00:00Una delle testimonianze più drammatiche dell'eruzione che nel 79 d.C. distrusse Pompei sono i calchi dei corpi delle
00:07persone che vennero avvolti dalla nube ardente di cenere vulcanica che ha solidificato le loro membra nel momento della morte.
00:13Oggi questi reperti, che compongono una sorta di memoriale dell'eruzione e della scomparsa della città, diventano protagonisti di un
00:20allestimento museale permanente che ne restituisce la storia momento per momento, esponendo i calchi delle vittime a una selezione di
00:27altri materiali organici straordinariamente conservati.
00:30Il percorso è allestito nella palestra grande degli scavi e diventa visitabile al pubblico per la prima volta. Sono 22
00:36calchi di vittime tra i vari rinvenimenti esposti, scelti tra quelli meglio conservati e più leggibili, presentati sulla base del
00:43contesto di provenienza, che va dalle domus nelle aree interne della città fino alle porte e alle strade che uscivano
00:48dal centro abitato, scappando lungo le quali gli abitanti cercarono in vano la salvezza. Una testimonianza che ancora oggi appare
00:55viva e carica di drammaticità.
00:57All'inaugurazione ha partecipato anche il ministro della cultura Alessandro Giuli, che ha sottolineato il rigore scientifico della mostra, eppure
01:04la valenza contemporanea del progetto, capace di descrivere la morte con lo sguardo della scienza, ma anche con empatia verso,
01:10per citare Susan Sontag, il dolore degli altri.
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