00:00Grazie a tutti.
00:33Sicuramente una grande voglia di rivedere i miei vecchi compagni di avventura, un film
00:44Palermo-Milano che mi aveva dato grande soddisfazione, grande impatto emotivo, soprattutto perché
00:52erano nate molte amicizie sul set, eravamo tutti quanti dei ragazzi, giovani, anche un
01:00po' alle prime armi, quindi ancora con i nostri sogni, le nostre speranze, le domande
01:06sul futuro della nostra carriera e della nostra vita.
01:10E praticamente ci siamo ritrovati poi dopo dieci anni, forse undici, chi sposato, chi
01:18con figli, chi divorziato, chi sempre con gli stessi problemi e quindi ritrovarsi per chi
01:27fa questo lavoro, per gli attori sullo stesso set, che è difficile molte volte rincontrarsi,
01:34rincontrarci un po' tutti, è stata veramente una cosa molto bella, molto toccante.
01:42Poi soprattutto molto bello ritrovare le stesse persone che hai lasciato undici anni prima,
01:49perché comunque molte volte le persone cambiano, invece di ritrovarli tutti quanti, insomma
01:55sempre gli stessi, sempre i vecchi amici, è stata una cosa molto bella.
02:07Diciamo che in questo periodo, in questo arco di tempo di undici anni, devo dire che in Italia
02:15non c'è più stato un film di genere, un film di azione, un film girato comunque con
02:23quelle prerogative italiane, ma con un modo di esecuzione insomma americano, quindi c'è
02:31l'azione, c'è il sentimento, c'è la passione, si è arricchito appunto tutta l'azione che
02:38molte volte è tipica degli americani, però con un sentimento molto italiano e questo diciamo
02:43che pochi sono i registi che oggi lo possono fare, Claudio Fragasso è uno di questi, poi
02:50c'è Michele Soavi, Eros Puglielli, sono gli eredi del famoso Sergio Leone e quindi
02:59mi divertiva appunto l'idea di ritornare su un set del genere, fare un film divertendomi,
03:07avendo la passione e la voglia di ritornare a fare qualche film d'azione, però ovviamente
03:14la storia era un perno fondamentale, quindi quando ho incontrato la sceneggiatrice Claudio
03:22Fragasso e il produttore Pietro Innocenzi, diciamo che abbiamo puntato, abbiamo capito
03:28esattamente quale fosse l'idea del numero due, che cosa si voleva raccontare e trovo che
03:36l'idea è stata molto bella perché parla proprio di questo ritorno in Sicilia, della
03:42scarcerazione di Turi Leofonte e la sua eventuale vendetta, che voleva comunque compiere una vendetta,
03:51nel frattempo la figlia era rimasta sotto un programma di protezione perché comunque
03:58soggetta agli attacchi della mafia e quindi in qualche modo è stata costretta a fare una
04:07vita di cambiamenti, di tutta gente che vive sotto copertura e costretta a fuggire, a non
04:13dare notizie, a vivere sotto falso nome, quindi quando Turi Leofonte esce dal carcere e vuole
04:22compiere la sua vendetta, ovviamente poi c'è la figlia che cerca di trovare un modo
04:26per bloccarlo, anche perché tra Turi, tra Nino di Venanzio e la figlia di Leofonte era
04:34nato anche una sorta di storia d'amore.
04:42Ci sono molte scene mozzafiato, ci sono molte scene, ripeto, girate molto bene anche con
04:51l'aiuto degli stuntmen di Gianluca Petrazi che è il capo coordinator degli stuntmen, c'è
05:00molto, c'è molto dell'azione, il livello di azione è cresciuto notevolmente, c'è anche
05:08un pathos forte, ripeto, la storia è molto forte perché si racconta appunto, prima era
05:18il raggiungimento da Palermo a Milano scortando un ragioniere della mafia, adesso bisogna andare
05:25a riprendere, c'è un bambino che era praticamente quello che io consideravo come mio figlio perché
05:33era stato rapito come ostaggio in cambio dei famosi codici, dei famosi numeri che Leofonte
05:40doveva ridare alla mafia che rappresentavano 500 milioni di Euro, quindi in cambio di questo
05:45bambino che era stato rapito la mafia voleva i soldi di Leofonte e a quel punto bisognava
05:53fare uno scambio, quindi tutto il viaggio, il ritorno a Palermo è praticamente per recuperare
05:59un bambino che era stato rapito.
