Il borgo di Caprio sorge nella valle dell’omonimo torrente, sulla sua riva destra, in un luogo che per secoli ha rappresentato un punto strategico fondamentale. Da qui si controllavano i passaggi tra la Lunigiana, l’Appennino e la Pianura Padana, lungo antichi percorsi che hanno visto transitare viandanti, mercanti ed eserciti. Nel fondovalle del Magra correva la Via Francigena, mentre poco lontano la Via Lombarda risaliva verso il Passo del Cirone, mettendo in comunicazione la Toscana con la valle del Parma. Caprio si trovava così in una delicata area di confine, contesa tra il Libero Comune di Pontremoli e i territori dei marchesi Malaspina di Filattiera. In assenza di un castello vero e proprio, la difesa del borgo era affidata a un sistema diffuso di case torri, ancora oggi riconoscibili e caratteristiche della valle del Caprio. Pur essendo un piccolo borgo, faceva parte di due diocesi, Luni e Brugnato. La chiesa di Santa Maria Assunta divenne parrocchia autonoma nel 1492 e, nel 1812, Caprio arrivò persino a essere comune autonomo, prima di essere nuovamente accorpato. Passeggiando oggi tra i vicoli del borgo si riconosce ancora l’impianto urbanistico medievale: archi in pietra, portali in arenaria, passaggi stretti e verticali che raccontano un passato di difesa e presidio del territorio. Negli ultimi anni Caprio ha saputo rinnovarsi senza tradirsi, diventando il “Borgo dei gatti silenziosi”, un progetto nato dagli abitanti per valorizzare il centro storico con sensibilità e rispetto. Il video di Sergio Longhi nasce come un omaggio a questo luogo e alla sua storia, fatta di confini, passaggi e memoria. Regia di Sergio Longhi