopo una breve pausa pubblicitaria.
25:59a tutti i nostri spazi,
26:29Grazie a tutti.
27:09Grazie a tutti.
27:39Grazie a tutti.
28:09Grazie a tutti.
28:39Grazie a tutti.
29:05Grazie a tutti.
29:30Ben tornati al Marketing Festival, continuiamo diritti espediti.
30:03Grazie a tutti.
30:04Grazie a tutti.
30:19Grazie a tutti.
30:23Grazie a tutti.
30:30Grazie a tutti.
30:37Grazie a tutti.
30:49Grazie a tutti.
30:51Grazie a tutti.
31:00Grazie a tutti.
31:09Grazie a tutti.
31:15Grazie a tutti.
31:25Grazie a tutti.
31:27Grazie a tutti.
31:45Grazie a tutti.
31:53Grazie a tutti.
32:01Grazie a tutti.
32:17Grazie a tutti.
32:18Grazie a tutti.
32:28Grazie a tutti.
32:34Grazie a tutti.
32:37Grazie a tutti.
32:49Grazie a tutti.
32:54Grazie a tutti.
32:57Grazie a tutti.
33:02Grazie a tutti.
33:24Grazie a tutti.
33:27Grazie a tutti.
33:35Grazie a tutti.
33:36Grazie a tutti.
33:43Grazie a tutti.
33:47Grazie a tutti.
33:48Grazie a tutti.
33:51Grazie a tutti.
33:53rispondervi proprio con il tema del festival di quest'anno, ovvero questa vision dell'inatteso, è qualcosa di molto potente,
34:02perché nel mondo di oggi no, non si tratta solo di campagna, si tratta di avere elementi previsionali, adattabilità, adeguabilità
34:11e poi avete menzionato anche la flessibilità, l'agilità e i nuovi KPI, i nuovi KPI sono fondamentali, sono veramente
34:19i nuovi aspetti della situazione attuale.
34:22Ora, dal punto di vista costituale però, devo essere ancora più preciso, ci servono pensatori strategici certo, ma ci servono
34:29anche e soprattutto degli specialisti, intendo quanto segue, nel mondo di oggi le aziende non devono scegliere tra pensatori strategici
34:37da una parte e executor specifici dall'altra, semplicemente perché hanno bisogno di tutti e due.
34:43Il valore vero arriva quando appunto chi eseguisce capisce perché fa quello, perché quella execution e perché si forma e
34:52come quella strategia, giusto?
34:53Quindi questo vuol dire che abbiamo una sorta di mix di requisiti, una sorta di ibridazione dei requisiti. Abbiamo specialisti
35:01che ci danno performance, osservano i lead, osservano i dati, guardano quello che è il SEO avanzato, sicuramente anche il
35:09SEO che ormai gira sull'intelligenza artificiale, ma si devono fare anche dei quesiti strategici.
35:14Perché? Per chi? Per quanto tempo? Che impatto ci sarà? E cosa significa tutto ciò che faccio per i clienti?
35:22Cosa significa per l'essere umano in generale?
35:25Quindi le competenze più importanti che ci servono oggi, io le chiamerei appunto le competenze a forma di T. T
35:32perché sopra, in alto, c'è una sorta di vision molto ampia, ma le competenze, quindi la parte verticale, devono
35:39essere molto profonde.
35:40Ho un esempio per voi. Prendiamo un data analyst che osserve il vostro traffico, ad esempio, sui vari canali che
35:47volete gestire. Bene. Allora, questa persona deve anche raccontare tutta la storia che c'è dietro i dati, giusto? Questo
35:54rende molto sfidante il mondo di oggi.
35:58Ma allora, interessante questa visione della T, diciamo anche dal punto di vista visivo, ci permette di capire, proprio di
36:06immaginarla. Però allora mi viene un'altra domanda.
36:10Noi, forse in Italia, ci aiuterà a capire se è un pensiero solo italiano, abbiamo un po' questo pensiero che
36:17le università, le scuole di formazione ci aiutino, formino i ragazzi, gli studenti, quelli più validi, quelli più, anche diciamo,
36:27magari meno teste di serie, però molto bene nel pensiero.
