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  • 3 anni fa
Intervista a Linda Caridi e Francesco Di Leva, attori di L'ultima notte di Amore, thriller poliziesco di Andrea Di Stefano con protagonista Pierfrancesco Favino.
Trascrizione
00:00Personalmente quando interpreto i cattivi mi diverto moltissimo, sono quelli che piacciono di più, non si capisce il perché mi
00:05piacciono di più.
00:11Per tutta la vita
00:15ho avuto l'ambizione di essere una persona onesta.
00:17Questo sembra proprio un puliziotesco uscito dagli anni 70, tutto notturno, molto teso.
00:24Era un po' il vostro sogno farne finalmente uno o no?
00:30Sì, sì, io poi sono sempre abituato a stare dalla parte dei cattivi, quindi questa volta si presentava un personaggio
00:38apparentemente buono,
00:40perché non sappiamo fino in fondo quanto siano veramente buoni, perché sono pieni di contraddizioni questi personaggi, ne abbiamo parlato
00:48poco fa proprio io e Linda.
00:50Avevo il desiderio di raccontare un'altra parte di me attorialmente e devo dire che poi ho trovato Andrea che
00:59ha gestito benissimo queste mie emozioni interne, questi sorrisi, questa parte umana di questo personaggio.
01:09Sì, non è così consueto in Italia finire dentro un film di genere, dentro un noir e non mi aspettavo
01:16che sarebbe arrivato nel mio percorso,
01:18per cui sono stata contenta di trovarmi alle prese anche con una piccola scena d'azione che nella goffaggine di
01:31Viviana è stato un gioco molto divertente da giocare,
01:35portando poi, come dice Francesco, sempre queste polarità anche forti e drammatiche di personaggi che Andrea ha scritto meravigliosamente.
01:44Al buio poi, quindi, con difficoltà maggiore, la scena concreta e pragmatica, sì, non è stata semplice quella scena.
01:51Infatti era bello quando veniva fuori quell'aspetto quotidiano del personaggio che con la torcia cercava di farsi notare in
02:01un momento così drammatico, no?
02:03Sì, la goffaggine della drammaticità.
02:06A proposito di cattivi, no? Visto che dici io spesso sto dall'altra parte, qua invece, insomma, un personaggio diverso.
02:14Ecco, vorrei chiedervi, visto che i personaggi sono tutti molto complessi, ambivalenti, secondo voi cosa rende un cattivo?
02:22Cioè, quando è che uno poi passa veramente dalla parte dei cattivi?
02:26Diciamo che i personaggi poi tutto sommato si dividono in due, sono i buoni e i cattivi.
02:31Una volta interpreto l'uno, una volta interpreto l'altro, quindi, non so, io quando, personalmente, quando interpreto i cattivi
02:40mi diverto moltissimo.
02:41Sono quelli che piacciono di più, non si capisce perché mi piacciono di più.
02:45Io mi diverto ad interpretarli, godo di quel momento quando sto in azione sul set,
02:53quell'arroganza che non ho solitamente io nella mia vita, però allo stesso tempo è bello creare in quei cattivi
03:02quell'aspetto umano.
03:04Vado sempre alla ricerca di quel bambino nascosto che è stato o che poteva essere quel personaggio.
03:10E quando poi invece lo ritrovi nei buoni, non è che è più semplice, ti senti meno protetto,
03:17perché il cattivo è quasi sempre in azione, è lui che provoca gli altri.
03:22Invece quando sei un buono subisci un po' gli altri personaggi.
03:26La differenza è quando senti che ti stai divertendo, allora sono cattivo.
03:30Quando ti annoia sono buono, ok, perfetto.
03:33E invece volevo sapere, c'è la leggenda della carpa, dell'uomo pesce,
03:38che poi uno su un milione si trasforma in un dragone.
03:42Secondo voi chi è oggi un uomo pesce, come la leggenda del protagonista cinese?
03:48Ma in realtà io penso che quella parabola, che tra l'altro credo sia arrivata per una mezza improvvisazione sul
03:54set,
03:54da Mao Wen, che è l'attore che interpreta Bao Zhang, in chiacchiera con Andrea,
03:58e sentivo che diceva, tienila, tienila, facciamola, proviamola.
04:01Penso sia una parabola poi declinabile nel quotidiano in milioni di casi,
04:07cioè tutto lo sforzo che mettiamo quando vogliamo superare noi stessi
04:13o la condizione in cui ci troviamo perché la nostra felicità non sta lì,
04:19spesso anche in piccolissima misura può portarci a una trasformazione
04:23e a quel punto possiamo sentire di aver toccato una punta di eroismo,
04:29soprattutto perché anche in un personaggio cattivo o in un essere umano cattivo,
04:34spesso andando a scavare ci sono dei motori positivi che hanno a che vedere con dei sentimenti umani,
04:40con dei bisogni umani.
04:42Ma quindi se è stata improvvisata, cioè è venuta prima la statua o la storia?
04:47Perché è servito per dare un senso alla statua oppure dopo è arrivata la statua?
04:52Sai che non ti so dire esattamente perché poi su questo set succedevano delle cose che muoveva Andrea in silenzio,
04:59spesso si avvicina e dice a un attore qualcosa che non rivela anche al partner di scena,
05:04per cui quell'enorme pesciolone già c'era e forse dal pesce è nata la storia.
05:13Esatto, e Andrea ha chiesto all'attore di dire qualcosa su quel pesciolone.
05:18Bellissimo, quindi magari non esiste questa leggenda, cioè bisogna approfondire.
05:21No, mi sa che esiste, perché ho visto un documentario una volta che raccontava,
05:26che ne parlava, sì sì sì.
05:28Credo che poi ognuno di noi vuole arrivare in cima alla cascata, no?
05:31Che non abbiamo il coraggio di dirlo.
05:33Io per esempio ci voglio arrivare.
05:35Vuoi diventare dragone, diremo.
05:36Sì, è certo.
05:38Ancora non è dragone o ci sto lavorando?
05:41Non sono ancora dragone, però voglio arrivare in cima alla cascata.
05:45Ok, e dragone? Quanto stiamo? Livello Daenerys?
05:51Faccio delle fiammelle.
05:53No, sì, beh, il dragone è inteso come massima realizzazione e anche libertà,
05:59penso sia un'ambizione stupenda per ogni essere umano,
06:02di ritrovarsi a rifulgere pienamente, secondo la propria natura.
06:07Rifulgiamo allora. Grazie mille.
06:09Grazie a te, grazie.
06:11Grazie a te.
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