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  • 24 minutes ago
Prosegue la guerra in Medio Oriente e con essa le conseguenze sui mercati. Nella giornata di ieri il prezzo del Brent è schizzato a 100 dollari al barile con le borse asiatiche che hanno perso fino al 5%. Nel breve termine “ci aspettiamo ancora asset sotto pressione” afferma all’Adnkronos Roberto Rossignoli, Senior Portfolio Manager di Moneyfarm. L'azionario europeo e asiatico si mostrano “in difficoltà a causa della forte dipendenza energetica dallo stretto di Hormuz”, e anche il mercato obbligazionario non gode di ottima salute visti i rinnovati timori sull'inflazione. “Prevediamo - aggiunge - che il comparto energetico manterrà la sua volatilità anche se ulteriori rialzi non sono scontati”. Secondo l'analista, sono tre i punti focali da tenere in considerazione: “Primo, gli attacchi iraniani si sono estesi anche alle infrastrutture energetiche. Secondo, Israele e Stati Uniti non parlano di un cessato il fuoco, con l'amministrazione americana che inizia a ventilare l'ipotesi di inviare truppe sul campo”. Infine, vige confusione sul fronte interno iraniano Terzo, c'è molta confusione sul fronte interno iraniano, stati discordanti tra guardia rivoluzionaria e presidenza. Tuttavia, “la conferma del figlio di Khamenei - Mojtaba Khamenei - come nuova guida suprema sancisce la vittoria dell'ala più estrema al comando”.

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00:01La geopolitica continua a tenere banco sui mercati. In situazioni così delicate il flusso di notizie
00:06è l'unica bussola a disposizione degli investitori e dobbiamo dire che la direzione presa durante il
00:11weekend è stata purtroppo negativa. Ci sono tre spunti rilevanti da considerare. Primo,
00:16gli attacchi iraniani si sono estesi anche alle infrastrutture energetiche. Secondo,
00:20gli israeli e gli Stati Uniti non parlano di un cessato il fuoco con l'amministrazione americana
00:24che inizia persino a ventilare l'ipotesi di inviare truppe sul campo. Terzo, c'è molta
00:29confusione sul fronte interno iraniano, come stati discordanti tra guardia rivoluzionaria
00:33e presidenza. Tuttavia la conferma del figlio di Khamenei come nuova guida suprema sanzisce,
00:38a nostro avviso, la vittoria dell'ala più estrema al comando. La reazione dei mercati non si è fatta
00:43attendere. Il petrolio è balzato questo lunedì mattina fino ai 110 dollari al barile e le borse
00:48asiatiche hanno perso fino al 5%. In Europa i listini stanno marzando nella stessa direzione
00:53mentre il mercato americano, seppur in ripasso, continua a offrire una maggiore solidità.
00:57Cosa aspettarci ora? Ci prepariamo una settimana sulla scena di questa apertura. Nel breve
01:02termine è difficile trovare spunti dalle notizie e pertanto ci aspettiamo ancora asset
01:06sotto pressione. Con l'azionario europeo e asiatico in difficoltà a causa della forte
01:11dipendenza energetica dallo stretto di Ormuzi e l'obbligazionario anche in sofferenza per i rinnovati
01:15timori sull'inflazione. Sulle materie prime prevediamo che il comparto energetico manterrà
01:20la sua volatilità anche se ulteriori viaggi non sono scontati, dato il forze reni di oggi.
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