36:31Però poi quando arrivano nelle aziende bisogna insegnarli a lavorare, no? Che è un po', diciamo, in controtendenza rispetto a
36:38questa visione a T che lei ci diceva.
36:40Qual è il segreto, diciamo, per avvicinare il mondo dell'istruzione a poi il mondo del mercato?
36:52Dunque, direi che questa è veramente una bella domanda e anche una grande sfida che abbiamo nelle università, insomma, è
36:58la famosa educazione funzionale o formazione funzionale.
37:01Credo ci siano diverse soluzioni. Una si chiama forzamentamente i programmi di co-supporto, co-aiuto, cioè università e aziende
37:09collaborano, si danno la mano, gli studenti ovviamente fanno parte, anzi sono parte integrante, sia del percorso universitario, sia del
37:16percorso corporate, cioè aziendale.
37:18Ci possono essere, appunto, dei progetti, dei lavori a progetto, delle formazioni interne e aziende. Poi ci sono due altre
37:25alternative, cioè potremmo, come dire, allontanarsi dalla classica tecnica, cioè di insegnare strumenti e tecniche, appunto, dobbiamo, secondo me, insegnare
37:34il lavoro concettuale.
37:36Questi ragazzi, infatti, oggi è chiaro che devono capire come si gestisce una campagna, come si lancia, come si la
37:42porta avanti, ma dobbiamo far capire perché la lanciano quella campagna.
37:46Serve questo senso profondo, serve una riflessione, un pensiero critico molto profondo.
37:51Ora, nel mondo di oggi ci servono, appunto, gli storyteller, non solamente persone che analizzano dati, ma anche persone che
37:57creano degli insight, cioè veramente degli approfondimenti, delle informazioni ricche di contenuti.
38:02E attenzione, adeguatezza, adattabilità, non sappiamo che succede domani, è un altro problema energetico, una crisi energetica, chissà che cosa.
38:10L'abbiamo appena superato il Covid, che ha cambiato tutti noi, e siamo cambiati peggio, ma siamo cambiati anche meglio.
38:16Morale, tutti questi requisiti devono essere inseriti, appunto, nel nostro mindset.
38:22Oggi, molte delle università italiane che conosco stanno già facendo tutto questo.
38:27Però, vedete, guardandosi attorno, si imparano altre cose.
38:31Guardiamo cosa stanno facendo i cinesi, guardiamo cosa stanno facendo negli Stati Uniti.
38:35Questo guardarsi attorno ci aiuta, e sempre.
38:41Certo, è interessante, quindi a proposito, prima nel panel precedente si parlava di positività,
38:46ancora, intravedo anche qua, ecco, della positività del futuro.
38:51Abbiamo con noi Isabella Errani, che ci può portare un punto di vista un po' speciale,
38:56che è quello dell'agenzia, quello che, a proposito di storytelling, entra dentro lo storytelling dell'azienda,
39:01entra dentro, diciamo, gli aspetti più valoriali.
39:04Dall'altra parte, però, si tratta anche poi di guidare quelle aziende in un mariemagnum di opportunità e di scelte,
39:12che sono super differenti tra di loro.
39:15Forse questa differenza, no?
39:17Tra una testata giornalistica, un influencer, un media, non è così ben compresa,
39:24o sembra un po' tutto uguale.
39:25C'è questo, diciamo, rischio di perdere un po' la bussola.
39:29Ecco, voi avete un punto di vista particolare, no?
39:33E specifico.
39:34Come si destreggia in questo scenario così difficile, così evoluto?
39:40Sì, sicuramente oggi la comunicazione è estremamente frammentata,
39:44quindi noi ci occupiamo in modo particolare di ufficio stampa e di pubbliche relazioni,
39:49e quindi sicuramente prima, ecco, si lavorava come un amplificatore,
39:55quindi si lavorava, si prendeva un messaggio, lo si amplificava con i media.
39:59Oggi la comunicazione è frammentatissima, quindi i pubblici sono diversi.
