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  • 11 ore fa
Milano, 26 mar. (askanews) - Per la prima volta nel 2025 più della metà del Parmigiano Reggiano è finito all'estero. Un export che ha trainato i risultati della Dop, il cui giro d'affari al consumo è cresciuto del 24% arrivando a sfiorare i 4 miliardi (3,96). Dietro questo numero però c'è una forbice sempre più ampia tra il mercato domestico con volumi in calo e la domanda estera in crescita, nonostante l'incertezza geopolitica."Il 2025 è un anno che sancisce un Parmigiano Reggiano sempre più orientato al mercato internazionale e sempre più icona del made in Italy. È positivo da un lato, ma anche una necessità, perché l'Italia per una questione sociale e demografica non è sicuramente il posto dove possiamo pensare di crescere - ha detto Nicola Bertinelli, presidente Consorzio Parmigiano Reggiano Dop - Ecco perché l'internazionale è il luogo dove crescere. Il 2025 è il primo anno dove il Parmigiano Reggiano supera il 50% di quota export, 51, ma in dieci anni dovrà essere il 65%, il 70% del mercato internazionale".In Italia l'aumento dei prezzi ha ridotto frequenza e quantità di acquisto, sebbene la base dei consumatori sia rimasta stabile, Risultato: volumi giù di un 10%, a fronte di una sostanziale tenuta del giro d'affari. Per contro, la domanda estera ha continuato a crescere di un 2,7%, con performance positive nel Regno Unito, Canada e Svezia. In crescita del 2,3% anche gli Stati Uniti, primo mercato estero per il Parmigiano Reggiano nonostante il quadro complesso: "Abbiamo aumentato le esportazioni negli Stati Uniti, però il 2026 vede un inizio assolutamente negativo - ha sottolineato Bertinelli - Si pensi che nel mese di gennaio 2026 sul 2025 siamo a un meno 16% delle importazioni da parte degli operatori americani. È calata la domanda di Parmigiano Reggiano? No, c'è una vicenda: l'incertezza".Oggi il Parmigiano Reggiano rappresenta il 9% a volume del mercato statunitense dei formaggi a pasta dura (16% in valore), con un potenziale di crescita su cui, accanto ai recenti dazi aggiuntivi che hanno portato le tariffe al 25%, pesa una forte incertezza, che rallenta gli ordini da parte di molti operatori. "Di fronte a questa incertezza noi aumentiamo gli investimenti per aumentare il numero di consumatori, di cittadini che possono comprare Parmigiano Reggiano - ha spiegato - In che modo? Siamo sponsor della squadra di football americano di New York. Siamo ad esempio in questi giorni a Miami, nel circuito ATP del tennis. Questi sono momenti dove si possono attivare delle iniziative da parte di content creator, testimonial, in modo tale che si diffonda un principio: che il Parmigiano Reggiano non è il parmesan con sotto la bandierina italiana".Gli investimenti in marketing e comunicazione previsti dal consorzio superano i 34 milioni di euro, per rafforzare il posizionamento e promuovere il Parmigiano Reggiano come simbolo del made in Italy. In questa direzione va anche il "Progetto Turismo" che vuole fare de(...)

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