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  • 22 ore fa

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00:07Musica
00:30Bentornati al Milano Marketing Festival, riproseguiamo con il nostro appuntamento pomeridiano e l'attenzione la portiamo un po' in casa
00:39nel mondo dell'informazione, ovvero come l'EAI sta cambiando e cambierà l'informazione sia nelle modalità di frizione che
00:50nei modelli di business.
00:52Ho con me degli ospiti importanti che ringrazio e inizieremo in questo primo slot con la collega Jana Iachimis-Vosca
01:05che è l'EDOV AI Strategies Media House, un gruppo belga molto importante che ha testate in Belgio, Paesi Bassi,
01:18Lussemburgo e Germania.
01:20Benvenuta, è bello di essere qui con noi, grazie.
01:27E poi abbiamo Riccardo Terzi che è Head of Product Partnership di Southern Europe di Google e Antonio Filoni, Business
01:38Development Director of Audience di Ipsos Doxas,
01:44che è uno dei più importanti o forse il più importante polo di analisi e ricerche di mercato nel nostro
01:54paese.
01:54Io vorrei iniziare con Ana per poter avere un suo punto di vista su una domanda abbastanza larga.
02:05Stiamo vedendo un cambiamento importante, una vera e propria disruption nella relazione, nel modo con cui le persone oggi si
02:22approcciano alla ricerca e al consumo delle informazioni.
02:28Il modello conversazionale sta rivoluzionando tutto, quindi le AI generativa.
02:34E uno dei grandi temi di cui anche con il mio team discutiamo sempre e quindi stiamo a cercare anche
02:43idee da Ana è come cambierà quello che in fondo è una struttura rimasta abbastanza stabile negli anni,
02:52cioè il sito web. Sì, siamo passati dal mondo desktop al mobile first, poi parliamo di social first, ok, ma
03:00alla fine la struttura macro dei siti è sempre stata quella, insomma.
03:06Ecco, quale cambiamento e con quali tempi le AI, ti immagini, modificherà tutto questo?
03:18Buongiorno a tutti, grazie mille. Grazie mille davvero per avermi invitato a partecipare in questa riunione. È davvero un orore.
03:27Beh, che domanda interessante che mi ponete. Allora, una domanda che sicuramente ci stiamo facendo in molte, proprio parlando di
03:37cambiamenti, parlando di disruption, qualcosa che peraltro è già presente.
03:41Allora, ci sono forse due modalità in cui la distribuzione e il giornalismo viene impattato dall'AI.
03:54Innanzitutto come editori, ad esempio, possono rendere disponibili quei contenuti che vengono poi consumati dagli utenti.
04:05È vero, nell'arco degli ultimi dieci anni, durante la trasformazione digitale, c'è stato un modello di direct traffic,
04:14quindi oppure un'acquisizione che avveniva tramite ricerca, tramite prodotti atti alla ricerca.
04:22E poi le big tech, ovviamente, hanno abbracciato questo cambiamento, hanno sviluppato i loro modelli.
04:29E quello che noi oggi osserviamo è che abbiamo una ricerca che avviene magari su Google o su un altro
04:36motore di ricerca.
04:37Si ottengono, si arriva al cosiddetto blue link, dopodiché si viene ridirezionati direttamente al sito dell'editore, che poi supporta
04:49il prossimo business module.
04:51E questo, devo dire, è il primo aspetto davvero di cambiamento dirompente.
04:59In quanto vi sono molto spesso alcune risposte che vengono in qualche modo riepilogate, magari il traffico in realtà viene
05:09gestito in un altro modo.
05:14Quindi, di fatto, abbiamo un ambiente chiuso.
05:18Cosa vuol dire?
05:19Che il modello di riferimento da parte degli editori e verso gli editori sta cambiando.
05:30C'è poi un secondo aspetto.
05:38Allora, c'è una seconda parte rispetto a questo, che è quella che ha a che fare con i sistemi
05:45di intelligenza artificiale agentica, quindi la Gentic e AI.
05:51Quello che stiamo osservando è che alcuni editori, io direi anche per oltre il 40% del traffico, viene gestito
06:01tramite bot, quindi sono cambiamenti davvero radicali nel modo in cui tutto questo, tutti i contenuti vengono consumati.
06:10La ricerca, ad esempio, la SEA, il SEO, si è trasformato in quello che è oggi agentic e quindi sarebbe
06:18necessario anche provvedere ad una diversa strutturazione.
06:25Si tratta comunque di una disruption che è addirittura più evidente e più importante di quella che abbiamo visto per
06:32adesso.
