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  • 10 minuti fa
Trascrizione
00:00Sulla scia del successo del documentario ad episodi di Netflix The Last Dance, tutto basato
00:06sulla carriera e la vita di Michael Jordan, andiamo a vedere insieme attraverso questo
00:11video qual è stato il rapporto tra il campione dei Chicago Bulls con il nostro hobby preferito,
00:17i videogiochi. Andiamo!
00:22Il rapporto tra Michael Jordan e i videogiochi non è il classico rapporto che intercorre
00:27tra un campione dello sport moderno, attuale e i videogiochi ufficiali più famosi.
00:34Michael Jordan ha sempre centellinato le sue presenze, la sua presenza all'interno dei videogiochi
00:39e anche di quelli più popolari e c'è un motivo dietro tutto questo, c'è un motivo per il
00:45quale questo campione ha fatto sì che ogni sua comparsa fosse a tutti gli effetti un evento
00:53da festeggiare, anche se questo in qualche modo ha remato contro il suo successo. Poi
01:00a conto i fatti, vedendo quello che è riuscito a raccimolare in carriera dal punto di vista
01:05sportivo ma anche dal punto di vista bancario, poi non è stata una grandissima perdita per
01:10lui, ma lo è stata senza dubbio per noi.
01:14In principio le cose erano diverse. Michael Jordan inizia la sua carriera videoludica nel
01:201988 e lo fa da coprotagonista. Insieme all'Hurry Bird dei Boston Celtic compare infatti nel mitico
01:29Jordan vs Bird, one on one del 1988. Un titolo particolare quello Electronic Arts, dove si gioca
01:37in uno contro uno in partitelle semplici o in tornei di tiri da tre punti e di schiacciate,
01:42limiti che vennero dimenticati dagli appassionati proprio grazie alla presenza dei due campioni
01:48e di una versione Mega Drive davvero bellissima graficamente.
01:53Michael Jordan compare anche nei tre giochi Electronic Arts che dal 1989 inizieranno a costruire
02:00le fondamenta di quello che poi, nel 1995, diventerà NBA Live. Ci riferiamo a Lakers vs Celtic
02:09and NBA Playoff, Bulls vs Lakers and NBA Playoff e, nel 1992, Bulls vs Blazers and NBA Playoff.
02:21Ora capite perché poi hanno cambiato il nome alla serie. Tra questi ci sono anche Team USA Basketball,
02:27la versione con stelle internazionali del primo gioco, ed NBA Showdown, ovvero la versione console
02:33di Bulls vs Blazers. A questo punto però succede qualche cosa, succede un qualcosa che cambia
02:41radicalmente la situazione. La stella di Michael Jordan inizia a brillare così forte che il giocatore
02:47decide improvvisamente di ritirarsi dalla Player Association License, ovvero quella società che si
02:54preoccupa di curare i diritti della NBA e di tutti i suoi atleti. Da quel momento in poi,
03:01siamo nel 1992, non basta detenere i diritti della NBA per poter inserire Michael Jordan all'interno
03:09di un videogioco. No, bisogna ridiscutere i diritti con lui e con il suo entourage legale. E questo
03:16naturalmente cambia totalmente le carte in tavola. Ecco come reagiscono le grandi software house che,
03:23fino a quel momento, si erano dedicate al mondo del basket.
03:28Il risultato di questo cambio è un Michael Jordan che improvvisamente si ritrova a giocare da solo
03:34o quasi. E' questo almeno quello che accade in Michael Jordan in Flight di Electronic Arts del 1993.
03:40In questo gioco troviamo la prima rappresentazione 3D di un campo sportivo, degli sprite ad altissima
03:46risoluzione per l'epoca. Ma questa meraviglia grafica tirata fuori da tecnologie utilizzate
03:51solitamente per i simulatori di volo non basta per sopperire alle gravi mancanze del gameplay
03:56del gioco. Michael Jordan è costretto a palleggiare con tre anonimi atleti molto meno bravi di lui,
04:03spingendo il gameplay di Michael Jordan in Flight verso i limiti dell'indecenza.
04:09Dal 1993 in poi le cose prendono una piega inaspettata. Infatti il nome Michael Jordan
04:15scompare quasi del tutto dal mondo dei videogiochi, ma quel quasi è molto importante perché nonostante
04:22non vengano acquistati i diritti ufficiali per utilizzarlo nei videogiochi, le software house
04:27fino a quel momento impegnate nello sviluppo di giochi dedicati al basket continueranno ad
04:34inserirlo, soltanto che molto ben nascosto o quasi.
