Skip to playerSkip to main content
  • 11 hours ago
“L'università di Oxford ha realizzato uno studio, pubblicato su Nature medicine nel febbraio 2026, in cui testava l'affidabilità dei sistemi di autodiagnosi automatica tramite chatbot. Il risultato è che, se la domanda è posta in maniera corretta, si arriva a una conformità delle risposte intorno al 90-95%. Tuttavia, se la domanda è posta da un comune paziente, la correttezza dei risultati crolla al 30%. Questo è un rischio che non possiamo permetterci di correre”. Così Andrea Violetti, presidente di Confassociazioni digital, intervenendo a Roma alla conferenza nazionale ‘Ai & cybersecurity in Sanità: orizzonti strategici e impatti verticali’, promossa in collaborazione con Siiam-Società italiana intelligenza artificiale in medicina con il supporto del senatore Francesco Zaffini, presidente X Commissione del Senato.

Category

🗞
News
Transcript
00:14Cosa è la legge?
00:36Il rischio è che il singolo cittadino cominci ad autodiagnosticarsi attraverso l'uso di Large Language Model.
00:46È un rischio perché finché poi questo esercizio diventa un esercizio che simpaticamente viene prospettato al medico, potremmo anche recuperare
00:55perché il medico poi riuscirà a capire quali sono i problemi di questa diagnosi fatta con un Large Language Model,
01:01ma qualcuno c'è il rischio che poi si cura da sé e questo è un problema abbastanza importante che
01:08noi abbiamo portato in evidenza in questa conferenza e continueremo a ripeterlo anche perché non è una banalità.
01:15Anche l'Oxford University ha realizzato uno studio pubblicato su Nature Medicine nel febbraio del 2026 in cui testava l
01:24'affidabilità dei sistemi di autodiagnosi automatici attraverso chatbot.
01:30Dal risultato è uscito fuori che se la domanda è posta in maniera corretta, di fatto arriviamo ad una conformità
01:38di risposte intorno al 90-95%, ma se la domanda è posta da un comune paziente come posso essere io
01:44o lei, allora questa correttezza delle risposte crolla al 30%, quindi questo è un rischio che non possiamo correre.
Comments

Recommended