06:32Dobbiamo essere molto attenti, molto cauti nell'abbracciare questi cambiamenti, in quanto sono cambiamenti che avvengono con una rapidità incredibile,
06:42anche se devo dire molto entusiasmante vedere, ad esempio, quelli che potranno essere i modelli di ricavo, che potremmo utilizzare,
06:50anche la possibilità in qualche modo di reinventare il giornalismo proprio sotto legge di un mondo agentico.
06:56E' quindi un nuovo ecosistema che è ancora in piena evoluzione, gli editori, devo dire, fortunatamente stanno in qualche modo,
07:08si stanno supportando gli altri, stanno facendo grandi visioni di conoscenza, quindi la discussione è com'è che insieme possiamo
07:17navigare all'interno di questo mare di cambiamenti,
07:20ma chiaramente anche proteggere ovviamente il giornalismo, perché questo resta sempre fondamentale.
07:27Certo, grazie, è evidente che per noi il giornalismo siamo convinti che non può che essere il cuore comunque, poi
07:35è ciò che siamo in grado di produrlo, dobbiamo essere capaci di produrlo e distribuirlo in modi nuovi, così come
07:43i consumi e le abitudini delle persone stanno cambiando.
07:46Riccardo Terzi, è proprio una domanda di scenario, un po' di fantasia che volevo porre anche a lei, come si
07:55immagina che i siti cambieranno e dovranno cambiare a breve per poter essere in grado di rispondere a questo modello
08:04di fruizione nuovo
08:05che gli LLM a partire da voi e gli altri grandi stanno producendo.
08:12Certo, intanto buongiorno da parte mia, grazie dell'invito e saluto anche Ana collegata, ci conosciamo da tanti anni.
08:21Sicuramente condivido l'aspetto della disruption, è un momento di profondo cambiamento, che cavalchiamo come Google ovviamente, io vi porto
08:32il punto di vista della piattaforma oggi,
08:34con infinito entusiasmo e ma anche con grande empatia rispetto alle preoccupazioni che ogni disruption porta.
08:43Vedi ad esempio il tema del modello del traffico, citato da Ana, il Google Click Zero, tutta una serie di
08:49tematiche dove cerchiamo di essere una tech company
08:52che è sempre aperta al dialogo e al confronto. Vero è che l'equazione, il modello descritto da Ana è
09:01in cambiamento, è in fase di cambiamento
09:04e l'approccio di Google sicuramente è un approccio estremamente responsabile e cauto e direi quasi di pura sperimentazione.
09:13Consci del fatto che l'AI rappresenta oggi, per quello che è stato il core business e il servizio principale
09:22di Google, quindi Google Search, il motore di ricerca,
09:25un elemento di cambiamento forse senza pari, se guardiamo gli ultimi 20-25 anni.
09:32Negli ultimi 18-20 mesi abbiamo implementato moltissime, che noi chiamiamo feature, quindi moltissime improvement di esperienze AI all'interno
09:42del motore,
09:43in primis AI overviews, lanciata anche in Italia in prima metà dell'anno scorso e seguita da AI mode, che
09:51è la modalità ancora più conversazionale all'interno del motore
09:54e siamo in fase di analisi e learning di quello che sta evolvendo l'esperienza con i nostri utenti.
10:03Sicuramente il dato principale è che gli utenti vogliono questo genere di fruizione, nel senso che a livello globale
10:12il numero di query, quindi il numero di ricerche fatte dagli utenti è cresciuto anno su anno e secondo elemento
10:20si sta allungando di 3-4 volte
10:23per quello che riguarda overviews, addirittura di 7-8 volte per quello che riguarda AI mode, la tipologia di query,
10:30cioè di ricerca, che viene fatta nel motore,
10:32estremamente più complesse rispetto a quelle che erano una volta.
10:36Inevitabilmente questo modifica un po' il funnel, l'imbuto del bisogno di consumo e di ricerca di informazione.
10:43E dico questo perché mi riallaccio un po' alla domanda che tu mi hai fatto, che sicuramente non è una
10:47domanda a cui c'è una risposta facile,
10:50ma indiscutibilmente io credo, la dico un po' in tono provocatorio, che il lavoro degli editori e il lavoro di
10:58chi produce contenuti
10:59dovrà essere molto più complementare rispetto a quello che oggi è l'esperienza che viene offerta da una sintesi AI.
11:07E forse citando anche il collega Marco Bardazzi che mesi fa fece un interessante articolo pubblicato dal Foglio,
11:17forse potrebbe anche essere uno stimolo, un'opportunità per un certo tipo di editoria di cercare di sviluppare un'offerta
11:24molto più complementare, diciamo, a un primo fase di funnel di bisogno informativo, molto più invece devota all'approfondimento.
