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  • 8 anni fa
Il nostro commento sintetico al terzo film di Wolverine.
Trascrizione
00:02Giunge alla sua conclusione la parabola cinematografica del mutante per eccellenza,
00:06o almeno giunge a conclusione il cammino di Hugh Jackman in questo ruolo che l'ha
00:10reso popolarissimo, almeno a sentire il diretto interessato. Questo Logan è ambientato nel
00:162029 in un futuro tetro e malato in cui i mutanti sono usciti di scena, a parte qualche
00:21superstite, particolarmente tenace, come l'ultranovantene Chuck Xavier e appunto Logan Wolverine.
00:33In questo scenario desolato il regista e sceneggiatore James Mangold mette in scena un film molto
00:37più d'atmosfera rispetto ai due precedenti dedicati all'eroe mutante. Una storia intima
00:42e sofferta che vive di lunghe pause, seguite da questi combattimenti che non sono quelli
00:47acrobatici e coreografati di tanti cinecomics, ma danno davvero l'idea della rabbiosa violenza
00:53del protagonista e della furia selvaggia e incontrollabile della sua piccola rede.
01:03Se si vuole trovare un punto debole al film è probabilmente nel suo andamento prevedibile,
01:08nella sua natura di western road movie lineare che non offre sviluppi particolarmente sorprendenti,
01:13ma si limita a raccontare il percorso fisico e mentale dei due protagonisti concentrandosi
01:19sul lento approfondirsi della loro conoscenza e sul passato e le origini della piccola Laura.
01:25In ogni caso siamo di fronte a un film molto più convencente del recente X-Men Apocalypse
01:30che ci lascia molte domande e curiosità sui possibili sviluppi della saga.
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