40:07Sui media tradizionali, quindi sulla stampa tradizionale, troviamo sicuramente il posizionamento,
40:14troviamo la parte che costruisce, la credibilità che racconta i valori,
40:20ma poi ci dobbiamo rivolgere anche ad un target diverso, quindi anche completamente digitale,
40:28e quindi lì dobbiamo lavorare interagendo, quindi dobbiamo creare della conversazione,
40:35e poi dobbiamo passare spesso per le aziende per le quali lavoriamo anche a raccontare l'azienda stessa,
40:40agli stakeholder, quindi dandogli dei valori ancora più precisi, quindi più reputazionali.
40:51L'ideale è davvero un po', mi considero, quando lavoro un po' come un piccolo direttore d'orchestra,
41:00cioè devo cercare di far suonare in armonia tutti questi strumenti.
41:05Quindi il risultato sicuramente è lo stesso, cioè quello di far arrivare la comunicazione
41:11ed è quello di far arrivare il messaggio, però devo suonare strumenti diversi e devo saperli suonare,
41:18quindi devo conoscere i pubblici ai quali noi ci rivolgiamo, ai quali mi rivolgo.
41:24Però allora rimango, perché sul tema di strumenti diversi vuol dire ai professionisti diversi,
41:30e quindi come è cambiata la composizione umana di competenze di un'agenzia di PR che in questo momento fa
41:40molto di più rispetto a quello che faceva qualche anno fa?
41:44Troppo di più, se direi, troppo di più.
41:47Quindi che competenze nuove state cercando o immaginate di dover cercare da qui a breve?
41:52Ma in realtà noi lavoriamo anche molto, cioè il termine non è, però davvero cross media,
41:59cioè le competenze che noi cerchiamo sono principalmente di persone profondamente aperte,
42:06aperte al cambiamento, profondamente curiose, persone che non si mettono dei paletti,
42:13che quindi possono raccontare una storia sulla carta, quindi su un giornale,
42:18usando il linguaggio della carta, ma poi chiaramente possono raccontarlo anche al digital,
42:25quindi devono trovare il loro linguaggio più veloce, più immediato,
42:32per non far annoiare un pubblico che usufruisce di quello strumento velocemente.
42:39E poi, ripeto, è chiaro che noi non lavoriamo, la lavoriamo sulla carta,
42:45ma lavoriamo sui siti, quindi sui magazine online, cioè i media hanno anche un loro contenitore,
42:53che peraltro è un posto che per noi è fondamentale, perché è credibile per un racconto che tu puoi fare.
43:03Quindi quasi, come dire, siamo ormai, noi non abbiamo quasi, no, la comunicazione è diretta,
43:12non ha più intermediari.
43:14Sulla creatività ci ritorniamo perché è un punto interessante, però, professore, torno da lei,
43:19perché si diceva prima, lei ha un punto di vista, una grande fortuna,
43:24quella di lavorare con i professionisti del domani, da una parte di formarli, di poterli guidare,
43:29ma anche di vederli crescere, vederli esprimere.
43:32E quindi, dal suo punto di vista, i professionisti di domani, come li vede?
43:37Sono professionisti che hanno, diciamo, un agliur positivo, le prospettive sono positive
43:44o c'è invece un po' più di negatività, di sedentarietà in questo senso?
43:52Grazie per aver posto la domanda.
43:55Certo, io rimango sul positivo, tento sempre di farlo e vorrei fare follow-up alle parole
44:01profonde di Isabella su dei vari strumenti che abbiamo a disposizione.
44:05Tutti gli strumenti sono, non sono disponibili, ma devono essere necessari.
44:09Ci sono tanti diversi aspetti, abbiamo detto, parliamo tantissimo adesso di omnicanalità,
44:14parliamo di omnicomunicazioni, giustamente tu, Isabella, dicevi cross media, giustamente.
44:19Tutto questo, chiamiamolo materiale, ripeto, è necessario.
44:22Però, oltre a ciò, come dicevo all'inizio, ci serve anche qualcos'altro, cioè per le nostre situazioni future
44:28servono altre competenze, e cioè guardare un panorama sempre più vasto, capire, cioè, l'immagine completa,
44:35tutto il puzzle e non solamente dei pezzi, e capire anche l'aspetto di questa immagine.