11:33Perché dalle nostre analisi i click che noi deliveriamo, che dal nostro punto di vista, quindi torno ancora una volta,
11:41io non sono autorizzato a dare dati locali, ma a un livello globale noi non vediamo fondamentalmente una torta di
11:48traffico
11:49in decrescita, tutt'altro, ma sicuramente vediamo che la tipologia di utenti che portiamo poi ai siti terzi
11:55è molto più keen all'approfondimento, molto più qualitativa.
11:59E per chiudere e andare in concreto sulla tua domanda, io penso che i siti di domani dovranno essere ripensati
12:10e ridisegnati per un'esperienza molto più di approfondimento anche in termini di formati.
12:15Cito banalmente il fenomeno del video, che tutte le fonti di ricerca, sentiremo anche il collega,
12:22nel nostro caso, come ben sai Roberto, Digital Reuters Report è per noi una fonte importante di sapere.
12:29Ci dice che sempre di più i lettori vogliono un'esperienza che sia profonda e multimediale,
12:35che sia video che sia audio è una riflessione da porsi, ma sicuramente i siti dovranno diventare ambienti
12:41dove questo genere di offerta viene offerta ai propri lettori per trattenerli.
12:47Il secondo elemento è che, volenti o nolenti, sempre di più la gente si informa sulle piattaforme
12:52e quindi trovo che i siti dovranno sempre di più essere integrati con le piattaforme.
12:57Il terzo elemento, proprio settimana scorsa, citato anche da Liz Reed,
13:04che è la nostra Head of Search mondiale, che invito i telespettatori a seguire sulle piattaforme social
13:11perché è sicuramente in questo momento una delle figure sedute su uno sviluppo di prodotti più interessanti al mondo,
13:17cioè la evoluzione della search, dove dice che anche l'aspetto di community è un elemento fondamentale,
13:24ossia negli Stati Uniti abbiamo lanciato un'afficio che si chiama Preferred Sources,
13:29ossia che gli utenti search possono indicare quali sono le loro fonti più fidate
13:33o che vogliono più comparire all'interno del motore e perché no, domani si potrebbero aprire
13:39dei connettori della search con i siti che hanno sviluppato community di registrati, community di abbonati,
13:46in modo tale che questo genere di trust e di fidelizzazione che l'editore ha saputo sviluppare
13:51sui propri siti venga in qualche modo trasferita alle piattaforme terze come search
13:56per creare un'esperienza più agganciata a un canale distributivo che oggi è sempre più imprescindibile.
14:03Grazie Riccardo, mi dà un po' lo spunto per andare ad Antonio Filoni
14:08perché oggettivamente cominciamo ad entrare anche in un campo di quanto conta poi
14:13la capacità di relazione tra un media e la sua comunità di utenti.
14:21Quello che credo delle ricerche a livello internazionale ma credo anche le vostre
14:27siano in grado un po' di dirci oggi stiamo vivendo quella che viene definita la subscription fatigue
14:33cioè c'è un rallentamento della capacità delle persone di spendere in informazione
14:40perché come ormai credo un po' tutti noi diciamo la competizione non è la competizione
14:47tra Milano Finanza e le altre testate ma è la competizione con un ecosistema di infotainment
14:53che è a pagamento e quindi le famiglie devono fare i conti poi su ciò che è davvero rilevante
15:00su cui spendere. Ecco su tutto questo fenomeno da una parte arriva anche le AI
15:08che oggettivamente per molti offre una risposta pronta da consumare senza bisogno di approfondimento
15:16dal suo, dal tuo punto di vista quindi in che modo possiamo posizionarci, cercare una strada come in media?
15:24Buongiorno a tutti, grazie dell'invito. Sicuramente parto da una risposta che l'intelligenza artificiale
15:30in questo settore e nell'area dell'informazione avrà un impatto enorme.
