00:14Il film è stato presentato al Festival di Berlino
00:30nell'isola di Lampedusa da parte del regista che ha cercato di documentare il rapporto degli abitanti dell'isola
00:36con gli immigrati che arrivano sulle coste dell'isola e spesso si trovano in condizioni tragiche e rischiano anche la
00:44morte.
00:45Abbiamo incontrato il regista a Roma in occasione della presentazione del film, sentiamo cosa ci ha detto.
00:51Lei stava girando proprio quando è uscita la foto che è andata su tutti i giornali del bambino siriano
00:56morto sulle spiagge turchie perché il Canada non l'aveva accettato.
01:00Tutto il film spinge proprio a il bambino con l'occhio pigro, la radio, la canzone,
01:06insomma un inno, un appello a ascoltare e guardare questa realtà.
01:11Lei alla fine ha voluto riprendere la barca e la morte.
01:16Quindi nel dibattito che si è creato lei pensa che ci sia la necessità di guardare e di ascoltare questo
01:23olocausto, come ha detto lei, del mare?
01:27È fondamentale perché altrimenti continuiamo a girare lo sguardo e a rimuovere tutto questo.
01:34Questa è una tragedia che stiamo vivendo in diretta e quindi siamo tutti responsabili.
01:38Non possiamo dire che non conosciamo perché sta succedendo.
01:40Miliari di persone muoiono tutti i giorni in mezzo al mare ed è qualcosa che è inaccettabile che qualcuno muoia
01:46scappando da una guerra,
01:48scappando dalla fame, scappando dalle disastri.
01:52Quindi lasciare che queste persone muoiono in maggio.
01:56Penso l'Italia sta facendo le cose incomiabili in tutto questo, però non basta perché spesso si interviene quando c
02:04'è già una tragedia in atto.
02:06Quindi insomma il famoso corridore umanitario di cui si parla sarebbe l'unica soluzione possibile per far sì che queste
02:11persone non muoiono in mezzo al mare.
02:14E lei in quanto artista, siccome quella foto è stata molto più efficace di migliaia di servizi, di telegiornali,
02:19quindi come artista la sente questa responsabilità?
02:22Pensa sia necessario farlo?
02:24Penso sia necessario, basta che poi non diventi così.
02:29Semplicemente pulire la coscienza con un'immagine, bisogna poi agire, bisogna far sì che la politica intervenga,
02:35non è la politica, ripeto, di un singolo paese, ma la politica a livello europeo.
02:39Quindi non basta semplicemente avere un'immagine, bisogna poi far sì che questa immagine porti a delle scelte precise.
02:47Nel film ci sono i ragazzi nigeriani che raccontano che hanno provato a scappare dalla guerra andando nel Sahara,
02:53poi invece hanno provato in Libia, ma è andata male, quindi poi sono arrivate sulle coste italiane.
02:59Il dottore dice che è un dovere morale, cioè chi è un umano degno di questo nome deve aiutare.
03:05Come risponderebbe quella a quelle persone che dicono se la Libia non li ha voluti,
03:09perché dovremmo essere proprio noi ad aiutarli?
03:13La Libia c'è una situazione talmente drammatica e tragica che non c'è nemmeno qualcuno che li voglia o
03:19non li voglia.
03:19La Libia è una situazione di guerra, è una situazione terribile e queste persone stanno scappando veramente da un inferno.
03:27Quindi noi penso che abbiamo le possibilità e i mezzi per accogliere le persone che stanno scappando dalla Libia.
03:33Perché secondo lei in Italia, ma anche nel resto d'Europa, il lavoro di persone eccezionali come il dottore che
03:39si vede nel film
03:40non vengono raccontate, ci si attacca degli slogan politici, si strumentalizzano delle morti tremende
03:45e poi invece quando c'è una persona che veramente fa qualcosa di bello, di straordinario, poi non se ne
03:51sa niente.
03:52Beh, col film adesso sappiamo che c'è una persona come Pietro Bartolo e come tutte le persone che si
03:58vede nel film
03:58che si operano e rischiano anche la vita tutti i giorni per salvare qualcuno in mare.
04:03Però ripeto, la soluzione non è soltanto il salvataggio di qualcuno in mare,
04:06la situazione è che questo non dovrebbe verificarsi, cioè trovarsi davanti a quello che mi sono trovato io.
04:13Già tardi, perché questi erano già partiti, erano già in mare, quindi bisognerebbe evitare quel passaggio
04:18di costringere queste persone a essere vittime dei trafficanti di uomini e di voler attraversare il mare in quelle condizioni
04:24e di morire in mare.
04:26Ultima domanda, mi è piaciuto molto nel film l'immobilità dell'isola, che poi già da sola è una metafora,
04:33e invece la vitalità di queste persone che anche se hanno visto la morte poi giocano a calcio,
04:37cantano esattamente come noi, come i bambini che giocano sull'isola e come il ragazzo che mette le canzoni in
04:42radio.
04:42È stato voluto oppure è arrivata a lei questa metafora?
04:46No, beh, è così, è la realtà, perché quando arrivano a Lampedusa hanno finalmente per la prima volta
04:50dopo un viaggio terribile dove hanno affrontato l'intemperio del mare, le incognite, il dramma della morte,
04:57arrivano a Lampedusa e finalmente c'è la speranza e l'ora di un luogo che li porterà.
05:01Quindi ancora di più dobbiamo sentire il dovere di far sì che queste persone una volta arrivate
05:05siano accolte e non poi lasciate allo sbando.
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