00:07Un caffè a portar via.
00:08A portar via?
00:09Certo, ne abbiamo di due tipi, Michelle Arabica oppure Columbia Morning.
00:13E quale dei due tipi sa più di caffè semplice?
00:17A me piacciono tutti e due.
00:18Bene, prenderò il Columbia.
00:21Sono 3,40 euro, grazie.
00:243,40 euro per un caffè semplice?
00:26Ma questo è il caffè Columbia.
00:27Nico è un giovane nulla facente che ha lasciato gli studi e campa sulle spalle del facoltoso padre.
00:33È così e basta.
00:34Quel che importa è vedere e verificare le prove anche molto umilianti che si trova costretto ad affrontare nel giro
00:40di poche ore,
00:41legate tra loro della sempre negata possibilità di potersi bere un caffè.
00:44Questi due anni ho riflettuto.
00:46E su che cosa sei lecito chiederlo?
00:48È bello pensare che il cinema europeo, al di là dei nomi noti e a volte sin troppo celebrati,
00:52sia ancora in grado di regalare piccole meravigliose sorprese.
00:55È il caso di Oh Boy, un caffè a berlino.
00:58L'esordio nel cinema di finzione del regista Jan Oleg Erster è infatti un film piccolo e apparentemente dalle ambizioni
01:04modeste.
01:05Ambizioni che, al contrario, man mano che si procede nella visione, emergono in tutta la loro cristallina concretezza.
01:17Pur costruito spesso conseguenze al limite del surreale e del grottesco,
01:21il film riesce a dipanare un paesaggio morale di abiezione assoluta, di invidie e ipocrisie,
01:27di violenze e soprusi lasciando davvero poche speranze nel futuro di un giovane.
01:30Un pessimismo che guarda direttamente agli orizzonti incerti dell'Europa contemporanea
01:35e che lascia un profondo senso di amarezza.
01:40Vuoi il latte? Abbiamo anche il latte di sogno?
01:42No, grazie.
01:42Grazie.
01:53Grazie.
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