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Los Angeles, 16 mar. (askanews) - "Siamo qui solo per rappresentare il popolo iraniano", hanno detto Mohammadreza Eyni e Sara Khaki, registi del documentario iraniano candidato all'Oscar, "Cutting Through Rocks", "Scalfire la roccia".Nel pieno della guerra nel loro Paese, con Stati Uniti e Israele, intervistati sul red carpet prima della cerimonia, hanno parlato del conflitto in corso e di quanto sia difficile per loro essere a Los Angeles per una cerimonia così importante:"I nostri cuori sono divisi in due - ha detto Sara Khaki - da un lato i nostri cuori sono a casa con la nostra gente, il popolo iraniano, le cui vite sono state distrutte. Dall'altra parte siamo qui e l'unica ragione per cui siamo qui è che siamo qui per rappresentare la gente comune dell'Iran"."Questi sono i tempi più bui che si possano immaginare, voglio dire, le vite dei cittadini iraniani sono state distrutte e, come se non bastasse, c'è questa guerra ingiusta in corso che deve finire, perché nessun essere umano merita né dovrebbe mai subire la guerra e la violenza"."È strano per noi essere qui - ha aggiunto Mohammadreza Eyni - a causa del blocco di Internet, non possiamo condividere con loro questa buona notizia, la storia dall'Iran sul cambiamento, sulla possibilità di un futuro migliore, non possiamo festeggiare insieme la missione alla base del film, ma allo stesso tempo, non solo non abbiamo accesso alle comunicazioni a causa del blocco di Internet, ora neanche questo è più una priorità per loro e non lo è per noi, a causa dei tanti ostacoli che stanno affrontando e delle tante difficoltà che stanno attraversando adesso".Il documentario, attraverso la storia di una donna che con tenacia riesce a diventare la prima consigliera comunale eletta in un villaggio rurale dell'Iran, racconta una storia di emancipazione, rivoluzione e lotta per la libertà.

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00:00Siamo qui solo per rappresentare il popolo iraniano, hanno detto Muamad Reza, Eini e Sara Khaki,
00:06registi del documentario iraniano candidato all'Oscar Cutting Through Rocks, Scalfire la roccia.
00:12Nel pieno della guerra nel loro paese, con Stati Uniti e Israele, intervistati sul red carpet prima della cerimonia,
00:18hanno parlato del conflitto in corso e di quanto sia difficile per loro essere a Los Angeles per una cerimonia
00:23così importante.
00:27I nostri cuori sono divisi in due, ha detto Sara Khaki.
00:30Da un lato i nostri cuori sono a casa, con la nostra gente, il popolo iraniano, le cui vite sono
00:35state distrutte.
00:36Dall'altra parte siamo qui e l'unica ragione per cui siamo qui è che siamo qui per rappresentare la
00:41gente comune dell'Iran.
00:46Questi sono i tempi più bui che si possono immaginare.
00:48Le vite dei cittadini iraniani sono state distrutte, come se non bastasse c'è questa guerra ingiusta in corso,
00:55che deve finire, perché nessun essere umano merita, ne dovrebbe mai subire la guerra e la violenza, ha detto.
01:03È strano per noi essere qui, ha aggiunto Muamad Reza, Eini.
01:07A causa del blocco di internet non possiamo condividere a casa questa buona notizia,
01:12la storia dell'Iran, sul cambiamento, sulla possibilità di un futuro migliore.
01:16Non possiamo festeggiare insieme la missione alla base del film,
01:20ma allo stesso tempo non solo non abbiamo accesso alle comunicazioni a causa del blocco di internet,
01:26ora neanche questo è più una priorità per loro e non lo è per noi,
01:30a causa dei tanti ostacoli che stanno affrontando e delle difficoltà che stanno attraversando adesso.
01:36Il documentario, attraverso la storia di una donna che con tenacia riesce a diventare la prima consigliera comunale
01:42eletta in un villaggio rurale dell'Iran, racconta una storia di emancipazione, rivoluzione e lotta per la libertà.
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