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Trascrizione
00:07Ogni azienda italiana nasce da una storia, una mano che insegna, una visione che cresce,
00:12un'eredità che passa di generazione in generazione. Oggi quella storia cambia forma,
00:17le nuove generazioni stanno ridisegnando il futuro dell'abitare. Questa è la loro voce.
00:39Maria Porro, nata a Como nel 1983, è direttore marketing e comunicazione di Porro,
00:45marchio storico del design italiano fondato dal bisnonno Giulio nel 1925. Nel 2014 entra stabilmente
00:52nell'azienda di famiglia fino ad assumere il ruolo attuale con un'attenzione prioritaria verso lo
01:00sviluppo sostenibile. Laureata in scenografia all'Accademia delle Belle Arti di Brera, ha lavorato
01:04nel mondo del teatro, dell'arte e dei grandi eventi come progettista, coordinatrice e curatrice.
01:11E dal 2021 è anche presidente del Salone del Mobile di Milano. Benvenuta Maria, grazie per essere qui con noi.
01:18Grazie a te. Allora Maria, in questo salotto parliamo di passaggi generazionali all'interno
01:26delle grandi aziende del design italiano. Per molti entrare in azienda significa di fatto entrare
01:31un po' nella propria storia, per altri invece significa scegliere un po' consapevolmente
01:36di portare avanti un'eredità e un destino. Cos'è per te Porro e quando è stata la prima volta
01:44in cui hai sentito davvero l'azienda come casa, come casa tua?
01:48Ma allora, io devo dire che sono cresciuta anche da bambina entrando in produzione. Io ho
01:56dei ricordi fortissimi di mio nonno che è ancora quel tipo di imprenditore che lavora sulle
02:02macchine e poi guarda i conti e viaggia all'estero per parlare con i clienti. Quindi ho dei ricordi
02:09fortissimi di mio nonno Carlo che seleziona i legni. Ho dei ricordi fortissimi di mio padre
02:18che porta i primi computer in azienda. Mi ricordo di essere stata seduta sulle sue ginocchia
02:22mentre progettava coi primi sistemi CAD. Quindi devo dire che per me l'azienda è sempre stata
02:28parte della mia vita, quotidianità. Sono stata molto fortunata nel senso che l'ingresso in azienda
02:37non è stato assolutamente incoraggiato paradossalmente da mio padre, anzi sono stata cresciuta con l'idea
02:45di essere libera da questa responsabilità, possiamo chiamarla, dell'azienda. Quindi scegliere il mio percorso
02:53sia di formazione che poi professionale in modo completamente libero. Quindi per tornare alla tua domanda
03:00è sempre stata casa per un periodo piuttosto lungo in cui ho lavorato, ho studiato e ho lavorato
03:09dieci anni in un mondo a fine ma che non è lo stesso, quello del teatro, grandi eventi, arte come
03:14dicevi prima
03:15paradossalmente non era più casa perché io ero da un'altra parte. Quindi io quando tornavo e entravo in azienda
03:21per me non era più casa. È tornata a essere casa dopo un po' di tempo in cui ho lavorato
03:28dentro
03:28perché io penso che il rispetto nei confronti delle persone che lavorano in azienda sia prioritario,
03:35nei confronti anche dei soci che compongono la compagine aziendale sia fondamentale.
03:42Quindi ho cercato quando ho deciso di interessarmi all'azienda attivamente di fare un passo alla volta,
03:48entrare in punta di piedi e capire innanzitutto se io potevo dare qualcosa.
03:53Quanto il tuo lavoro precedente, quindi come scenografa, tu ti sei occupata anche di Olimpiadi eccetera,
04:00quanto ti ha aiutato nella tua seconda vita lavorativa?
04:06Per me è stato fondamentale, nel senso che fare la gavetta davvero, quindi cominciare da zero in un mondo
04:18in cui non conosci nessuno, per me è stata una palestra fondamentale, professionale anche di vita.
04:26Lo dico sempre, il teatro in particolare è un luogo dove il lavoro di gruppo è l'unica via
04:35e questa è una scuola incredibile che vale poi per tutti gli ambiti in cui si va a operare.
04:44Tu cos'è i redditi davvero? Perché non si tratta in realtà solo di un'azienda,
04:48i redditi, un po' lo dicevi prima, anche un senso di responsabilità nei confronti di tutte le persone che lavorano,
04:54ma anche un po' un codice estetico e umano, no?
04:57Sì, è vero, io penso che la Porro abbia saputo in questi più di cento anni, cento uno anni di
05:06storia,
05:07mantenere come un filo rosso, innanzitutto di rispetto per la materia, prima, di elezione, che è il legno,
05:15e in generale per tutte le materie.