15:33Nel bene e nel male in base a chi sono i protagonisti? Persone, consumatori, fruitori, editori, giornalisti
15:41ma avrà un impatto enorme. Partendo dalla tua provocazione che però è fortemente, non è solo europea
15:47anche in Italia, noi la stiamo ascoltando. Ho la fortuna di lavorare per uno dei principali istituti di ricerca mondiali
15:53e in Italia l'unione di Ipsos Docs ha fatto sì che siamo un unicum probabilmente a livello mondiale
15:59e lo vediamo. La subscription fatigue è veramente centrale su tutto l'ambito dell'intrattenimento
16:04del come passare il tempo, come vogliono passare il tempo le persone
16:08dove anche l'area dell'informazione occupa uno spazio molto rilevante
16:13e qui arriva le AI che è disruptive. È disruptive perché? Perché ci permette in frazioni di secondo
16:19avere del conversato, delle sintesi molto belle qualitativamente, scritte molto bene, molto capaci
16:27dove ci rende sempre più pigri come persone. Questo dobbiamo accettarlo, dobbiamo essere consci
16:34però dall'altra parte per gli editori può essere una sfida molto interessante perché? Perché si deve spostare un po'
16:41l'attenzione
16:41non è più solo sulla notizia, sul cosa. Il cosa è l'oggetto su cui costruire tutto il resto
16:49diventa un po' il given del settore. Perché? Perché se puntiamo solo alla cosa ed essere il primo a dirlo
16:55la velocità le AI ci batterà sempre, perderemo. Dobbiamo spostare nel aggiungere qualcosa come viene raccontato
17:03e da chi viene raccontato. Il valore, prima un po' l'abbiamo già sentito, il peso dell'opinione
17:11e qui la sfida è recuperare autorevolezza. Le testate giornalisti devono recuperare il loro ruolo centrale
17:18di enti che spiegano, che danno un'opinione e quindi è fondamentale investire non solo nella tecnologia
17:27nelle AI ma anche nelle persone che useranno le AI ai loro scopi. Perché? Perché diciamo che la sfida
17:34è veramente investire nei nuovi giornalisti, nella nuova era dell'informazione dove tendenzialmente
17:43bisognerà tornare anche a essere un po' più aggressivi nell'ottica di essere un po' come
17:48anche i brand hanno iniziato a capire che è fondamentale schierarsi, decide di dare un'opinione
17:54non semplici riportatori di quello che è accaduto ma essere protagonisti della creare cultura
18:01e qui alziamo ovviamente anche un po' il livello ma è necessario perché poi se no non possiamo
18:06lamentarci che le persone si accontentano del riportino o dell'AI che ci suggerisce e non ci dice
18:12neanche la fonte. Lì dobbiamo essere noi protagonisti di questo settore a impegnarci di più e ad attribuire
18:19maggiore valore. Ed è il valore che diventa veramente un po' centrale. Far capire alle persone qual è il valore
18:25e non banalizzarlo. E quindi tutto questo sicuramente è un'area di investimento enorme dove l'AI può dare
18:32un valore aggiunto ai professionisti e mi permetto anche di dire una maggiore attenzione alla
18:41targetizzazione, alla verticalità perché ovviamente questo impatto lo potranno subire soprattutto
18:46chi è molto generalista. L'essere generalista può essere un valore ma può essere anche un forte limite.
18:54Chi invece vuole andare a occupare territori più targettizzanti può assolutamente creare valore
18:59e probabilmente anche più facilità farli emergere, farli notare con maggior semplicità anche le persone.
19:07Grazie, devo dire che condivido e credo che anche i dati e le analisi che vediamo al di là dei
19:13numeri
19:13che girano sullo zero click eccetera, credo che vanno spacchettati perché effettivamente non c'è un fenomeno
19:21che è generalizzato. Chi è verticale, chi ha una sua identità forte riesce probabilmente a tenere comunque
19:28dei numeri diversi rispetto a chi è generalista, sta sulle commodity e sempre più lo sarà.
19:34Vorrei tornare da Ana per chiederle questo.
19:39Noi per esempio noi come Milano Finanza, come molti altri, abbiamo creato, non molti devo dire, in Italia no,
19:46all'estero magari un po' di più, un nostro AI agent con il quale iniziare un'operazione conversazionale
19:52con i nostri utenti portandoci tutta la storia della nostra informazione di 40 anni.
19:59La domanda che vorrei porti è, voi come immaginate che debba essere, cioè sono due in realtà le domande,
20:08da una parte vedi da parte degli LLM, a cominciare da Google abbiamo qua Riccardo,
20:15ne approfittiamo un'attenzione a considerare il giornalismo di qualità che i nostri media cercano di fare
20:24come un valore che permane anche in questo nuovo, dopo la disruption, insomma è fondamentale che ci siano
20:33dei media professionali e che abbiano la possibilità di sopravvivere e produrre contenuti che servono anche
20:40al nuovo modello e dall'altra come porci come editori rispetto agli LLM, cioè aprire i contenuti
20:50comunque anche a loro e lavorare di più un pochettino, forse mi sembra, lo dicevi già prima, avere una strategia
20:57unitaria, avere delle intese che ci portino a discutere, a trattare con questi grandi partner tecnologici?
