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  • 1 giorno fa
Arriva su NOVE un nuovo appuntamento del ciclo dedicato alla storia recente raccontata da grandi autori del panorama culturale italiano, per una riflessione inedita sulla contemporaneità: mercoledì 18 marzo in onda in prima serata su NOVE e in streaming su discovery+ “Le emozioni che abbiamo vissuto – Gli anni Sessanta, quanto tutto sembrava possibile”, di e con Walter Veltroni, un viaggio emozionante nel decennio che ha cambiato per sempre la nostra società ripercorso attraverso esperienze e ricordi personali che diventano memoria collettiva. Dall’Italia confusa e alla ricerca di un’identità degli anni ‘50, passando per il fervore della ricostruzione del Paese, Veltroni accompagna lo spettatore nell’atmosfera dell'enorme onda di energia creativa e libertà che coinvolse e travolse un’intera generazione di giovani. Tra le rivoluzioni nella produzione culturale e le innumerevoli innovazioni tecnologiche che entrarono nelle case degli italiani, si attraversa un periodo all’insegna di cambiamenti senza precedenti ma anche di grandi contraddizioni. Un decennio che si apre sorridendo con Gagarin, Giovanni XXIII e l’atmosfera di Sapore di Sale e si chiude con le bombe di Piazza Fontana e lo scioglimento dei Beatles.

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Trascrizione
00:00Quelli erano anni condivisi, anni di energia, non di ansia.
00:03E quell'energia è ciò di cui è lescito, sì, di quello sì, è lescito provare nostalgia.
00:09E a proposito di nostalgia, per quanto il mondo possa essere oggi in un caos,
00:14e Dio solo sa quanto lo sia, non è lescito averne di nostalgia
00:17per quella che simboleggiava il muro che fu costruito a Berlino nell'agosto del 1961.
00:25Più di 200 persone furono uccise cercando di scappare a Ovest in cerca di libertà.
00:30Per ricordarci la bellezza incontrastata della democrazia,
00:34va detto che nessuno mai cercò di fare il tragitto opposto.
00:38Ci sono nomi nella storia che vengono dimenticati, i mai conosciuti,
00:43vite, storie che spariscono con i loro corpi, come il caso di questo ragazzo.
00:48Di lui non troverete l'immagine in nessun panteo, né di destra né di sinistra.
00:52Questo ragazzo si chiamava Peter Fechter, aveva 18 anni, era un semplice muratore.
00:58Era nato nel 1944, quando nelle piazze non si cercava già più di sfiorare la mano del Führer.
01:05Cadde all'indietro, nella striscia della morte, uno spazio tra il primo muro e uno parallelo,
01:10dove rimase in vista dei cittadini occidentali, di molti giornalisti e naturalmente delle guardie.
01:17Nonostante le sue urla non ricevette aiuto medico.
01:20morì dopo circa un'ora di agonia.
01:23Quel muro cadrà per mano di altri ragazzi, quasi trent'anni dopo,
01:27in una meravigliosa notte di novembre.
01:30E davanti a quel muro aveva tenuto uno dei suoi discorsi più belli,
01:35ich bin ein Berliner.
01:37John Fitzgerald Kennedy, eletto presidente degli Stati Uniti.
01:40Giord.
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