00:01...sia visivo che narrativo, da Cenerentola, insomma un po' con il rapporto tra la madre e le due figlie, anche
00:06se non sei la matrigna cattiva, però...
00:13...te l'avevo promesso che diventavi famosa, Antonio.
00:16Il canto è disciplina, costanza, sacrificio.
00:19Questa è la grande occasione di tua sorella, non rovinarla.
00:21Iniziamo dal regista. Sei quello che forse ha sperimentato di più quei generi in Rai.
00:32E' stata una sfida. Mio padre era un amante dell'opera lirica, per cui quando ascoltava i vinili, che ora
00:41non ascoltiamo più, io in casa dicevo Madonna mia.
00:45E poi mi ha portato da piccolino a Milano a vedere delle repliche alla scala, poi con la scuola.
00:54Ma è sempre stata una cosa che mi affascinava, ma non faceva bello dire agli amici, mi piace l'opera.
01:00Quando mi è stato proposto questo progetto, che non era nella mia comfort zone, cioè voglio dire, non era una
01:06cosa che io conoscevo profondamente,
01:08per cui sono dovuto andarmi a informare, a capire.
01:12Ed è stata una sfida, per tutti loro credo.
01:15Anche Vittoria non faceva la soprano, eppure nella storia ci sono delle scene in cui lei canta.
01:23Per cui è stata una sfida bella.
01:26Poi alla fine devi raccontare i personaggi e devi raccontare il melodramma, che è il nostro DNA.
01:32Per cui mi sono anche divertito.
01:35E forse mi sono sorpreso, perché ero scevolo, avevo paura.
01:40E questa è la cosa che ti fa poi fare delle cose, insieme agli interpreti, che fai quel quid in
01:45più, perché pensi di non essere in grado.
01:48Uscire un po' tutti dalla comfort zone.
01:50Esatto.
01:50La comfort zone, insomma.
01:51Perché l'ho cantata.
01:55Ma era sempre una serie in costume.
01:59Allora, la serie parla di trovare la propria voce.
02:01Secondo voi, oggi in cui c'è tanto rumore di fondo nella società, come si fa a trovare la propria
02:08voce?
02:08Forse i vostri personaggi un po' vi hanno insegnato qualcosa in questo senso.
02:11E come si fa a farla trovare ai più giovani, alle nuove generazioni?
02:15Wow, che domanda difficile.
02:16Bella questa domanda.
02:18Mi piace il movie in song, com'è?
02:20Movie play.
02:20Per Domenico questa possibilità nasce dal fatto che lui deve, come dire, accettare il proprio passato, il proprio dolore.
02:31Quello è l'unico modo che ha per elaborare tutto quello e trovare un suo sentiero e guardare al futuro
02:42con speranza.
02:46Per Maria anche, deve curare una ferita che ha dentro e che ancora non si è rimarginata.
02:52Però c'è anche, sia nella storia e secondo me anche oggi, l'arte come possibilità di salvezza in qualche
03:01modo.
03:02E quindi la cultura, no?
03:05Oggi bisogna andare alle mostre, bisogna vedere i film, andare al cinema, vedere le serie, documentarsi, leggere.
03:15E tutto ciò che è cultura ti può aiutare a conoscerti meglio fondamentalmente.
03:21Perché poi, appunto, come la nostra storia è una storia universale, ognuno si può ritrovare in degli aspetti dei personaggi.
03:27Ed è quello che fa il cinema, così come è quello che fa la musica e che nella storia fa
03:32la musica.
03:32Cioè la musica come possibilità di far sentire la propria voce e ritrovare anche una propria identità.
03:38E penso che questa sia una cosa molto vera e che anche oggi sia un tema valido.
03:43Insomma l'arte ha ancora potere oggi?
03:44L'arte potrebbe averne ancora di più se tornassimo a dare alla cultura il ruolo che veramente deve avere.
03:53Perché a volte sembra una scorciatoria, no?
03:55Arrivo il talent, no?
03:57Arrivo prima per...
03:58Non è quello.
03:59Ed è anche questa la differenza.
04:01Cioè l'approccio anche sulla costruzione dell'immagine, no?
04:04Di questa serie è stata pittorica.
04:07Cioè è stato vedere i quadri del Quattrocento e del Cinquecento.
04:11Che non stai raccontando l'Ottocento con questo tipo di, non so come dire, messa in scena e il racconto
04:18fotografico.
04:19Ma era proprio quello di dare un valore ancora più, un sapore storico.
04:25Che è una favola poi.
04:27Perché fa la verosimiglianza.
04:28Perché fa un documentario dell'Ottocento.
04:30Però anche i personaggi poi ti rendi conto che si muovono all'interno di un qualcosa.
04:35Che è uno steccato, è un recinto.
04:37Che però è moderno, è oggi.
04:40E per cui ti rendi conto che l'arte è ancora la libertà di dire che esistiamo contro quello che
04:47basta vedere cosa sta succedendo.
04:49Sembra che siamo tornati nel 1930, no?
04:52Che stiamo ancora a parlare, conquistiamo terre nuove.
04:55Che ti fa paura.
04:57Sembra un attimo a dire che qui stiamo ritornando nell'epoca buia.
05:04E tutti zitti.
05:05Questo mi fa paura.
05:06Infatti ho visto anche un approccio favolistico, sia visivo che narrativo, da Cenerentola.
05:11Insomma un po' che nel rapporto tra la madre e le due figlie.
05:14Anche se non sei la matrini a casa.
05:17Però questo è stato fatto.
05:18Però interessante come dinamica.
05:19Certo, certo.
05:20Ma è una favola.
05:21Un insieme di favole è un melodramma.
05:22Quindi ci sono tutti gli elementi tipici del melodramma.
05:25La passione, il sentimento, l'emozione, il tradimento.
05:28E poi il costume già ti dà una dimensione favolistica, no?
05:32Infatti a me piace molto farli.
05:34A me piace anche proprio vederli i film in costume da spettatrice perché ti portano
05:39automaticamente, grazie ai costumi, all'ambientazione, in una dimensione altra rispetto a quella
05:44che è la tua quotidianità.
05:46È una dimensione di sogno in qualche modo.
05:49E quindi mi trovo molto affascinante.
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