21:12Grazie. Grazie, grazie mille. Allora io credo che l'LLM, Google, anche gli altri grandi player
21:21sono tutti interessati a partnership e questo è qualcosa che ci aiuterà ad avere delle discussioni
21:28sempre più costruttive. Ci sono chiaramente evidenze che mostrano che il traffico attraverso
21:40le varie features che sono state spesso sviluppate risultano talvolta ridotte fino a un 30% nell'arco
21:49degli ultimi 3-6 mesi. Che cosa vuol dire? Che non c'è uno scambio fair value così come ci
21:57augureremmo ci fosse
21:59e questo perché se pensiamo ai nostri lettori, pensiamo ai nostri sottoscrittori, talvolta per l'appunto
22:11non esiste più questo riconoscimento che abbiamo avuto in passato. Quindi quello su cui dobbiamo focalizzarci
22:17sono rapporti costruttivi che assicureranno uno scambio fair value tra i vari fornitori di contenuti
22:26e ovviamente i consumatori di LLM. Che ci sia poi la richiesta o meno, noi stiamo osservando, monitorando
22:38ad esempio il numero di volte in cui le chatbot tentano ad esempio di accedere ai contenuti dagli editori
22:48e ne abbiamo rilevati diversi e riconosciamo anche centinaia di richieste dei nostri contenuti e questo lo abbiamo
22:58analizzato. Quindi esiste un'evidenza empirica di fatto che ci suggerisce che le LLM sono stati addestrati su dati storici
23:10e oggi hanno necessità di dati sempre più, diciamo, aggiornati e fanno le richieste tramite questi bot
23:19e quindi questo è quello che avviene in quell'ambiente. Ovviamente si tratta di un sistema simbiotico
23:26senza alcun dubbio e all'interno di questo ambiente simbiotico, come dicevo prima, lo scambio tra le big tech
23:36e gli editori è ancora in evoluzione. Vi sono diverse modalità ad esempio con le quali alcuni editori
23:45cercano di fare in modo che questo scambio sia fair, sia onesto, sia equo. Per alcuni invece ci sono state
23:53insomma delle richieste anche di sistemare alcune situazioni legalmente. Quindi io credo che secondo quella
24:01che è la mia prospettiva è che c'è ancora molto lavoro da fare, ma vogliamo comunque in qualche modo
24:08accogliere e cogliere tutti quei segnali positivi, ovvero il controllo dei fresh facts, quindi di quelle che sono
24:16le news e sono quelle che in questo momento vengono trasmesse e richieste tramite chatbot e in assenza
24:26in assenza di modelli che vengono in qualche modo forniti nella modalità più corretta ci sarebbe un rischio
24:36di deterioramento. Quindi cosa dovrebbero fare gli editori? Beh, dovrebbero riunirsi e cercare di definire
24:43insieme quello che intendono per scambio di valore in presenza di un tale cambiamento così importante,
24:52identificare qual è il modello migliore e uno scambio di esperienze sarebbe anche di grande aiuto
24:58in modo tale da poter avere, condividere una visione unica in cui per l'appunto c'è protezione, come ci
25:06siamo
25:07detti, ma anche un coinvolgimento in rapporti one to one e non solo. In qualche modo dobbiamo reinventare
25:17un pochino il giornalismo proprio alla luce dell'utilizzo delle chatbot. Non c'è mai stata
25:25fino ad oggi, comunque nell'arco dell'ultima decade, un'opportunità come questa. Io credo che sia un momento
25:34davvero cruciale e quindi assicuriamoci che tutti possano ottenere il valore che meritano, ma che anche
25:42gli utenti possano avere delle informazioni che siano passati con un fact-checking molto importante.
25:49Un altro aspetto rispetto a cosa potrebbero fare, cosa dovrebbero fare gli editori?
25:55Beh, vi dicevo, un cambiamento equo, una valutazione delle esperienze che vengono scambiate nelle piattaforme
26:04operative in due modalità. Una, l'esperienza del chatbot sulle piattaforme, gli utenti, soprattutto
26:16devo dire più giovani, ormai la conoscono, se l'aspettano e in questo modo possono in qualche modo
26:22diventare parte della prossima generazione di giornalisti. Essere sempre allineati con le ultime
26:33novità in merito di come le informazioni vengono consumate, utilizzate, fruite, ma anche
26:42prepararsi per una distribuzione di informazione che avviene ad opera delle macchine. Io credo
26:51che tutti gli editori dovrebbero avere comunque una strategia per così dire machine first, quindi
26:58che passi in primis dalla macchina per quel che riguarda la contemporaneità della distribuzione.
