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  • 2 giorni fa
Intervista ad Andrea Segre, regista di Molecole, documentario presentato come per-apertura di Venezia 2020
Trascrizione
00:00In questo forse ha ragione questo amico, è anche un film scientifico.
00:11Avevo scritto un progetto per raccontare le due grandi tensioni della Venezia di oggi.
00:16Il turismo è l'acqua alta e il 22 febbraio 2020 ero pronto per partire.
00:23Ma non potevo immaginare che cosa stava per succedermi.
00:27Tutti noi non potevamo immaginare che cosa stava per succederci.
00:32Mi ha colpito molto il fatto che il film cominci con una lettera scritta a mano, una lettera che lei
00:38ha scritta quando aveva 5 anni.
00:39Oggi fa un po' strano perché una lettera poi lunga, scritta a mano, è qualcosa ormai di antico quasi.
00:48Quindi quanto è importante secondo lei l'importanza di scrivere lettere e scriverle a mano?
00:55L'ho scritta a mano appunto 20 anni fa, quando forse era un po' più normale, anche se c'erano
01:03già le prime mail.
01:05Insomma, però era un po' più usuale scrivere lettere e cartoline, usare la penna.
01:15L'emozione di scrivere una lettera a mano è che poi tu la spedisci e non l'hai più.
01:22Ce l'ha soltanto il destinatario.
01:26E questa è l'importanza di quella lettera che utilizzo all'inizio e non solo nel film, perché la forza
01:35di quella lettera è che papà l'ha conservata
01:38e che poi io l'ho ritrovata quando papà è morto e quindi ho potuto riascoltare quello che chiedeva papà
01:46con tanti anni di distanza.
01:48E questo è qualcosa che ha a che fare in fondo anche con il cinema, perché il sedimentare la memoria,
01:58cioè il permettere alle cose di rimanere nel tempo e di non essere consumate dal tempo,
02:05è qualcosa che il cinema aiuta a fare e che anche la scrittura e la scrittura a mano aiuta a
02:11fare.
02:11A proposito di suo padre, nel film si dice che lui faceva le sue ricerche per mettere anche un po'
02:18di ordine,
02:19per farsi una ragione dell'imprevedibilità della vita.
02:22E ho pensato che in realtà lei ha fatto la stessa cosa con questo documentario,
02:26cioè lui magari più con un metodo scientifico, lei più artistico.
02:30Quindi vi siete un po' ritrovati in questo senso, anche di più?
02:35C'è stato un amico che quando ha visto il film mi ha detto
02:40lo so, sì, è un film poetico, intimo, ma sai che secondo me è un film scientifico?
02:45E allora gli ho chiesto in che senso?
02:47No, perché è un film che si sofferma lentamente sulle cose come fa lo scienziato con il microscopio,
02:54cioè che cerca di andare a capire ciò che non vedi della materia per spiegare ciò che vedi.
03:03E questo è forse quello che mi è successo con questo film, perché io non sapevo che cosa stavo vedendo,
03:11però mi sono fermato a vederlo e ho cercato in quella visione qualcosa che non potevo vedere.
03:19E in questo, forse ha ragione questo amico, è anche un film scientifico.
03:24Vivendo i mesi, i giorni di lockdown a Venezia e provando ad ascoltare quello che Venezia diceva in quei giorni,
03:33ho sicuramente ridefinito il mio rapporto con la città e ho capito delle cose dell'anima della città
03:40che non si potevano vedere prima, perché indubbiamente la sua bellezza ha attratto migliaia di persone
03:50e l'ha anche un po' soffocata in questi anni, l'ha un po' consumata e quindi avere la possibilità
03:57di ascoltarla in silenzio
04:00è stato un modo per ridefinirne il ruolo e il significato nel mondo di oggi.
04:10Credo che Venezia sia una di quelle esperienze che ti permette di capire come nella vita
04:19che la sua debolezza e forza debbano stare insieme, cioè che saper rispettare le parti più delicate, silenziose
04:31e intime dell'esistenza sia una delle necessità del vivere più importanti.
04:40E Venezia questo lo sa insegnare se le diamo la possibilità di non essere soffocata.
04:49Grazie a tutti.
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