00:14A diversi anni dal primo capitolo, con Grid Codemasters prova a rilanciarsi nei giochi
00:19di corse arcade. Ve ne parliamo in questa nuova recensione.
00:29Grid si concentra sulla modalità in singolo con una carriera articolata e varia. Non c'è
00:34molto spazio per le personalizzazioni, a parte nome, numero e stemma del pilota, quindi
00:39in pochi istanti si parte per la Grid World Series. Questa si suddivide in sei categorie
00:44a seconda delle auto ammesse. Cinque sono a propria volta composte da tredici minicampionati
00:49formati da un minimo di uno ad un massimo di quattro gran premi, mentre la sesta è una
00:54raccolta di 26 eventi in cui non è possibile scegliere la vettura. Non tutte le prove sono
00:59immediatamente disponibili e si sbloccano man mano che le precedenti vengono completate
01:03con successo, ossia finendo nelle prime posizioni. Al termine si disputa lo showdown, la cui conquista
01:09contribuisce a dare accesso al campionato finale. Ci sono tre tipi di gare, quelle tradizionali,
01:14i time attack dove vince chi ottiene il giro più rapido, e quelle point to point caratterizzate
01:19da un tracciato non chiuso. Tutte sono piuttosto brevi e, a parte rare eccezioni, passano quattro
01:24o cinque minuti dalle luci verdi alla bandiera scacchi. Naturalmente è possibile affrontare
01:29una sfida personalizzata e non manca il gioco online supportato dal server RaceNet.
01:34Nella carriera non si deve far altro che affrontare le varie gare nell'ordine che si preferisce.
01:39I podi fanno guadagnare denaro con cui comprare nuove macchine, mentre il computer giudica
01:43lo stile di guida in base a traiettoria ideale, sorpassi e pulizia, per poi elargire punti
01:49esperienza. Questi ultimi servono ad incrementare il livello del pilota che, progredendo, viene
01:54ricompensato con stemmi e livrei inizialmente inaccessibili. Manca tutta la parte economico-gestionale
02:00che avrebbe reso la progressione più realistica e non si sente veramente mai la necessità di
02:04avere più denaro in cassaforte. Il parco auto è buono e comprende una sessantina
02:16di modelli appartenenti alle più prestigiose case automobilistiche.
02:27Mancano dei mostri sacri come Lamborghini e Bugatti, ma va dato merito ai designer di
02:32aver riportato sotto i riflettori alcuni gioielli come la Ferrari 512 BB Le Mans e la Porsche
02:38935 78 Moby Dick. Come ovvio, sono previsti dei DLC che in futuro amplieranno la gamma. La
02:45varietà è buona. Alle auto del gruppo N, come Volkswagen Golf o Audi A3, si aggiungono
02:50le muscle car americane, le nipponiche a trazione posteriore, i bolidi del gruppo A e persino
02:56le monoposto, tra le quali spicca la Renault R26 con cui Fernando Alonso ha vinto il suo
03:00secondo mondiale di Formula 1 nel 2006. Non mancano nemmeno le vecchie glorie, come l'Alfa
03:06155 con l'ivrea simil DTM. Il modello di guida è ancora una volta spiccatamente arcade.
03:12Tutte le auto sono accomunate dalla tendenza a perdere il retrotreno e gli aiuti alla guida
03:18fanno sì che recuperare da una sbandata sia piuttosto semplice. Le barriere rimbalzanti
03:23rendono ancora meno impegnativa la percorrenza in curva. Certo c'è da tenere d'occhio la
03:27salute dell'auto, che diventa più difficile da controllare man mano che si danneggia, ma
03:31si tratta di un piccolo pegno da pagare per ottenere tempi decenti. Non poteva mancare
03:36la famosa modalità rewind con cui tornare indietro di qualche secondo per correggere la traiettoria
03:41sbagliata. C'è una certa differenza di feeling a seconda della categoria, ma all'interno
03:46del medesimo gruppo le auto hanno un comportamento un po' troppo simile.
03:50L'intelligenza artificiale è uno dei tasti più dolenti. Al solito l'unico modo per risalire
03:56alla classifica è quello di prendere a sportellata gli avversari, visto che con una guida pulita
04:00è praticamente impossibile superare qualcuno. Le macchine della CPU chiudono però le traiettorie
04:06è come se nessuno si trovasse all'interno e hanno il vizio di speronare il giocatore.
04:10Ovviamente sono quasi del tutto immuni alla medesima azione. La Nemesi, tanto pubblicizzata,
04:16è uno stato in cui si trasformano uno o più avversari che si sentono troppo presi di mira
04:20e che li porta ad essere avversari letali. Ci sono però due elementi da evidenziare.
04:25Il primo è che questo è stato limitato al GP in corso. Il secondo, ben più importante,
04:30è che la sua logica è troppo casuale. A fare da controaltare dovrebbe esserci un compagno
04:36di squadra con cui confrontarsi, ma, a parte l'arrendevolezza nel tenere la posizione, si
04:41tratta di un appendice utile solo ad apportare col proprio piazzamento ulteriore denaro nelle
04:45casse del giocatore. Con il suo collaudato motore Ego, Codemasters va sul sicuro per quanto
04:51riguarda il comparto tecnico, senza stupire. I modelli delle vetture sono solo discretamente
04:56dettagliati, con degli scivoloni nella visuale interna poco pratica da utilizzare, mentre
05:01le piste non hanno subito l'aggiornamento grafico che ci si poteva aspettare. Non mancano
05:06gare in notturna e con la pioggia, ma le condizioni climatiche non sono dinamiche. Il auto audio,
05:12infine, presta il fianco a un doppiaggio pessimo e a rumori dei motori troppo simili tra loro.
05:23Grid non c'è soddisfatto del tutto a causa di alcune mancanze sia per il modello di
05:27guida sia nell'intelligenza artificiale.
05:47Grazie.
Commenti