27:06e questo magari potrebbe, insomma, potrebbe in qualche modo andare a contrastare con la
27:15questione del valore. Però in questo caso io ritengo che ci sia l'esigenza, la necessità
27:25quindi di un saper plasmare i dati, domande risposte, set di dati rispetto a quello che le
27:34macchine magari non sanno fare, quindi un'emergenza di un nuovo, la nascita di un nuovo modello,
27:40un modello che a questo punto diventa fit for purpose, ovvero informazioni che verranno
27:47utilizzate e consumate all'interno di questo ecosistema che sarà partito dal machine first,
27:53quindi dalla macchina per prima.
27:55Beh, grazie. Devo dire una molto interessante analisi e messa a terra dei punti chiave che
28:06condivido. Riccardo, vorrei chiederti questo. Insomma, ovviamente il rapporto tra gli editori
28:17e Google nel mondo è stato un rapporto complesso, però allo stesso tempo va riconosciuto che rispetto
28:25ad altre piattaforme che hanno dominato il mercato in questi anni, a modo suo Google ha costruito
28:35un rapporto costruttivo con gli editori in alcuni paesi di più e in alcuni meno, dipende insomma
28:41dalle interazioni. Anche in Italia, alla fine, con la maggior parte degli editori c'è stato
28:48un rapporto. Adesso, come diceva Anna, siamo davanti a un cambio e come tu stesso hai detto
28:54anche in altre occasioni, ad un cambio nella relazione di valore che ha fatto la storia.
29:00Se ne poteva discutere i parametri, ma indiscutibilmente c'era questa relazione di valore.
29:05Allora, come si pone oggi Google in Europa e in Italia, perché mentre altri OpenAI hanno avviato
29:14e hanno fatto accordi e delle trattative, Google ad oggi poche cose. Come si pone rispetto a questo
29:20alla consapevolezza che il giornalismo è centrale e quindi va trovata un'intesa? Ecco, in che modo?
29:32La seconda domanda è, che è un po' il mio punto di vista, rispetto a quello che è stato lo
29:39scambio di valore
29:40di prima. Oggi, per il modello e per la ragione stessa degli LLM, si punterà, come in fondo hanno mostrato
29:48anche gli altri, a relazioni e accordi con pochi grandi operatori dell'informazione, piuttosto che un sistema
29:55distribuito, di intese?
29:57Allora, domanda chiarissima e ti ringrazio anche per riconoscere un elemento di sforzo aziendale di cui
30:05personalmente io e tutti gli interlocutori che anche tu conosci del mio gruppo di lavoro di News Partnership
30:12siamo orgogliosi, nel senso che siamo convinti in questi quasi dieci anni di esistenza di questo gruppo di lavoro
30:19di circa 200 persone nel mondo, siamo orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto, nel senso che come tu hai ben
30:27detto
30:27è una relazione che da sempre è una relazione, diciamo, complessa e abbiamo fatto di tutto per mettere un dialogo,
30:38una collaborazione, una partnership al centro. In certi casi funziona meglio, in certi altri casi funziona
30:46è peggio, ma comunque è la base di partenza, secondo me, per affrontare tutto quello che Ana ha appena detto,
30:53nel senso che io sono convinto che il futuro è sinergico ed è di partnership, senza ombra di dubbio.
31:01Google, dal mio punto di vista e anche a tutto quello che viene annunciato in termini di release
31:07e dai nostri leader mondiali è un'azienda ecosistemica e continuerà ad esserlo, non solo per quello che riguarda
31:15il business model delle piattaforme con gli editori, ma in generale abbiamo creato la Google di oggi
31:20perché abbiamo creato un ecosistema e non vedo adesso una dicotomia della serie Google diventa una piattaforma
31:28chi usa, non ci credo e non è quello che stiamo cercando di fare, vediamo valore nell'ecosistema.
31:34È chiaro che è anche un momento, come ho detto, dove questa fase di disruption sul nostro modello,
31:41sui nostri prodotti, la prendiamo con grande cautela e di grande rispetto dell'ecosistema stesso,
31:48un po' per le dimensioni che abbiamo raggiunto, un po' per tutta la costellazione di business
31:52che abbiamo creato attorno all'ecosistema che Google rappresenta oggi e quindi onestamente
31:58non siamo pronti a approcciare in scala un approccio di partnership, siamo pronti a farlo
32:07e come lo stiamo facendo, seguendo un po' quelli che sono i segnali che il mercato ci dà
32:13e in questi 18 mesi, dove ci sono altre realtà che tu hai citato, non dal punto di vista stretto
32:21di AI come tecnologia, perché mi sento di dire che Google nei nostri laboratori di ricerca e sviluppo
32:26è sull'AI da tanti anni, ma in termini di servizi portati al consumatore sicuramente ci sono oggi
32:32un'arena competitiva che è diversa da quella che è stata, quindi ci sono tanti altri player,
32:37Antropic, OpenAI, Perplexity, Microsoft stessa, che ha delle ottime soluzioni sul mercato.
