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  • 20 ore fa
Intervista a Stefano Mordini, regista di La Scuola cattolica e agli attori Benedetta Porcaroli, Francesco Cavallo, Emanuele Maria Di Stefano.
Trascrizione
00:00La scena è un po' emblematica rispetto a quello che viene portato via a queste ragazze.
00:34Il film si dice che tutto ciò che crea un cambiamento è violento. Vediamola così, questa storia secondo voi ha
00:44cambiato qualcosa? È cambiato davvero il modo di concepire le donne nella società italiana in tutti questi anni o no?
00:51Sicuramente un cambiamento, la morte di Rosaria, l'assassino di Rosaria ha prodotto il cambiamento del reato contro la morale,
01:01l'ha fatto diventare un reato contro la persona, quindi già questo ti direbbe la necessità del racconto di questa
01:07storia per poter riportare i meriti delle ragioni di tanta sofferenza a chi ne ha subito le peggiori conseguenze.
01:17Quindi questo già è un fatto. Sulla condizione di quanto siamo cambiati o meno, la condizione della donna, insomma nel
01:24presente bisognerebbe fare un'analisi rispetto a quello che è stato il 75.
01:28Certo qualcosa è cambiato, certo molto probabilmente confrontandoti con una generazione peggiore ti diranno cosa è cambiato e cosa è
01:35necessario ancora cambiare.
01:36Mi ha colpito molto la scena in cui ci sono le ragazze in macchina che cantano battisti, loro sono piene
01:42di vita, vogliono vedere i film al cinema, amano la musica, invece i ragazzi sembra che non abbiano passioni.
01:52Il privilegio di poter fare tutto ciò che si vuole spegne un po' anche l'umanità secondo voi, voi come
02:00l'avete vissuta quella scena?
02:02Beh sì, quella scena è un po' un inno alla vita, no? Prima del precipizio diciamo.
02:12Quella scena è un po' emblematica rispetto a quello che viene portato via a queste ragazze, a queste giovani donne
02:21che appunto si affacciavano alla vita,
02:24una voleva fare l'attrice, l'altra voleva fare la modella, ognuna con le proprie passioni, per cui quella scena
02:30è particolarmente dolorosa secondo me,
02:32perché si evince insomma che sta per succedere qualcosa che cambierà nettamente la dinamica.
02:41Federica non è nella scena, però insomma è il turning point dopodiché.
02:50C'è forte questa sensazione nel film che stare con il gruppo di amici, tutti uomini, ti costringe a dover
02:58dimostrare delle cose.
03:00Secondo voi c'è ancora oggi questa pressione oppure c'è speranza di un'apertura maggiore e quindi magari il
03:08vostro film può anche aiutare a far riflettere i ragazzi della vostra età su questo?
03:12Ma secondo me c'è anche un'età, parliamo di ragazzi che avevano quando è successo, 19-20 anni insomma
03:20più o meno,
03:23e non lo so c'è la fase dell'adolescenza in cui questi ragazzi poi li vediamo sono dei personaggi
03:29che si specchiano continuamente con l'altro,
03:31cioè nell'altro cercano di trovare una conferma per loro stessi, sono abbastanza cattivo se la picchio più forte, sono
03:38abbastanza cattivo se faccio questo, se faccio quest'altro,
03:42come se il giudizio dell'altro li proprio li costituisse, quindi sono dei personaggi che vivono del giudizio altrui.
03:50Io mi auguro che, insomma, non lo so, essendo così diventi un po' schiavo di tutto quello che ti sta
03:59attorno,
04:00quindi non so se generalizzerei dicendo che tutta la società dei giovani di oggi sono così,
04:06però certamente sì, ne ho incontrate, ne ho visti, probabilmente lo sono stato anch'io quando ero un po' più
04:11piccolo,
04:12è una fase che attraversano tutti, però poi devi disinnescarla.
04:17Concordo con quello che ha detto Francesco?
04:20Il film comunque ha forte come tema il tema dell'adolescenza,
04:26l'adolescenza è il momento della vita di ognuno in cui una persona cerca di conoscersi, di affermarsi,
04:33e per affermarsi è inevitabile che si scontri con altre entità a lui opposte,
04:38è il concetto dei contrari, io mi riconosco soltanto nel mio contrario e per ogni cambiamento c'è bisogno di
04:46un grande schianto.
04:47È lo stesso principio, per ogni cambiamento c'è bisogno di un grande schianto,
04:52quindi per arrivare a conoscersi c'è per forza bisogno di uno scontro e di una forza dirompente.
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