06:07Nino Di Venanzio è un personaggio che crede profondamente nel proprio lavoro, ovviamente
06:16con le difficoltà che ha avuto nella missione precedente, comunque che è stato tradito anche
06:21da autorità competenti che avevano commissionato la scorta a questo ragioniere della mafia, ha
06:28continuato a credere nel suo lavoro, nel suo gruppo formato poi da Ricky Memphis, da Simone
06:37Corrente, da Gabriella Pession, insomma il gruppo che l'ha supportato nel programma di protezione
06:45di Romina Mondello che poi è la figlia di Turio Leofonte, in questo caso Giancarlo Giannini
06:51e questo programma di protezione era, insomma ha fatto in modo che poi tra i due nascesse
07:00un'intesa, una storia d'amore mai espressa e diciamo che mi ha spinto molto il lato
07:10mano sentimentale, tutto quello che c'era dietro perché oggi come oggi l'azione si può
07:18fare e si può fare e la fanno molto bene gli americani, però noi in qualche modo dovevamo
07:24argomentare un po' anche persone che lavorano per 1.500 Euro al mese, 1.800 Euro al mese,
07:32che sia, però rischiano la propria vita e lo fanno soltanto per una grande passione per
07:38questo lavoro e hanno una grande dignità e lo fanno grande dignità e vanno comunque
07:44rispettati, infatti il suo caro amico che è poi Enrichi Memphis, Remo Matteotti, gli
07:53dice proprio questo, perché Nino Di Venanzio a un certo punto gli dice che non vuole loro
07:58come scorta perché non li vuole compromettere, non vuole compromettere la loro vita, quindi
08:03vorrebbe andare anche lui da solo, però loro insistono per non mollare, per essere sempre
08:08un gruppo, uniti, perché quella era la scelta che avevano fatto e che l'avrebbero portata
08:12avanti fino in fondo a costo di rischiare la loro vita.
08:22Io l'ho cercato veramente intensamente di ritornare, di promuovere anche con tutte le mie
08:34energie, di lavorare sulla sceneggiatura cercando di favorire le produzioni indipendenti,
08:42proprio perché comunque credo nel cinema italiano, credo nel talento degli scrittori,
08:47dei registi, degli attori italiani che molte volte sono sottovalutati perché non hanno
08:53la struttura adatta per esprimersi. Quindi tornare a lavorare in Italia per me è un grosso
09:00stimolo, lo trovo… invece che tornare dall'America e fare quello che ha lavorato in America e accettare
09:08soltanto i grandi progetti, ho pensato in qualche modo che fosse meglio partire proprio
09:15dal basso, ritornare proprio in Italia e partire dai piccoli progetti e farli diventare grandi,
09:20perché comunque c'è lì il cuore, la passione, la voglia e la gente giovane che vuole fare
09:27questo lavoro fatto bene senza cadere nello sbaglio della commercializzazione di un prodotto
09:35a tutti i costi, ossia farlo diventare quello che in realtà non è dal momento in cui parte,
09:44perché molte volte i progetti partono in un modo e poi si trasformano. Invece per me
09:49trovarmi in un progetto che non fa parte dei 4-5 produttori che ci sono in Italia, ma che
09:57favorisce i produttori indipendenti, questo mi ha dato una carica maggiore, probabilmente
10:04una voglia di riuscire a fare altro nel cinema italiano.
10:17La vita di un italiano a Hollywood è sicuramente molto difficile, perché comunque non siamo
10:24abituati troppo bene qui in Italia, abbiamo tutto, abbiamo tutto quello che ci serve per
10:30stare bene, quindi andare nella mecca del cinema sicuramente è molto affascinante, perché
10:37hai molte opportunità, molte situazioni in cui ti puoi confrontare, c'è molta efficienza,
10:43molta precisione e molta professionalità, però ovviamente la vita ha anche altro, nella
10:52vita ci sono i rapporti umani, c'è la famiglia, ci sono gli amici, quindi è giusto vivere a
11:00Hollywood quel tanto che basta per lavorare e poi tornarsene a casa.
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