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  • 10 minutes ago
“La conoscenza e l’informazione sono fondamentali per affrontare la malattia, che generalmente presenta situazioni emotivamente complesse. L’obiettivo infatti è imparare a riconoscere i segnali di cedimento per capire come gestirli. In queste situazioni i chatbot possono aiutare perché rispondono al bisogno dell’essere umano di essere ascoltato e non giudicato: è fondamentale quindi iniziare ad usarli sia da chi fa informazione sia da chi fa il medico per imparare a usarli nella maniera corretta.” Così Beatrice Mautino, Biotecnologa e divulgatrice scientifica Frame – Divagazioni scientifiche, in occasione della quarta edizione del Learning More Festival, che si è svolta a Modena da venerdì 20 febbraio a domenica 22 febbraio.

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Transcript
00:04Negli ultimi tempi una delle preoccupazioni più grandi anche di dibattito, più più grande in
00:09ambito salute e comunicazione, è quello del ricorso HGPT e i tanti strumenti di intelligenza
00:16artificiale per avere delle risposte e c'è stata molta preoccupazione su questo fenomeno. In
00:22realtà noi abbiamo sempre cercato informazioni prima sull'enciclopedia medica, poi su Google,
00:29adesso lo facciamo con questi chatbot di intelligenza artificiale. Chiaramente è diverso rispetto a una
00:36volta perché questi chatbot inventano delle risposte, sappiamo che non sempre corrispondono
00:43alla realtà, a differenza magari di un'enciclopedia che aveva comunque una forma ben strutturata,
00:50però rispondono a un bisogno e se noi andiamo a vedere qual è questo bisogno vediamo che è il
00:55bisogno di essere ascoltati, di avere delle risposte in fretta, magari anche di avere qualcuno
01:02che non ti giudica se fai delle domande magari sciocche, magari semplici e quindi questi strumenti
01:10dovrebbero essere utilizzati di più anche dai medici, anche da chi come noi fa informazione
01:17proprio per insegnare ad usarli nella maniera più corretta. La pandemia è stata probabilmente
01:24il periodo in cui abbiamo toccato più da vicino sia che cosa vuol dire incertezza perché non
01:31sapevamo niente, era un virus nuovo dovevamo ancora conoscerlo, ma abbiamo toccato da vicino
01:36anche la scienza, come funziona e abbiamo capito per la prima volta forse che la scienza è un processo
01:44che è fatto di errori, è fatto di revisioni, è fatto di strade sbagliate che poi magari tornano
01:52sulla strada principale. Questa cosa l'abbiamo vista nella pandemia, non siamo stati ancora capaci
01:59di cogliere quegli insegnamenti e di trasformarli per cercare di dare degli strumenti alla popolazione
02:07per comprendere l'incertezza. Forse a distanza di ormai qualche anno, visto che anche i sentimenti
02:15si sono un po' sedimentati, questo potrebbe essere un buon momento per riprendere quelle cose e ricominciare
02:21a vari livelli istruzione, medicina e informazione. Nessuno è immune, anche la persona più razionale
02:30del mondo, ammesso che esista una persona veramente irrazionale, anche chi ha una formazione scientifica,
02:37chi lavora nel mondo della scienza ha comunque dei momenti di cedimento, ha dei punti deboli
02:45e in questi punti deboli, in queste crepe si insinuano i truffatori, si insinuano le promesse
02:51magari un po' miracolose, si insinua la tentazione di voler avere delle risposte che plachino l'ansia,
02:59che plachino la paura. Ovviamente se si parla di malattie parliamo di situazioni che sono molto
03:05emotivamente complicate, no? E quindi l'obiettivo non è tanto quello di eliminare questi abbagli,
03:16di eliminare il baratro, come lo chiamo nel mio libro, perché non è possibile farlo.
03:21Quello che possiamo fare come società è di disseminare il nostro percorso di strumenti,
03:29di appigli in qualche modo che ci permettano di riconoscere che stiamo cadendo nel baratro
03:35e magari non cadere proprio giù in fondo, no? Fermarci prima e riuscire ad uscire. Quindi
03:41accettare che siamo umani e che quindi possiamo sbagliare, possiamo cadere, possiamo scivolare
03:46e trovare il modo di salvarci un po' la caduta.
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