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  • 10 ore fa
Roma, 17 mar. (askanews) - Il Palazzo delle Esposizioni celebra Mario Schifano, una delle figure più significative dell'arte italiana del secondo Novecento, con una grande retrospettiva. Fino al 12 luglio saranno in mostra oltre cento opere provenienti da collezioni pubbliche e private, realizzate con tante tecniche diverse, esposte in ordine cronologico per ripercorrere il lavoro dell'artista: da quelle degli esordi degli anni Cinquanta, informali e materiche, ai primi monocromi del 1960, dalla stagione inaugurata con la mostra "Tutto" nel 1963 alla Galleria Odyssia di Roma, alle nuove iconografie mediate dal linguaggio fotografico e dalle figure della storia dell'arte, dai Futuristi a Malevi . Del 1968 sono le opere "Compagni Compagni" e l"Interno di casa romana". Evidente è la sensibilità per le emergenze sociali e per i temi legati all'attualità, del suo tempo ma anche di oggi, nelle ultime sale della mostra, dove spiccano i celebri "Paesaggi TV" degli anni Settanta o i lavori degli anni Novanta, come "Meteomalato", "Palestina" o "Sorrisi scomparsi", del 1991, l'anno della guerra del Golfo. "Schifano ha dipinto su delle tele di PVC, emulsionate con delle fotografie tratte dal computer ed elaborate al computer, e su queste fotografie ci sono delle scritte in arabo. - ha spiegato la curatrice Daniela Lancioni - Ci siamo accorti che Schifano nell'ultimo decennio è stato particolarmente sensibile ai temi scottanti di geopolitica ma anche di emergenze climatiche". Oltre che con la pittura Schifano si è espresso attraverso la fotografia e il cinema, e al Palaexpo sarà possibile vedere le sue immagini scattate in bianco e nero, l'intera produzione di film e cortometraggi, insieme a una selezione dei documenti audiovisivi a lui dedicati.

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00:09grande retrospettiva.
00:11Fino al 12 luglio saranno in mostra oltre 100 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, realizzate con tante tecniche
00:21diverse, esposte in ordine cronologico per ripercorrere il lavoro dell'artista.
00:27Da quelle degli esordi degli anni cinquanta, informali e materiche, ai primi monocromi del 1960, dalla stagione inaugurata con la
00:37mostra Tutto nel 1963 alla Galleria Odissea di Roma, alle nuove iconografie, mediate dal linguaggio fotografico e dalle figure della
00:48storia dell'arte, dai futuristi a Malevich.
00:51Del 1968 sono le opere Compagni, compagni e l'interno di Casa Romana.
00:59Evidente è la sensibilità per le emergenze sociali e per i temi legati all'attualità del suo tempo, ma anche
01:07di oggi, nelle ultime sale della mostra, dove spiccano i celebri paesaggi tv degli anni settanta o i lavori degli
01:17anni novanta, come Meteo malato, Palestina o Sorrisi scomparsi del 1991, l'anno della guerra del Golfo.
01:25Schifano ha dipinto su delle tele di PVC emulsionate con delle fotografie tratte dal computer ed elaborate al computer e
01:37su queste fotografie ci sono delle scritte in arabo.
01:41Ci siamo accorti che Schifano nell'ultimo decennio è stato particolarmente sensibile ai temi scottanti di geopolitica, ma anche di
01:53emergenze climatiche.
01:54Oltre che con la pittura, Schifano si è espresso attraverso la fotografia e il cinema e al Palais Expo sarà
02:02possibile vedere le sue immagini scattate in bianco e nero, l'intera produzione di film e cortometraggi insieme a una
02:10selezione dei documenti audiovisivi a lui dedicati.
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