05:19E quindi questa parola responsabilità, rispetto, mi viene da dire, è il valore al centro della nostra azienda.
05:25Quindi io il reddito è questo rispetto per la materia, per le persone, per i processi produttivi,
05:30anche per il prodotto, la longevità del prodotto.
05:36Il reddito è anche un certo rigore, una chiave estetica che è fatta di purezza, sottrazione, essenzialità.
05:45Sono molto fortunata perché sono cresciuta in questo mondo,
05:51vedendone i meccanismi da dentro fin da piccola.
05:54Mi ricordo un Piero Lissoni dietro la macchina fotografica che sistema i tulipani in un vaso.
05:59Quindi questa sensibilità, che si fa fatica a descrivere a parole, l'ho vissuta.
06:06Quindi le cose si imparano meglio quando le vivi.
06:09E ho questa grande fortuna e responsabilità, ecco, perché penso che ci sia un valore da portare avanti.
06:18Senti, nel tuo ruolo tu ti sei trovata a prendere decisioni importanti, immagino fin da subito.
06:25Quale è stata, te la ricordi, la prima in assoluto, dove magari ti sono anche un po' tromate le gambe?
06:29Sì, io sono stata mandata a fare delle cose, no?
06:32Allo sbaraglio?
06:33Sì, ma lo sbaraglio, ma anche, forse perché sapevano che per dieci anni facendo, appunto, ero abituata a vai, no?
06:41Mi ricordo una volta, vai e prova un costume di led al corpo di ballo dei cosacchi di Krasnodar, ecco.
06:49Io da sola su quest'aereo, quindi ero abituata alle missioni impossibili.
06:57La prima cosa grande che ho fatto è stato aprire il negozio di Hong Kong, della Porro.
07:04Poi, vabbè, c'è stata tutta una rivoluzione Hong Kong, quindi, diciamo, le geografie cambiano.
07:09Ma mi ricordo benissimo di questo progetto fatto dallo studio Lissoni, da Lissoni,
07:16con un giovanissimo Stefano Giussani, io e lui, a gestire questa apertura,
07:24girare i flower shop e i negozi vintage di Hong Kong alla ricerca dell'oggettistica.
07:30Però era il primo grande passo dell'azienda in questo senso,
07:33quindi lì mi ricordo anche una soddisfazione molto grande nel vederlo poi aperto e funzionante per tanti anni.
07:40Quindi le decisioni sono tante a cui si è messi di fronte.
07:47Devo dire che c'è sempre molto dialogo in azienda, anche con mio papà,
07:54quindi non sono mai stata lasciata sola, abbandonata a me stessa.
08:00Però il fatto di saper trovare delle soluzioni in momenti di difficoltà, penso sia fondamentale.
08:10Senti, prima parlavi del rapporto con tuo papà in azienda.
08:14Che tipo di rapporto c'è con la generazione precedente?
08:18Quindi dialogo, immagino anche scontri a volte, no?
08:21Sì, sì, sì, dialogo e scontro per forza, ma penso che lo scontro sia positivo.
08:26Vuol dire che ci sono delle istanze nuove che vengono avanti e che in qualche modo passano il vaglio di
08:33chi è lì da tanto tempo.
08:34E questo vaglio è importantissimo perché ci sono delle intuizioni che la nuova generazione porta, che possono essere giuste.
08:40Quelle più giuste sono quelle che superano anche la conflittualità iniziale.
08:47Per cui la compagine societaria ha diversi soci, c'è mio papà, ma poi ci sono i miei cugini, che
08:55sono della generazione di mio papà, con cui abbiamo un bellissimo rapporto.
08:59E poi ci sono i miei cugini che sono entrati, che sono dei ventenni, tutti più giovani di me.
09:06Sono felicissima che ci siano anche loro.
09:09E il rapporto di scontro, lo dicevi tu, sì c'è, la discussione anche accesa avviene, specialmente prima del salone
09:18perché è il momento in cui poi si presentano le novità, si portano i nuovi prodotti.
09:23Noi poi siamo un'azienda che rischia anche molto sul prodotto, quindi a volte un po' di nervosismo, le cose
09:30non arrivano, ci sono i ritardi.
09:32Quindi le sfide in quel senso sono tante, però c'è sempre discussione.
09:39Ecco, abbiamo lanciato la linea di divani e mi ci sono voluti quasi cinque anni a convincerli che potevamo fare
09:46i divani.
09:47Alla fine!
09:49C'è tempo per tutto.
09:50C'è tempo per tutto, no.