44:41Allora, potrei pensare a un'immagine, giusto?
44:45Allora, abbiamo detto, sappiamo come suonare i vari strumenti in un'orchestra.
44:49Beh, insomma, magari in passato questa persona, il direttore, poteva, insomma, suonare un po' di pianoforte,
44:57un po' la tromba, poi il clarinetto.
44:59Oggi, invece, abbiamo l'intelligenza artificiale che, in effetti, fa già molto.
45:03E poi, di nuovo, questa persona, come dire, è entrata nel suo lavoro in migliaia e migliaia di tante diverse
45:10dimensioni.
45:11Ogni persona che è in questo grande teatro, insomma, che è il marketing, può essere oggi, può diventare un cross
45:18-comunicatore,
45:18o può diventare, come dire, un distributore omnicanale, ci siete.
45:23Quindi, proprio con l'aiuto e il supporto della AI, riusciamo, giustamente, a fare suonare tutti i strumenti,
45:28quindi performare, e anche ad alto livello.
45:31Ma, devono veramente avere comprensione, capire verso dove stiamo andando.
45:35Per cui, con tutte queste persone, noi, innanzitutto, ricordiamoci che sono molto, molto smart.
45:41È un mondo diverso.
45:43Per cui, come descriverlo?
45:45Beh, quello che io cerco, vedete, sono le persone che conoscono il mercato,
45:51che hanno la saggezza del mercato,
45:53che capiscono qual è il loro ruolo,
45:55il ruolo della società che rappresentano,
45:57e anche il ruolo della società, quella larga, quella in generale.
46:00E questo vuol dire che riescono proprio a alzare il livello del marketing, ci siete.
46:05Quindi, qualcosa che non solo farà bene alla società,
46:07quindi a quella compagnia per cui lavorano,
46:09ma alla società, in quanto tale, in generale.
46:12Mi sorge un dubbio a questo punto, professore.
46:15Sulla visione futura, bene che ci sia questa sua visione positiva,
46:18perché abbiamo bisogno di nuove generazioni, di competenze nuove,
46:21e anche di freschezza.
46:23Ma forse allora c'è un po' bisogno di riformare invece quelli che sono già stati formati qualche tempo fa,
46:29i manager di oggi, i marketer che già sono professionisti,
46:33tornare a, diciamo, interrogarsi tutti noi,
46:35se abbiamo bisogno di formazione noi prima che,
46:38o in contemporanea alle nuove generazioni?
46:44Guardi, assolutamente sì.
46:46Guardi, sono il primo io, a me serve un'ulteriore educazione, formazione.
46:50Devo capire gli strumenti che girano appunto sull'intelligenza artificiale,
46:53però cerco sempre di non dimenticare mai l'esperienza del mio passato.
46:57Imparo, grazie all'esperienza degli studenti, con gli studenti,
47:00e cerco di imparare tutte le nuove tecnologie.
47:03Dovremmo farlo tutti e possiamo farlo tutti.
47:06La prospettiva, infatti, è quella di avere un mondo che si sviluppa,
47:09che diventa ancora più ricco, più prospero.
47:11E sto pensando anche al nostro personamento,
47:13ma anche dopo il nostro personamento.
47:15Noi abbiamo un futuro per tante persone, per tanti oggetti e tante cose.
47:20Bene, bene, bene.
47:22Frasio, due parole che ho segnato.
47:26Relazione e poi infedeltà.
47:28Lo dicevamo nel panel precedente.
47:31Qual è il punto di sintesi?
47:33Dobbiamo cercare relazione, ma poi il consumatore è infedele.
47:36Forse giustamente anche.
47:38Qual è il punto di vista?
47:40I dati cosa ci dicono?
47:42I dati ci danno un'opportunità.
47:44Come abbiamo detto precedentemente,
47:46i consumatori sono più infedeli per scelta,
47:48perché la situazione purtroppo in cui vivono non è semplice.
47:51La capacità di spesa, soprattutto di alcune tipologie di famiglie italiane,
47:55pensiamo alle famiglie con figli piccoli, con figli giovani,
47:58hanno parecchi problemi in questo momento,
48:01e di conseguenza diventano più infedeli.
