00:00Don Carlo Giorgi, 58 anni, sacerdote milanese da circa 10 anni in Libano.
00:07Tra il primo e il 2 marzo, dopo i razzi lanciati da Hezbollah,
00:13Israele risponde con una serie di attacchi.
00:16Che cosa ricorda di quei giorni?
00:18Ricordo che la situazione è precipitata veramente nel giro di poche ore.
00:24Poi, durante la domenica abbiamo fatto le attività pastorali normali nella nostra parrocchia.
00:32È stata una domenica normale e quando ci siamo risvegliati la mattina
00:37c'era questa notizia di questi bombardamenti, ma ci siamo resi conto che eravamo ritornati in guerra
00:45quando nel centro della città, passando per il centro, abbiamo visto tantissimi profughi accampati
00:52che avevano già dormito, che stavano arrivando.
00:55Quindi mi ricordo il fatto di pensare, accidenti, ce li siamo, siamo ritornati nella situazione del 24.
01:04Io ero ancora al volante, ho chiamato subito la mia parrocchia che sta in centro
01:11e ho detto, com'è la situazione?
01:13Mi dicono, ci sono già 20 persone, stanno arrivando degli altri.
01:16E quindi abbiamo trasformato la parrocchia in un'ospitalità.
01:19Mi ricordo questa sensazione un po' di sconforto di dire, si ritorna alla guerra
01:27e quindi si ritorna a una situazione totalmente anormale e triste.
01:33La sua parrocchia a San Giuseppe nel quartiere di Monote, la chiesa dei Gesuiti al centro di Verut,
01:42è tipica nell'accoglienza, ha una grande esperienza di accoglienza soprattutto nell'immigrazione.
01:47Come vi siete mossi in questo periodo?
01:49Devo dire che ci siamo mossi molto velocemente perché abbiamo l'esperienza della guerra del 24.
01:58Anche nel 24 la chiesa si è trasformata in un'ospitalità, soprattutto per immigrati.
02:05Noi ospitiamo i lavoratori della terra che stanno nel sud, oppure le signore che lavorano negli appartamenti,
02:14oppure i guardiani dei palazzi, tutta questa categoria di umanità che in gran parte si tratta di persone immigrate in
02:24Libano.
02:24E loro, anche loro, hanno perso tutto scappando nella notte col pigiama e le scarpe, possiamo dire, e noi li
02:32ospitiamo.
02:33La nostra esperienza, devo dire che questa volta ci siamo mossi molto velocemente perché sapevamo cosa fare.
02:39Nel 24 è stata, diciamo, un'improvvisazione e oggi ci sono 150 ospiti nella nostra parrocchia.
02:48E in Libano e a Beirut dove vive lei, i cristiani sono di diversi riti, quindi oltre il rito latino
02:56c'è il maronita e poi ci sono i musulmani.
02:59Come si convive tutti insieme?
03:02Si convive, si convive.
03:05Normalmente, normalmente i bambini sono nelle stesse classi, negli uffici ci sono colleghi di tutte le confessioni e di tutte
03:14le religioni.
03:17Dobbiamo convivere, non possiamo non convivere.
03:20E si convive.
03:22Certo, la convivenza vuole del tempo e della pazienza, soprattutto in un paese che ha avuto 15 anni di guerra
03:30civile, dal 75 al 90,
03:32e che ancora si lecca le ferite.
03:35Però si convive, si può convivere in effetti.
03:37Papa Leone XIV ha scelto il Libano per il suo primo viaggio apostolico internazionale, appena tre mesi fa.
03:46Che messaggio vi ha portato?
03:49Questo messaggio, cioè il messaggio che la convivenza è possibile e di continuare in questa direzione.
03:55Per esempio, sull'aereo, tornando da Beirut, c'è sempre una conferenza stampa e Papa Leone ha detto, parlando con
04:06un giornalista,
04:07bisognerebbe che in Europa e negli Stati Uniti si ascoltasse di più la lezione del Libano sulla convivenza.
04:13Quindi cercare di avere meno paura, di vivere insieme e di accogliere gli altri, diciamo.
04:22E poi il messaggio fortissimo che ci ha dato il Papa è stato sulla pace.