09:51Però le decisioni maturano nel tempo e se convintamente supportate da delle ragioni si portano avanti penso che fa parte
10:02dell'evoluzione dell'azienda.
10:03Mio padre montò il primo sistema di nascosto nel sottoscala da suo papà con l'aiuto dello zio connivente di
10:11questa nuova avventura di provare i sistemi modulari.
10:14Oggi l'azienda è leader proprio nella produzione di sistemi architetturali, li chiamiamo oggi, quindi tanti cambiamenti passano attraverso queste
10:24sfide.
10:25Senti, è una cosa che hai voluto cambiare subito quando sei entrata in azienda e invece è una cosa che
10:30hai deciso di proteggere, di conservare.
10:34Ma allora, proteggere e conservare, devo dire che a volte c'è la tendenza da noi, proprio perché c'è
10:41questa ricerca continua del prodotto, dell'evoluzione, magari i prodotti che si sono stati pensati di tempo fa di toglierli,
10:51no?
10:51Invece adesso c'è questa tendenza delle riedizioni.
10:54Uno degli sforzi maggiori che faccio, quando si decide se toglierlo un prodotto di produzione o tenerlo, a volte è
11:04di combattere con la generazione precedente, che è quasi più facile nel togliere.
11:12E quindi c'è stato qualche scontro nel dire no, questo pezzo ha un significato, è una milestone per l
11:20'azienda, ha cambiato anche il punto di vista del design in generale, quindi va tenuto perché ha un significato per
11:26noi, no?
11:27A cosa ho cambiato? Da subito niente. No, io non penso che si possano fare subito dei cambiamenti, quindi ho
11:37sempre cercato di ascoltare molto.
11:41E capire se c'erano dei cambiamenti che erano già in essere e che potevano essere spinti ancora di più.
11:47La nostra azienda, dicevi prima, rispetto alla sostenibilità, adesso questa è una parola abusata, però al rispetto in generale, in
11:55modo molto naturale, ha sempre fatto grandi investimenti.
11:59Nel 2000 costruiamo una fabbrica che lavora in luce naturale, quindi 26 anni fa ormai.
12:06In tempi non sospetti.
12:06In tempi non sospetti. Il primo impianto fotovoltaico è più o meno parallelo, quando nessuno faceva investimenti in fotovoltaico e
12:14non c'erano nemmeno gli incentivi, quindi c'era già una visione.
12:17Nel 2018 cambiamo il metodo produttivo e quindi passiamo da una produzione standard a una produzione che è completamente lean,
12:27come metodo lean nato in Toyota, quindi l'idea che tu non hai scorti di magazzino.
12:32Ecco, per esempio, abbracciare completamente questa scelta è un cambiamento che era già in atto e che io ho contribuito
12:40ad accelerare, ma insieme a tutti.
12:48Il design è, insomma lo stiamo raccontando, di fatto una lingua che cambia un po' accento, cambia sfumatura di generazione
12:55in generazione.
12:57Alcune parole però restano le stesse. Cura, ne hai parlato tu, materia, equilibrio.
13:02Qual è il progetto che più ti rappresenta? Forse i divani.
13:08Per esempio la collaborazione con Nautamura è una cosa che io ho voluto fortemente.
13:14Mi ricordo di essere stata al Salone Satellite quando lei portò per la prima volta questo piatto che era una
13:22foglia in silicone per cucinare gli alimenti.
13:26Prendeva ispirazione dal tradizionale metodo orientale di avvolgere i cibi nelle foglie e lo reinventava come un progetto di design
13:34molto sostenibile.
13:35Avevo trovato questo approccio bellissimo, molto delicato, tantissimi anni fa e lei mi è rimasta qua.
13:45Quando le nostre vite si sono incrociate mi è venuto naturale chiederle di fare qualcosa insieme e lei ha disegnato
13:54Origata,
13:55che tra l'altro adesso è candidata al composto d'oro, quindi che è un oggetto che incarna tutti quelli
14:03che sono i principi della mia azienda,
14:07i valori della mia azienda, quindi l'essenzialità, il rispetto per la materia, perché è studiata come un kimono per
14:14ottimizzare la lastra di metallo,
14:16le lavorazioni che apparentemente sono semplici ma invece nascondono una complessità,
14:22il fatto che ogni dettaglio è curato e non c'è un dettaglio che non sia necessario,
14:28quindi il decorativismo per noi è proprio una cosa che non ci appartiene.
14:34Quindi tutti questi approcci, è un progetto che ho seguito io direttamente, è un oggetto, però è un oggetto che
14:42mi rappresenta.
14:43Penso che rappresenti benissimo la mia azienda ma rappresenta benissimo anche me, quindi ti cito quello.
