00:00Penso che la vibrazione che lì la produce sullo schermo sia una vibrazione che influisce sul resto della storia, quindi
00:06tenerla troppo lontana, troppo a lungo dal racconto è un qualcosa che danneggia il racconto.
00:18Scusami, si t'ha giocato bene a quest'ora, ma tengo bisogno. Ho la testa che si scolla come carta
00:25da paratino. Che ti è successo?
00:30Ti ho incomodata, Lenu, perché mi devi fare una promessa.
00:33Questa nuova stagione comincia con il personaggio televisivo più detestabile della storia, secondo me, ovvero Nino Sarratore, che dice che
00:43Lila non sa cos'è la dedizione, è fatta male, è proprio fatta male nella testa.
00:48Ecco, come si fa a difendersi dai sarratori del mondo? Perché sono i più pericolosi, sono quelli che da fuori
01:00sono affascinanti, sembrano più aperti, più colti, no?
01:04Quindi anche più, no? Accoglienti.
01:08Invece no, invece no. Come si fa a difendersi?
01:13Eh, però, che ne so, io non lo so.
01:16Io posso, l'unica cosa che posso fare da regista è mettere in scena il comportamento di un seduttore seriale,
01:26cercando di tenere nascoste più carte possibili,
01:28all'interno, allo stesso tempo di renderlo super riconoscibile.
01:33Diciamo, non è il mio compito quello di trovare soluzioni alle sue prede, anche perché la stessa Ferrante, quando racconta
01:40il personaggio di Elena,
01:42racconta un personaggio che ci casca con tutte le scarpe, e quindi evidentemente conosce bene quel sentimento, conosce bene quella
01:51sudditanza che può capitare anche nelle persone più avvedute,
01:55e è proprio, come dire, il racconto preciso che forse può aiutare qualcuno a scapparne fuori.
02:07Però noi sappiamo che scappare una dipendenza non è certo una passeggiata e non è neanche il leggere che qualcun
02:17altro, un personaggio,
02:18abbia avuto una dipendenza che può aiutare te stesso per riconoscerne che se ne sei preda.
02:24Non è il compito di un regista comunque, diciamo, io posso raccontare un colpo di stato, ma non so come
02:29ci si difende da un colpo di stato.
02:31Certo, è interessante infatti proprio su questo discorso come l'arte, appunto un racconto, possa aiutare molto di più,
02:42perché per esempio andando avanti con gli episodi c'è il personaggio di Nadia, che diciamo dalla sicurezza della sua
02:51famiglia più agiata,
02:53dall'alto delle sue possibilità, mette in difficoltà Lila.
02:56Lei dice, ero furioso con Nadia, mi aveva messo nei guai senza rischiare nulla.
03:02Ecco, una cosa che oggi succede perché per esempio si fa magari tanto attivismo sui social dalla comodità del nostro
03:08divano
03:10e poi però che la gente reale magari, no, quella roba lì nemmeno gli arriva.
03:15Ecco, quindi quanto invece può un racconto come questo, una serie come questa che arriva veramente,
03:21come ti ho detto oggi, in 130 paesi, aiutare molto di più?
03:26Ma sai, quando tu fai un racconti in un libro, allora la prima di tutto questo è la Ferrante che
03:34ha scritto un libro cosmo,
03:36cioè un libro in cui c'è tutto, ci sono tutte le domande, non ci sono risposte per fortuna, ma
03:40ci sono altre domande.
03:41Tu ci vai lì cercando una risposta e c'è un'altra domanda e dentro c'è un'altra domanda
03:45ancora.
03:45Ora, quando fai un libro cosmo, come dire, attivi, milioni di neuroni in tutto il mondo
03:50che associano se stessi a una storia scritta su un elemento molto specifico e particolare
03:57che è quel quartiere di Napoli in quegli anni, no?
03:59Proprio perché la storia è tridimensionale.
04:01E i meccanismi di un'identificazione così transnazionale, transgenerazionale, eccetera,
04:08secondo me stanno tutti quanti nel fatto che le dinamiche fra questi personaggi sono primarie,
04:13primarie, dinamiche primarie, e che queste dinamiche primarie sono universali
04:17e non sono legate a un periodo, e non sono legate a una generazione in particolare.
04:23L'amicizia, inemicizia fra donne è una dinamica eterna,
04:27non è una questione legata agli anni 60, agli anni 50, agli anni 70.
04:32Probabilmente se la serie si fosse basata sulle minigonne, forse sarebbe stata un po' di nicchia.
04:37Per fortuna si basa su sentimenti molto più profondi,
04:40ed è questo che ingaggia il pubblico in una passione attiva durante la visione del film.
04:50Infine, la seconda puntata si chiude con una frase molto bella di Lila,
04:54che dice a Elena, guardami sempre anche quando te ne vai da Napoli,
05:00che nella serie, quando c'è appunto l'immagine,
05:06mi ha fatto ancora più effetto, perché un po' l'occhio è il suo,
05:10perché lei è regista e lei continuerà a guardare, ha continuato a guardare Lila,
05:15anche quando poi Elena si deve andare a Napoli.
05:17Quindi, ecco, il suo occhio è il nostro, è quello di Elena.
05:20Cioè, ha pensato a questa pluralità di sguardi?
05:26Beh, sai, qui c'è per esempio un problema abbastanza importante,
05:29perché la sceneggiatura decide di stare sempre dal punto di vista di Elena,
05:35però il libro non è sempre dal punto di vista di Elena,
05:38perché ha il truppo della letteratura.
05:40Nel senso che tu sei a Firenze con Elena, ed Elena dice,
05:44a Lila successe questo, questo, quest'altro.
05:48Ora, trasformarlo semplicemente in una battuta, in una voce fuori campo,
05:51ovviamente non è detto che abbia un'efficacia.
05:54Io ho scelto, per esempio, di vedere, di staccarmi da Elena
05:57e continuare a guardare Lila.
05:59Anche perché penso che la vibrazione che Lila produce sullo schermo
06:03sia una vibrazione che influisce sul resto della storia.
06:06Quindi tenerla troppo lontana, troppo a lungo dal racconto
06:10è un qualcosa che danneggia il racconto.
06:13Quindi o perché c'è una battuta su di lei, o perché viene nominata,
06:17o perché appare, o perché telefona,
06:19è importante che Lila continui ad essere sotto il nostro sguardo.
06:24Continuiamo tutti a guardarla, allora, perfetto.
06:27Grazie mille.
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