48:03Quindi cercano la convenience,
48:05cambiano spesso negozio in cui fanno la spesa di alimentari,
48:09di largo consumo, ma anche sulla parte di tecnologie meri e durevoli.
48:12Questa è un'opportunità per le aziende,
48:14è un'opportunità per cercare di ricostruire questa fedeltà,
48:17lavorando sul concetto di marca.
48:19Torniamo sempre ai basics, torniamo al marketing in quanto tale,
48:23e come si costruisce la marca?
48:25Lavorando sul valore, lavorando sul purpose,
48:28lavorando sulla comunicazione.
48:30Devi avere il miglior prodotto,
48:32devi saper crescere anno su anno,
48:34mese su mese, settimana su settimana,
48:36ma soprattutto in tempi come questi,
48:38devi saper comunicare in modo diverso,
48:40devi saper illuminare.
48:42C'è un grande spazio vuoto,
48:44probabilmente, che i consumatori, i cittadini italiani,
48:47cercano che sono degli alleati.
48:48E le marche, in questo momento,
48:50siano essere industria, distribuzione,
48:52hanno questa grande opportunità
48:54di rappresentare un alleato forte per i consumatori,
48:56su cui ricostruire fedeltà.
48:59E allora, ritorniamo a quel concetto di credibilità
49:02che abbiamo accennato.
49:05Siamo nella casa di un editore,
49:07un editore che ha una storia di 40 anni,
49:10che ha un coro forte,
49:12ma contiamo di sì,
49:14siamo fiduciosi che possa essere così.
49:18Però, quindi, in questo,
49:20voi hai modo di confrontarti con gli editori,
49:25di come stanno cambiando gli editori,
49:27e forse anche in alcune scelte un po' azzardate,
49:29dell'editore di inseguire dei percorsi
49:33che siano più di acchiappo
49:36e meno di credibilità.
49:38Il tuo polsino del mondo dell'editoria in Italia,
49:42in questo momento,
49:43come lo vedi?
49:45La vedi un'editoria statica
49:47o che ha voglia di evolvere,
49:50di avere un ruolo ancora centrale
49:52in un segmento che è importante,
49:55quello dell'informare
49:56e anche nell'intrattenere con qualità?
49:58No, a mio parere l'editoria ha voglia,
50:02vuole, insegue sì,
50:05però l'editoria è, come dire,
50:08è anche molto ricercata,
50:10deve essere credibile,
50:11deve essere seria,
50:13ed è quello che fa poi la differenza
50:15anche con dei media
50:18che non sono autorevoli,
50:21che non sono indicizzati,
50:22quindi conosciamo tutti
50:24che non hanno una credibilità,
50:26una reputazione,
50:27quindi gli editori in Italia oggi,
50:29gli editori più importanti,
50:31questa voglia ce l'hanno
50:32e sono tutti estremamente forti e credibili.
50:36Certo, ogni tanto bisognerebbe forse osare un po',
50:40quindi bisognerebbe essere un po' più coraggiosi,
50:44nel fare alcune scelte,
50:48io credo che questo stia avvenendo,
50:51sicuramente non è un ambiente statico,
50:55sicuramente è un ambiente estremamente dinamico
50:58ed è ovvio che per tutti
51:00è anche complicato capire dove vanno,
51:05soprattutto le giovani generazioni,
51:07quindi anche per l'editoria non è semplice,
51:10però io vedo grandissima dinamicità
51:14anche rispetto agli eventi,
51:16rispetto a tutto quello che succede,
51:18perché ormai non esiste più solo un giornale,
51:21solo tra virgolette,
51:22ma esiste un sistema,
51:24quindi voi stessi siete un sistema di tanti,
51:28voi siete un veicolo con diversi strumenti
51:34per ritornare di nuovo,
51:36perché uno solo non basta.
51:37Certo, ed è questo trust di credibilità sicuramente
51:42che gli editori ci può ancora essere,
51:45è una sfida che si può ancora vincere,
51:47questa della credibilità attraverso la comunicazione.
51:49Mantenere sicuramente, perché...
51:53Interessantissimo.
