00:00La presenza femminile nelle professioni o nelle istituzioni non è una questione di
00:05quote. È il segno di una Repubblica che riconosce e valorizza tutte le energie
00:10migliori di cui dispone. La Repubblica ha dato molto alle donne. Le donne hanno
00:17dato molto alla Repubblica e l'equilibrio non è ancora alla pari.
00:23Guardando al futuro, la nostra Repubblica deve continuare a valorizzare il ruolo
00:28delle donne, abbattendo gli ostacoli che tuttora ne limitano le potenzialità, il divario salariale,
00:36la scarsa presenza nei ruoli apicari delle aziende, la violenza di genere, la conciliazione tra
00:42vita e lavoro. Una società che investe nelle donne diventa, oltre che più equa, più forte,
00:52più innovativa, più dinamica. Tutti i fattori indicano che l'economia cresce con il lavoro
00:59femminile e con esso si accresce la qualità complessiva della vita.
01:05Promuovere politiche che favoriscano l'inclusione, la formazione, la leadership femminile,
01:11sostenere la maternità senza penalizzazione di carriera, sono fattori fondamentali per
01:19il futuro della nostra Italia. Per tutti questi aspetti, per il valore di questa storia, appare
01:27ed è paradossale doversi occupare sovente di violenza di genere. Eppure, purtroppo, è
01:35necessario. L'impegno di civiltà di consegnarla al passato non richiede soltanto il rafforzamento
01:44delle norme di legge e degli strumenti di tutela, ma richiede soprattutto di depurare
01:50gli animi da una mentalità distorta, che si alimenta di atavici pregiudizi e di ignoranza
01:58colpevole.
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