32:42Quindi l'arena competitiva è diversa, ma nel nostro caso fondamentalmente è capire come noi al meglio
32:47possiamo reinventare quello che noi oggi abbiamo e torno un po' alla mia risposta di prima.
32:53Quindi tendenzialmente i due punti chiavi su cui noi stiamo lavorando sono da un certo punto di vista
32:58il controllo e la trasparenza, quindi torno un po' al tema sollevato da Ana dei crawler e dei bot.
33:05Noi è già da due anni che abbiamo rilasciato un controllo che si chiama Google Extended
33:09che dà la possibilità a ogni singolo editore di decidere se vuole consentire che i propri contenuti
33:14siano crollati, scusatemi l'inglesismo, e quindi dati in pasto alle AI di Google
33:19o meno per tutto quello che riguarda Gemini.
33:22E come da nota pubblica di settimana scorsa, in seguito a delle discussioni
33:29con l'autorità antitrust inglese, metteremo in pista, abbiamo annunciato dei controlli
33:36anche per quello che riguarda Google Search, e quindi la possibilità di dare la possibilità
33:40agli editori di scegliere se vogliono che i propri contenuti facciano parte o meno
33:45delle esperienze AI all'interno di Search, e quindi AI Overviews, AI Mode.
33:51E lo stesso anche all'interno dei nostri strumenti di Analytics che vi diamo,
33:56quindi è fondamentale che gli editori siano in controllo di una capacità di visione capillare
34:02di come i contenuti performano all'interno del mondo AI di Google e quello più tradizionale.
34:07Quindi questo è il primo, diciamo, filone.
34:10Il secondo filone che è più, diciamo, value transfer, noi sicuramente a dicembre abbiamo annunciato
34:18pubblicamente che abbiamo intrapreso l'anno scorso dei primi accordi, diciamo, sperimentali
34:25di licenza su temi AI, e ho avuto il piacere di lavorare su uno di questi con il gruppo Prisa,
34:31in Spagna, e stiamo portando avanti questo genere di approccio che, lo ammetto, è un approccio
34:38uno a uno in questa fase, con tutta una serie di altri interlocutori in Europa.
34:43In Italia, purtroppo, al momento abbiamo valutato di non farlo, alla luce di una poca chiarezza
34:49da un punto di vista regolatorio.
34:53Ma non è l'unico filone su cui stiamo lavorando, nel senso che è un tema molto complesso, stiamo lavorando
34:59a modelli di attribuzione, per capire quando un contenuto è rilevante o meno, in che proporzione,
35:04in che misura lo sviluppo dell'LLM.
35:06Stiamo lavorando a delle idee di exchange, immaginiamoci dei marketplace di contenuti.
35:12Quindi, diciamo, non siamo fermi, ma non siamo pronti a un approccio in scala già pronto
35:21per tutto l'ecosistema.
35:22Non giudico quello che fanno gli altri player che hanno i buoni motivi per farlo, ma sono
35:29un po' consapevole di tutto quello che abbiamo fatto fino adesso e sono sicuro che troveremo
35:35una quadra.
35:36Chiudo solo, questa è un'opinione mia personale, io penso molto che è talmente importante trovare
35:42una quadra sinergica che io penso che anche un tema di standard di mercato, di protocollo
35:47di mercato, sia fondamentale.
35:50Quindi, condivido quello che Anne ha detto in termini di un approccio più collettivo
35:55alla risoluzione del tema, che possa avvenire attraverso il regolatore o meno, non sta a me
36:00dirlo, però è sicuramente un elemento fondante di quello che sarà la collaborazione
36:05economica tra la tecnologia e le piattaforme e l'industria dei contenuti.
36:09Bene, grazie.
36:12Speriamo che queste tavole di confronto, questi tavoli, si possano comunque aprire perché
36:19è evidente che la rilevanza di questa relazione per il mondo di media è decisiva e anche i tempi
36:28sono una variabile in questo momento.
36:31Io sono il primo che vorrei fare l'Italia domani, quindi siamo sulla stessa barca.