04:39In quell'anno, per esempio, esce il capolavoro NBA Jam di Midway e naturalmente Jordan non c'è
04:45e non è il solo. Ma stando alle rivelazioni del creatore del gioco, Mark Thurmel, grazie
04:50a una telefonata di Gary Python dei Seattle Supersonics, nel quale l'atleta parla di lui
04:55e di Jordan come grandissimi fan del titolo, alla fine vennero prodotte rarissime versioni
05:01a tiratura limitata di NBA Jam con entrambi i cestisti e oggi, naturalmente, sono assolutamente
05:08ricercatissime da tutti i collezionisti.
05:12C'è anche chi la fazzozza, come Konami ed Electronic Arts, che nascondono Michael Jordan
05:18nei loro giochi permettendo attraverso dei cheat di sbloccarlo ed utilizzarlo a piacimento,
05:23esattamente come se fosse sempre stato presente. Per sbloccare il campione in NBA in the Zone 2
05:30di Konami, almeno era necessario inserire un lungo lunghissimo codice, perché in NBA
05:35Live 96 invece bastava scrivere semplicemente Jordan sulla tastiera, per farlo apparire magicamente
05:42in ogni modalità. E la cosa, inutile dirlo, fece imbestialire la NBA che infatti impose
05:48da lì in avanti delle regole molto più ferree. Nacque così il periodo dei numeri sulla maglia
05:54sballati o dei nomi storpiati che Konami continuò ad utilizzare anche in Pro Evolution Soccer,
05:59ricordate Batitusta, Roberto Faggio e del mitico Terum, ricordate qualche cosa?
06:06Nello stesso periodo il campione diventa ancora più famoso grazie al film Space Jam, un successo
06:12mondiale, trasformato in videogioco con pessimi risultati dalla Claim Entertainment, giocabile
06:18su PlayStation, Sega Saturn e Personal Computer. Nel 1996 è invece la volta di Michael Jordan
06:24Chaos in the Windy City di Electronic Arts. Quest'ultimo però non si tratta del solito
06:29gioco di basket, ma di un vero e proprio platform, piuttosto criticato all'epoca per colpa di
06:35un gameplay blando e ripetitivo.
06:39Michael Jordan tornerà nei videogiochi soltanto 4 anni dopo, grazie al gioco NBA Live 2000, come
06:47sempre di Electronic Arts. Ma la sua presenza è limitata a ruolo di leggenda, perché l'anno
06:52precedente il campione abbandone il basket giocato per collezionare figuracce nel golf.
06:58Per vederlo finalmente nel cuore dell'azione, gli appassionati dovranno attendere NBA Live
07:032003, dove però Jordan è un giocatore dei Wizards. Dei Wizards, capito? In pratica, quando
07:10tutti volevano essere Michael Jordan, nessuno in realtà poteva esserlo. Mentre quando la stella
07:16ha iniziato ad offuscarsi, eccolo di nuovo lì, ma con i colori sbagliati. Più che una
07:21gioia, per molti fu un insopportabile dolore.
07:26Jordan tornerà ad amare i videogiochi e i videogiochi torneranno ad amare Michael Jordan
07:30nel 2003, grazie a NBA Street Vol. 2, nel quale convivono ben tre versioni storiche del
07:37campione, oltretutto utilizzabili contemporaneamente nella stessa squadra. Ma la consacrazione finale
07:43non arriva attraverso un gioco Electronic Arts, bensì con uno firmato 2K. In NBA 2K11 i ragazzi
07:50di Visual Concept convincono Michael Jordan a tornare sui campi virtuali con una riproduzione
07:55a dir poco maniacale dell'uomo, dell'atleta e di ogni sua impercettibile caratteristica.
08:02Insomma, la vita di Michael Jordan, anche nei videogiochi, è stata ricca, ricchissima
08:07di colpi di scena. Se avete qualche cosa da aggiungere potete farlo nei commenti qui
08:11sotto e vi ricordiamo che questo è Multiplayer.it. Potete continuare a seguirci attraverso sito
08:16web, Twitch e YouTube. Alla prossima!
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