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  • 14 minutes ago
In questo intervento esclusivo per il Digital Innovation Channel, Luciano Maiani già Presidente del Cern, dell'Infn e del Cnr, viene intervistato da Paola Catapano presso l'Accademia nazionale dei Lincei. Maiani definisce l'Intelligenza Artificiale una discontinuità storica che richiede una risposta europea corale. Riprendendo l'analogia della nascita del CERN, lo scienziato propone la creazione di un centro europeo per l'IA che raggruppi risorse superiori a quelle dei singoli Stati. L'obiettivo strategico è duplice: fermare la fuga dei cervelli verso gli Stati Uniti e mettere a sistema le eccellenze teoriche europee per competere autorevolmente a livello globale.

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Transcript
00:09Benvenuti su Digital Innovation Channel. Siamo oggi all'Accademia Nazionale dei Lincei per il
00:15dibattito su come costruire un centro europeo per l'intelligenza artificiale e rafforzare il
00:20ruolo dell'Italia nella sfida globale alle AI. Professore, la fisica teorica ha spesso anticipato
00:26grandi rivoluzioni tecnologiche. L'intelligenza artificiale rappresenta una nuova discontinuità
00:31storica o un'evoluzione degli strumenti di calcolo sviluppati negli ultimi decenni?
00:38Direi che è tutte e due le cose, come sempre succede nella scienza. Chiaramente l'intelligenza
00:48artificiale come la conosciamo evolve da ricerche del passato, però i risultati che sono stati
00:57trovati sono così rivoluzionari che fanno pensare veramente a un nuovo mondo e fanno pensare
01:07che tra questa evoluzione sarà anche molto rapida, anche perché c'è molta gente che ci
01:14lavora. Il messaggio di questa riunione di cui abbiamo parlato è che l'Europa non può restare
01:23in seconda linea rispetto a una ricerca che si sta evolvendo in maniera molto rapida e molto
01:32anche globalmente. Quindi l'Europa deve superare un gap che si è formato negli anni scorsi e l'analogia
01:44con il CERN non è sbagliata, è esattamente quello che successe quando alla fine della
01:51guerra l'Europa si accorse che con tutti gli sviluppi tecnologici che c'erano stati negli
01:57Stati Uniti, parliamo del progetto Manhattan, l'Europa era rimasta molto indietro, nonostante
02:04che fosse l'Europa che aveva creato gli strumenti per la rivoluzione della fisica nucleare e della
02:10fisica delle particelle. Si sta ripetendo una cosa analoga a questa e noi pensiamo che
02:17l'idea di un centro in cui si possano investire molte più risorse di quelle che ogni singolo
02:24Stato può mettere in questa ricerca possa fare sostanzialmente la differenza. Una cosa molto
02:34interessante è che lo stesso dibattito ci fu al tempo della creazione del CERN, cioè i laboratori
02:41che erano nei vari paesi resistevano perché naturalmente non si rendevano conto che lo sviluppo
02:50di un centro così avanzato avrebbe poi rimandato su tutti gli Stati membri i vantaggi. Infatti
03:02diciamo al momento il CERN è il centro di esperimenti che si svolgono da parte di collaborazioni che
03:13vengono da tutto il mondo e i laboratori nazionali hanno avuto una seconda vita come partecipanti a
03:19questo progetto. La stessa cosa pensiamo dovrebbe succedere per l'intelligenza artificiale. Prima di
03:25tutto fermare la fuga dei cervelli che noi formiamo e che poi finiscono negli Stati Uniti e secondo
03:33creare una nuova forza, una nuova linea di ricerca dalla quale poi tutte le strutture nazionali
03:42potranno ugualmente avvantaggiarsi. In iniziative come Q Alliance che mettono in rete
03:50ricerca fondamentale, tecnologie quantistiche e applicazioni industriali, quanto è importante
03:55mantenere un equilibrio tra ambizione tecnologica e solidità scientifica? L'Europa ha oggi le
04:02basi teoriche per guidare questa fase? Senza dubbio l'Europa ha tutte le capacità di entrare
04:11diciamo nel dialogo e in questa ricerca, entrare in maniera diciamo autorevole, solo che ci vogliono
04:20degli investimenti per appunto raggruppare le forze che le varie università stanno creando con i loro
04:30nuovi laureati eccetera eccetera e concentrarle su una ricerca europea.
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