14:50Adesso ti faccio una domanda che in realtà potrei fare a qualsiasi imprenditore in Italia.
14:59Cosa vuol dire oggi innovare ma rispettando la tradizione?
15:05Penso sia la sfida del Made in Italy in generale.
15:08Innovare penso che significhi intercettare i cambiamenti anche sociali, perché ci occupiamo di case, di luoghi,
15:18quindi penso che l'innovazione passi attraverso l'ascolto e la comprensione dei cambiamenti anche a livello sociale.
15:26Penso che l'innovazione passi attraverso un dialogo culturale, quindi tante delle innovazioni che noi abbiamo portato avanti in azienda
15:33sono nate dalla comprensione di culture che magari erano anche lontane.
15:39L'innovazione penso che passi attraverso la semplificazione dei processi senza perdere la capacità di gestire la complessità,
15:49quindi fare le cose meglio senza perdere tutti i livelli che lo comprendono.
15:58L'innovazione e la crescita devono per noi, devono tenere conto di quelli che sono i valori al centro,
16:06comprometterli non ci interessa, non ci interessa cambiare DNA,
16:14noi siamo molto legati a questa dimensione del rispetto e della qualità e della cura.
16:21la luce, l'integrazione della luce, il LED per noi è stato rivoluzionario,
16:26oggi i nostri mobili sono degli elementi illuminanti che contribuiscono a creare l'atmosfera,
16:31dove il controllo della luce ha la stessa qualità di quella che c'è in un museo,
16:36questa innovazione, il metodo Lean, quindi produrre qualcosa che prima potevi fare solo come artigiano,
16:43con un sistema industriale altamente avanzato, non significa solo comprare dei macchinari,
16:48ma disegnare dei macchinari a quattro mani con chi produce macchinari,
16:51inventare dei software che ti permettono di fare quello.
16:54È un equilibrio veramente sottile.
16:56Molto sottile, molto sfidante, soprattutto oggi in cui la lotta anche dal punto di vista commerciale,
17:05sul prezzo, trasferire il perché, c'è un certo prezzo e cosa c'è dietro,
17:12questo tipo di approccio è molto importante,
17:15far capire che quel prodotto ti permette una longevità nel tempo, una durevolezza.
17:22Ma soprattutto far capire che per fare quel prodotto ci sono volute tot tempo, tot money, tot persone.
17:30E che per farlo così tu devi investire appunto sulla formazione.
17:34Quando i ragazzi stanno nella scuola tecnica,
17:37allora dopo arrivano da te che sono in grado di portare avanti una certa qualità.
17:42Secondo te è questa l'essenza del Made in Italy?
17:45Io penso sì, che l'essenza del Made in Italy passi proprio attraverso questa,
17:51come dire, un imprenditore, una classe imprenditoriale
17:55che oltre a avere la capacità di intercettare le nuove sfide creative,
18:02ha anche la capacità di mantenere una relazione col processo produttivo.
18:07E in questa relazione, che da un lato ti porta a inseguire il sogno creativo
18:14e dall'altro ti porta a trovare il modo di realizzarlo,
18:19mettendoci tu le mani,
18:21penso che la chiave del Made in Italy sia in questo.
18:27Senti, ci hai raccontato in questi minuti insieme come è nata e come sta cambiando
18:32la tua azienda di famiglia, anche i rapporti con generazioni precedenti
18:37e i tuoi cugini, quindi insomma stessa generazione,
18:40perché hai chiarito bene che non è solo un lavoro del singolo,
18:43ma è il lavoro del team e questo è chiarissimo.
18:49Se tu devi immaginare, tu hai dei figli, no?
18:51Se tu devi immaginare di lasciare un'eredità alle generazioni che verranno,
18:58quale sarà la tua eredità?
19:00Ma io spero un'eredità di tipo culturale,
19:03cioè io non credo nell'eredità materiale,
19:07penso che la cosa più importante sia l'eredità culturale.
19:13Io ho un sogno nel cassetto è che come Munari facevo i laboratori per i bambini
19:20e ho avuto la fortuna di incrociarlo nella mia vita,
19:23che anche i bambini delle scuole primarie,
19:28ma anche prima, anche alla materna,
19:31il design, la creatività,
19:35adesso design thinking,
19:37quella cosa lì che noi abbiamo nella cultura,
19:40ecco il mio sogno è che sia quella l'eredità che lasciamo.
19:45Ti faccio un'ultima domanda perché non posso non fartela.
19:49Sono cinque anni che tu sei presidente del Salone del Mobile,
19:52peraltro un quinquennio non facile,
19:54possiamo dirlo, tra Covid, insomma la situazione di oggi, eccetera.
