Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 1 giorno fa
VENANZIO_150ANNI_pt5

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:18Piena anche per gli olivi quell'annata, piante massaie cariche l'anno avanti avevano raffermato
00:24tutte a dispetto della nebbia che le aveva oppresse sul fiorire. Lo zirafa che ne aveva un bel giro nel
00:31suo podere, prevedendo che le cinque giare vecchie che aveva in cantina non sarebbero bastate a
00:37contenere tutto l'olio, ne aveva ordinata una sesta più capace. Al tappetto d'uomo, bella panciuta
00:45maestosa che fosse delle altre cinque, la badessa. 20 ottobre 1909 il Corriere della Sera pubblica in
00:56terza pagina la giara di Pirandello perché da sempre il Corriere della Sera ospita le grandi
01:05firme del nostro paese, dalla nascita, dal 1876. Pensate che quando c'è la prima expo a Milano
01:12nel 1881 a fare da indiato speciale per raccontare l'evento che avrebbe cambiato,
01:18l'immagine, il volto, la storia della città, da un signore che si chiamava Edmondo Diamicis.
01:24Ma facciamo un salto, arriviamo al 1975, precisamente il primo febbraio, quando Pierpaolo Pasolini,
01:34scritto i corsari, scrive questo in prima pagina sul Corriere.
01:39Il regime democristiano ha avuto due fasi assolutamente distinte, che non solo non si
01:44possono confrontare tra loro, implicandone una certa continuità, ma sono diventate addirittura
01:50storicamente incommensurabili. La prima fase di tale regime è quella che va dalla fine della
01:56guerra alla scomparsa delle lucciole. La seconda è quella che va dalla scomparsa delle lucciole
02:01oggi. Ed è sempre stato così nella storia del nostro giornale. Abbiamo citato Giade Amicis,
02:10Pirandello e adesso Pasolini. Pensate che quando Dino Buzzati arriva in Cronaca di Milano,
02:17scrive subito un appunto. Prima o poi si accorgeranno che sono un cretino. Naturalmente non era così.
02:23Lo stesso Buzzati, poiché trascorre queste lunghe lunghe notti aspettando la notizia in Cronaca di
02:30Milano, ha l'idea per scrivere poi niente di meno che il Deserto dei Tartari, dove l'ufficiale drogo
02:37attende i nemici che non arrivano mai. Buzzati sarebbe stata una firma del Corriere per decenni
02:44addirittura. Pensate che lui che nel 49 va a bussare alle porte del prete subito dopo la strage di
02:52superga e in quella nebbia apocalittica racconta il destino del grande Torino e in sottofondo il
02:58destino di tutti noi. Ed è sempre Buzzati che era già diventato un mito del giornalismo e dell'editoria
03:07e della narrativa italiana che quando si inaugura la prima linea della metropolitana il primo novembre
03:13del 64 va a fare un pezzo da cronista, naturalmente immaginifico, come solo lui sapeva fare. E poi
03:21e poi lungo questo scalone che è all'ingresso del Corriere della Sera nel palazzo del 1904,
03:29noi abbiamo raccolto tutte le fotografie con delle didascalie dei grandi che hanno firmato
03:37in 150 anni di storia sulle pagine del Corriere. E quindi ogni mattina entrando è come se avessimo
03:43davanti a noi, di fronte a noi, la storia del giornale e la storia d'Italia. Più su, al primo
03:49piano,
03:49c'è anche questa immagine straordinaria di Eugenio Montale che dialoga con l'UPUPA, foto meravigliosa
03:56di Juliano Lucas. Pensate che Montale entra al Corriere della Sera perché viene assunto dal Corriere
04:04nel 1948 e proprio il suo primo giorno di lavoro muore il Mahatma Gandhi. Lui è nella stanza del direttore
04:12per salutarlo, per dire se non è arrivato, e il direttore Guglielmo Emanuele dice
04:16«Ah, Montale, ben arrivato, scriva lei il pezzo che ricorda il Mahatma Gandhi». E questo è il suo ingresso
04:22al Corriere della Sera. Da quel momento in poi, come redattore della cultura e come critico musicale,
04:27scriverà appunto per anni e anni. Anche nel periodo in cui riceve il premio Nobel, 1975,
04:34fino alla sua morte nel 1981, e ci sono anche un po' di aneddoti e qualche debolezza sulla storia di
04:41Montale al Corriere. Pensate che a un certo punto Montale è l'unico nella storia che riesce a leggere
04:47in anteprima il suo coccodrillo, praticamente lo ruba dall'archivo. Il coccodrillo è il pezzo scritto
04:52in previsione della scomparsa di un grande personaggio. E un po' si arrabbia e si lamenta con il direttore
04:58dicendo che in quel coccodrillo manca la dovuta lacrima che naturalmente fu aggiunta.
05:06C'è anche una poesia di Montale che cita via Solferino. È una poesia del 1971, perché nelle pausi
05:13di lavoro Montale scriveva qui, in Solferino, i suoi versi. «Piove sulla gazzetta ufficiale,
05:20qui dal balcone aperto piove sul Parlamento, piove su via Solferino, piove senza che il vento
05:27smuova le carte». È impossibile citare tutte e tutti, è un'impresa davvero disperata.
05:33Però un posto d'onore per Oriana Fallaci. Possiamo ricordare tantissime cose, ma è indimenticabile
05:39la sua intervista del 26 settembre del 1979 all'Ayatollah Khomeini. Durante questo dialogo
05:46a un certo punto la Fallaci perde la pazienza e con questo gesto che è rimasto nella storia
05:51si strappa il velo e dice «basta con questo cencio da Medioevo». Nei momenti tragici
05:57della storia d'Italia e della storia del mondo, poi le grandi firme sono sempre scese
06:01in campo. Pensate, quando finisce la prima guerra mondiale, l'annunzio nel 18 scrive
06:06sul Corriere, il famoso editoriale, della vittoria mutilata che poi purtroppo non ci
06:11avrebbe portato fortuna negli anni a seguire. Dopo l'11 settembre 2001, momento terribile
06:19nella storia dell'umanità, Oriana Fallaci, dopo anni e anni di assenza, convinta da Perruccio
06:26de Bortoli e da Alessandro Cannavò, torna a scrivere sulle pagine del Corriere della Sera.
06:31La rabbia e l'orgoglio resta un testo fondamentale di quella stagione e Fallaci invita l'Occidente
06:39a reagire, a rispondere all'aggressione anche con forza e con una nuova vitalità. Le risponde
06:46sempre sulle colonne del Corriere della Sera, un'altra straordinaria firma, Tiziano Terzani,
06:51che ha raccontato l'Oriente per il nostro giornale. Terzani invece sosteneva che solo
06:56dalla convivenza tra cultura e civiltà potesse nascere un mondo migliore e diverso.
07:03Da Edmondo di Amicis, che già nel 1881 ci racconta la prima expo della storia di Milano,
07:09ai giorni nostri, con Claudio Magris, con Dacia Maraini, con Paolo Giordano, con Sandro
07:14Veronesi. Le scrittrici e gli scrittori ogni giorno, ogni settimana, sono sulle nostre
07:19pagine del Corriere, della cultura, della lettura e raccontano il mondo dal loro punto
07:24di vista. È un tuffo nella storia e naturalmente anche una consapevolezza per il nostro presente.
Commenti

Consigliato