51:56L'inaspettato in un'agenzia di PR di comunicazione
52:00è l'ordine del giorno,
52:04ecco, l'ultima esperienza ed inaspettato
52:07che ti ha cambiato un po' le prospettive?
52:10Ma adesso l'ultimissima non ce l'ho presente,
52:12perché ne cambiano tantissime,
52:15ed inaspettati ce ne sono tantissimi,
52:18ma perché effettivamente prima usciva un articolo
52:21è come dire, quello era poi il posto dove poteva succedere qualcosa.
52:28Oggi no, oggi di posti ce ne sono tantissimi,
52:30può succedere qualcosa banalmente in una conversazione su Instagram,
52:35su qualunque altro media,
52:37perché tu non puoi controllare, governare tutto.
52:42Quindi è chiaro che devi essere,
52:44intanto conoscere al meglio tutti i media,
52:49quindi in modo da accorgerti velocemente cosa sta succedendo.
52:53Quindi la velocità nel nostro mestiere è fondamentale,
52:56però devi reagire in fretta,
52:59ma reagire in fretta con un senso,
53:02reagire in fretta con intelligenza,
53:04perché spesso reagendo anche con troppa fretta
53:07puoi amplificare i danni di quello che sta succedendo.
53:10Quindi anche quella è una parte di lavoro
53:14estremamente delicata e piuttosto complicata.
53:17È chiaro che di nuovo per ritornare alla reputazione,
53:21se tu hai una reputazione,
53:23ma soprattutto hai un rapporto anche con le persone serio,
53:28fatto di credibilità,
53:29ti è anche più semplice riuscire a risolvere delle situazioni di crisi.
53:36Ora non ti so fare un esempio specifico.
53:41No, no, ma è chiaro,
53:42però ritorna forte il tema delle competenze.
53:45Ci giriamo intorno da tre giorni qua al Marketing Festival
53:49ed è un messaggio positivo.
53:51Allora chiuderei con una domanda al professor Ferch
53:54che ci segue.
53:57L'inaspettato è un mare che a volte
53:59forse può essere spaventoso, diciamo così,
54:02da approcciare,
54:03ma forse è anche un mare piacevole da navigare?
54:06È così?
54:07No.
54:13Dunque direi di sì,
54:15nel senso che abbiamo esperienza
54:17a tutti quanti di questi eventi inaspettati,
54:19profondi, a volte sconvolgenti negli ultimi anni, giusto?
54:21Le società, le corporate, le persone che non erano pronte
54:25non avevano gli strumenti
54:26e l'abbiamo visto purtroppo,
54:27purtroppo, ripeto,
54:28non sono sopravvissute,
54:29anche lato editoria.
54:31Attenzione però,
54:32perché vi faccio il primo esempio?
54:34Ad esempio,
54:35la creatrice torna alla mission di base,
54:38è veramente alla baseline,
54:40cioè fornire conoscenze,
54:41formazioni alle persone.
54:43In quel momento
54:44la domanda non è
54:46quale mezzo scegliere,
54:48quale media,
54:48ma dobbiamo capire
54:49quale tipo di conoscenza dovrebbero
54:51prendere in mano,
54:53elaborare e restituire alle persone.
54:55È un po' ciò che dicevo prima,
54:56se mi permettete.
54:58Noi dobbiamo certo capire
54:59com'è il mercato di oggi,
55:00ma ancora di più,
55:02dobbiamo essere saggi,
55:03capire il mercato,
55:04essere molto,
55:05molto più connessi
55:06alla realtà e alla società.
55:08Termino qui, grazie.
55:09Ottimo.
55:10Allora,
55:10il tempo è tiranno
55:12e il marketing festival continua.
55:14Lascio dopo il break
55:16la parola a Domenico Iopo,
55:18che è il direttore scientifico
55:19del marketing festival,
55:20che traccia un po'
55:22questi dieci anni
55:23di marketing festival,
55:24proverà a fare una sorfata
55:25a proposito di mare
55:26su questi dieci anni
55:27di marketing festival.
55:28Grazie per averci seguito,
55:30state connessi.
55:31Grazie.
56:01Grazie.
Commenti