20:02Che cosa della tua leadership,
20:04del tuo approccio al lavoro hai portato al Salone?
20:10Beh, io porto me stessa,
20:11quindi un po' tutto quello che ho detto prima.
20:16Io penso che sia una grande fortuna quella del Salone del Mobile
20:19di avere come presidenti,
20:21e non parlo solo di me,
20:22ma anche di tutti quelli che mi hanno preceduto,
20:24degli imprenditori.
20:25e quindi la possibilità con ogni presidente
20:28di vivere il punto di vista di un'impresa,
20:32di un'azienda che poi partecipa al Salone del Mobile,
20:35quindi capire da dentro le esigenze.
20:38Quindi io spero di aver contribuito a questo processo
20:41che da 60 anni guida il Salone del Mobile,
20:44cioè di mettersi a servizio di un settore,
20:48intercettarne i cambiamenti, le esigenze,
20:51per tempo, anzi un po' in anticipo sui tempi.
20:55Io spero di aver lasciato questo.
20:59Lascio un Salone che ha una ISO 20.121,
21:03quindi lascio un Salone che ha l'obbligo
21:05tutti gli anni di migliorare le proprie politiche di sostenibilità
21:08e sicuramente un team di cui sono molto fiera,
21:15perché anche lì è un lavoro di squadra
21:17in cui abbiamo creato una divisione digitale
21:23che prima praticamente non c'era,
21:26in cui abbiamo lavorato sul programma culturale
21:29che prima c'era ma non in modo così strutturato,
21:33in cui stiamo lavorando grazie a un'eredità
21:36che io ho ricevuto sul Salone fuori dall'Italia
21:40con l'Arabia Saudita, la Cina e prima insomma
21:43era qualcosa che veniva fatto e su cui rilanciamo.
21:48Quindi io penso che sia 5 anni o sicuramente,
21:52se penso gli ultimi 5 anni, molto impegnativo,
21:56dove però la spinta anche al rinnovamento,
21:59al cambiamento da dentro,
22:01intercettando di nuovo qualcosa che c'era già,
22:05delle sensibilità che c'erano già,
22:07sostenendole, aiutandole, implementando quelle persone giuste,
22:11io sono molto grata anche e contenta
22:16di quello che posso aver dato, portato,
22:20di quello che anche ho ricevuto e sto ricevendo
22:24da questa collaborazione.
22:26Tutti mi dicono la prima donna, la prima donna,
22:29sì sicuramente la prima donna,
22:31però anche questo è abbastanza...
22:32cioè il binomio giovane e donna.
22:36Sì, ecco sì, probabilmente quello.
22:39Prima mi hai chiesto cosa hai fatto in azienda,
22:41beh, abbiamo fatto la certificazione della parità di genere,
22:43che tutti mi dicevano ma non serve a niente.
22:46Bene, abbiamo incrementato il numero delle donne
22:48in produzione dopo la certificazione della parità di genere.
22:51Quindi piccoli semi,
22:57o che poi sono semi di cambiamento,
23:00però un semi se lo butti in un terreno che non è fertile
23:03non cresce.
23:04Quindi ho la fortuna al salone,
23:07e poi nella mia azienda,
23:08di avere un terreno estremamente fertile
23:10dove i semi, se sono quelli giusti,
23:13e vengono innaffiati bene, curati bene,
23:16attecchiscono.
23:17Quindi spero di aver portato questo.
23:22Le sfide sono tantissime,
23:25però insomma anche un po' integrità dei valori
23:28per me è fondamentale.
23:30Però ho trovato davvero persone intorno a me
23:32che hanno lo stesso approccio.
23:34Di nuovo sempre questa idea di squadra, no?
23:36Assolutamente, non si fa niente da soli.
23:39Anche le sfide più grandi dietro,
23:41anche le singole sfide di un singolo
23:44dietro hanno sempre qualcuno,
23:47un gruppo,
23:48e poi un evento gigantesco come
23:50il Salone del Mobile,
23:51che è un evento collettivo
23:52perché è uno mai fatto da tanti,
23:55proprio nella sua natura,
23:57la squadra.
23:58La squadra.
23:59Bene, grazie allora Maria Parro,
24:01grazie mille per essere stata con noi.
24:03Grazie a te.
24:10Ogni generazione non conserva
24:12solo ciò che riceve,
24:13ma lo reinventa.
24:14E in questo momento il design italiano
24:16continua a respirare, cambiare e a sorprendere.
24:19Vi aspetto alla prossima puntata
24:20di The New Era of Design,
24:22storie di design, visione e cambiamento
24:25nel design italiano.
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