04:28Per cui il Papa, lo slogan del suo viaggio era Beati i costruttori di pace.
04:34E ha continuato a ripetere che la pace è possibile, ha continuato a ripetere di disarmare i cuori.
04:42Nell'ultimo messaggio, prima di partire, ha detto che nessuno creda che la lotta armata serve a qualche cosa.
04:51Devo dire che adesso, ripensandoci ora, è stato profetico il Papa.
04:55E comunque ha dato ai cristiani una chiave di lettura molto forte.
04:59Sappiamo cosa non dobbiamo fare e che cosa dobbiamo fare.
05:02Ecco, lei vive appunto in un paese diraniato dalle guerre.
05:06La fragile tregua di cui parlava nel 2024 con Israele non ha sopito gli effetti della guerra civile fratricida degli
05:15anni 90.
05:16Come è possibile costruire la pace concretamente?
05:21La pace si costruisce, primo, con una conversione personale.
05:26Cioè, ciascuno è chiamato ad avere delle relazioni di pace col Padre Eterno e con gli altri.
05:35E poi si può fare, la pace si può fare, nel momento in cui...
05:40Le faccio un esempio.
05:41Nella guerra del 24, quando abbiamo accolto molti musulmani,
05:46all'inizio non ci si parlava.
05:49Li abbiamo accolti contro voglia, perché c'era il ricordo delle antiche tensioni.
05:56Ma quando poi si è costretti a vivere insieme, alla fine ci sono creati rapporti di amicizie.
06:03Ci sono delle donne scite che ancora telefonano alle suore ottogenarie di una scuola cattolica.
06:10Sono diventate amiche e si mandano i dolci e si telefonano, telefonano.
06:17Non so come dire.
06:18È possibile costruire delle relazioni.
06:21Diciamo che noi siamo stati costretti, perché nel 24 abbiamo dovuto accoglierli,
06:29abbiamo voluto accoglierli e il frutto è stato nuove relazioni, nuova fraternità.
06:34E la scoperta che questo nemico, che non è un nemico, non è un nemico, si può vivere insieme.
06:43Adesso stiamo... il Signore ci ha portato a rifare lo stesso percorso.
06:49Probabilmente avrà la sua utilità, sicuramente avrà la sua utilità.
06:54Anche il governo libanese, il cui presidente è un cattolico maronita,
06:59sta lavorando molto per la pace.
07:01Certamente. Il governo ha a cuore il paese.
07:05Il presidente ha un lavoro difficile, il suo mestiere è molto difficile.
07:10Deve tenere insieme questi pezzi, deve cercare di raggiungere la pace.
07:17E sicuramente questo è il desiderio.
07:23Questo è il desiderio.
07:25È molto difficile, bisogna pregare molto.
07:28Insieme alla Chiesa c'è che lavora per la pace, che crede nella pace.
07:32Come state...
07:33Certo, ma tantissimi musulmani credono nella pace.
07:37Si tratta di... per noi, come cristiani, di vivere il Vangelo.
07:43Di far vedere che è possibile vivere insieme.
07:45E comunque la Chiesa sta mostrando il suo volto migliore adesso in Libano.
07:49E questa accoglienza è la prova che si può, anche in un contesto molto difficile, vivere il Vangelo.
07:57Lei è in Italia da due giorni per dei impegni che aveva già preventivato, ma tornerà tra pochi giorni in
08:04Libano.
08:05Ha paura?
08:06È un po'... sì, ma nel senso che c'è la paura dell'ignoto, no?
08:10Uno torna... quanto durerà ancora questa guerra? Come sarà?
08:14Io personalmente vivo in un villaggio che è fuori da... penso, da tutta questa grande violenza.
08:24E vado a Beirut solamente durante il giorno.
08:27Però c'è di più il desiderio di stare con la mia gente, la nostra gente, e poi anche di
08:36vivere questo tempo con loro,
08:38che è un tempo in cui la... veramente il Signore è presente, veramente... si può costruire la pace.
08:45Fanno la guerra e noi costruiamo la pace. Tutti possiamo costruire la pace.
08:50È una cosa molto bella, una grande occasione.
08:52Grazie, buon lavoro.
08:54Grazie.
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