36:36Vorrei chiedere a Filoni invece, tornare un attimo su, va bene, da una parte scegliamo,
36:45i media devono lavorare sulla tecnologia, io dico sempre non puoi, non pensarti che sei
36:50anche una tech media company perché altrimenti perdi il treno.
36:54dall'altra, e quindi devi essere capace di innovare, devi puntare sul valore del prodotto
37:03che produci.
37:05Le AI può darci una mano in questo senso quando si parla di valore?
37:11Io penso soprattutto di loyalty perché un grande tema che oggi abbiamo in questo, come dicevamo
37:16prima, in questa fatica ad abbonarsi, il churn, l'abbandono da parte degli utenti, delle
37:22subscription è un tema assolutamente importante.
37:26Quindi credo sia un pilastro su cui lavorare, no?
37:29Che anche le vostre ricerche ci dicono che la loyalty è un po' il grande tema per tutte
37:33le aziende, forse.
37:35Assolutamente sì, parto da un paradosso molto italiano dove la funzione di informazione
37:41è ancora core per gli italiani, non è vero che non vogliamo informarci, che non soffriamo
37:46di informazione, ma è uno dei top all'interno dei siti, di tutto il mondo web, ma anche
37:54televisivo.
37:55Il tema è, come diciamo prima, il valore, il valore nell'ottica anche della fidelizzazione,
38:02una fidelizzazione che è un concetto molto importante, ma è fortemente correlato a
38:06che cosa io mi porto a casa.
38:07Il cern è basso, ma abbiamo la fortuna anche di abbandoni non legati a frustrazioni o abbandoni
38:14negativi, perché succede qualcosa, come in altri settori magari succede, per cui ci si
38:18lascia e ci si odia.
38:19Qui in realtà è tendenzialmente un abbandono dovuto alla passività, al fatto di subscription
38:24fatigue, fatica di dover scegliere, ce ne sono troppe, qual è quello meno di valore?
38:29E lì mi viene da dirvi, e mettere sul piatto, una cosa dove le hai, è centrale, potrebbe
38:35fare la svolta per il mondo dell'editoria, è la personalizzazione.
38:40Se facessimo uno sperimento sociale adesso e guardassimo io, Riccardo, te e Anna da un
38:45altro paese, guardassimo tre siti di commerce, tre siti di intrattenimento video e tre siti
38:53di informazione, avremmo in due esperienze totalmente diverse, perché Riccardo avrebbe la sua
38:58home page dell'e-commerce rispetto ai suoi acquisti, io la mia, Anna in un altro paese
39:03la sua, se andessimo su tre testate italiane probabilmente avremmo la stessa home page,
39:07tornando al tema del sito, no?
39:09Perché?
39:10Perché se io ti do tutte le mie informazioni, ti do tutti i miei tracciamenti, perché me
39:14li chiedi, mi obblighi, perché sennò non vado avanti, perché non posso vedere quello
39:17che più mi interessa prima?
39:19Poi tutto posso scoprire, ed è importante averlo, non creare scatole chiuse.
39:23Poi il tema è, ci conosciamo?
39:26Che relazione abbiamo?
39:27Io mi posso fidare di te, tornando al tema, quanto valore ha quel giornalista?
39:31Perché io vengo da te?
39:33Perché se trovo la stessa informazione scritta con Gemini, visto che c'è, non cito altri,
39:41su tre testate, lì abbiamo un problema.
39:44Perché?
39:44Perché vuol dire che automaticamente non ho più una necessità, non sento più il
39:48bisogno di avere quell'opinione, perché non me la stai dando, e l'assurdo è iniziare
39:53a dover dialogare con i chatbot per avere un'opinione, che in realtà loro rielaborano
39:58finché ci sarà, altra opinione scandagliando il web, quindi è lì un po' la sfida che
40:04dobbiamo riprendere per riacquisire il valore e tornare a giustificare i soldi che andiamo
40:10a chiedere.
40:11Perché?
40:11Perché se il valore viene riconosciuto è tutto più semplice, se il valore manca diventa
40:17assolutamente più complicato a giustificare con la spesa.
40:20Bene, grazie, grazie a tutti.
40:22Io ringrazio Ana Iachimovska, faccio sempre fatica a dirlo, che è la capa dell'EI di
40:30Media House, grazie di cuore.
40:33Grazie Riccardo Terzi di Google e Antonio Filoni di Ipsos Docs.
40:38Breve pausa e torniamo qui con i nuovi ospiti.
40:42In un momento, grazie.
40:59Grazie a tutti.
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