00:00A Flero abbiamo rilevato tutti i segnali che ci indicano la presenza di un'organizzazione
00:05indranghetistica. Sono le parole del commissario Marco Borrello, sentito ieri mattina a Palazzo
00:11di Giustizia, nell'ambito del processo per concorso esterno in associazione mafiosa a
00:16carico di alcune delle persone arrestate o indagate con l'operazione Tuono, che aveva
00:20azzerato una presunta locale di indrangheta che faceva capo a Stefano e Francesco Tripodi.
00:26Per l'investigatore, i tre più rilevanti elementi per capire se in un territorio si sia radicata
00:31la criminalità organizzata sono il rapporto con la casa madre in provincia di Reggio Calabria,
00:36il sostentamento dei carcerati e delle loro famiglie e l'assenza di denunce o querele nei confronti
00:41degli appartenenti al gruppo. Rispondendo alle domande dei pubblici ministeri, Francesco Carlo
00:46Milanesi e Teodoro Catananti, il poliziotto ha spiegato di aver rilevato dalle intercettazioni
00:52ambientali e telefoniche un pellegrinaggio di imprenditori e professionisti nel capannone
00:57di Stefano Tripodi a Flero. L'investigatore ha poi spiegato nel dettaglio quelli che secondo
01:02le indagini sono i collegamenti e i rapporti dei due con il clan Alvaro e la cosca Mancuso,
01:08citando nomi di soggetti collegati a queste organizzazioni e già condannati per associazione
01:13mafiosa e che sarebbero stati intercettati nell'azienda dei Tripodi. Nel corso del controesame
01:18i difensori degli imputati hanno confutato i collegamenti fatti dagli inquirenti, chiedendo
01:23senza per il momento ottenerli alcuni specifici riscontri diretti ad episodi e contatti citati.
01:29Il processo, che vede coinvolta anche Suoranna Donelli e l'ex consigliere comunale di Brescia,
01:34Gianfranco Acri, riprenderà il 17 marzo.
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