00:12Anche lei è qui per suo figlio?
00:14Sì, io sono Walid.
00:15Marini, Diego.
00:23Non riesco a toccarlo perché ho paura di fargli male, ho paura che abbia paura di me.
00:28I bambini sono pazienti, Diego.
00:30Perdonalo sempre.
00:31Signor Walid ha dimenticato il sopravvito!
00:34Ah, è un atto di compravendita.
00:35Come è che va in giro con questa roba?
00:36Deve venire con noi.
00:37Ma venire dove?
00:38Guardi che ci deve essere un errore.
00:39Diego è sposato con Lisa e fa l'impiegato al ministero, mentre Walid è un ambiguo e ricchissimo uomo d
00:45'affari siriano.
00:46I due si conoscono per caso su una panchina del giardino interno della clinica dove tutti i giorni portano i
00:51loro figli,
00:51entrambi affetti da un grave handicap psicomotorio, a fare terapia.
00:55Tra loro nasce subito un'intesa.
00:57Diego vede infatti in Walid il padre che vorrebbe essere per il suo bambino, ma che purtroppo non ha il
01:02coraggio di essere.
01:03Tutto sarà finito.
01:04Finito cosa?
01:08Voglio Walid, come diavolo si chiama.
01:10Così Diego si lascia coinvolgere dall'amico in una serie di avventure nei quartieri più medio orientaleggianti di Roma.
01:16Ad un certo punto però Walid sparisce dalla circolazione, lasciando Diego nei guai.
01:21Io voglio ricominciare a vivere.
01:25È un vero peccato che il romanzo di Giancarlo De Cataldo, Il padre lo straniero, scritto e pubblicato prima del
01:30successo di romanzo criminale,
01:32sia finito nelle mani sbagliate.
01:34Enrico Tognazzi e Consorte confezionano infatti un film squilibrato, frammentario,
01:38che cerca di prendere mille direzioni diverse senza imboccare mai quella giusta.
01:42Avevo previsto quasi tutto, ma non che saremmo diventati amici.
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