00:03Sperimentazione sia fisica che sonora, distanza, ricerca di contatto e comunicazione, possibile o impossibile, dipende, forse in futuro.
00:12Potrebbero essere questi gli elementi in comune tra le due produzioni che Teatro Grandi ha voluto unire nella prima serata
00:18interamente dedicata alla danza inserita nel cartellone 2026,
00:22i pianti e i lamenti dei pesci fossili di Anna Maria Aimone, in scena nella sala Borsoni, e Nico, Desert
00:29Shore, Site Specific, di Giovanni Francesco Giannini, ambientate invece nella sala delle scenografie in doppia rappresentazione.
00:36Il lavoro della Aimone, che vede in scena anche Vesa Fernandez, tramite l'idea dei pesci fossili riprodotti sul tappeto
00:43disegnato da Natalia Tribalova,
00:45indaga il rapporto tra vita e morte, un passato lontano e il presente, in uno stratificarsi che ha reso difficile,
00:52se non impossibile, udire le voci delle creature del passato,
00:55che una volta comunicavano gentilmente attraverso la semplice emissione del fiato, ma che oggi, in un mondo occupato dal rumore
01:02assordante dell'uomo, sono costretti a cercare di urlare per farsi sentire.
01:08Appositamente ambientato per la sala delle scenografie, la coreografia di Giannini, Nico, Desert Shore, è ispirata alle musiche dell'omonimo
01:16album della cantante,
01:17attrice e modella tedesca, al secolo Christa Pefgen.
01:21In scena ci sono lo stesso Giannini e Roberta Racis, che si muovono su un quadrato centrale, il pubblico tutto
01:27attorno.
01:28Attraverso movenze per lo più lentissime costruiscono spazi e dimensioni apparentemente vicini, ma in realtà lontanissimi,
01:35che paiono potersi toccare, ma che non lo fanno mai.
01:38La musica e il canto in tutto ciò contribuiscono a creare atmosfere interiori a tratti oscure, essenziali e oniriche,
01:45dove le solitudini non riescono a trovare una connessione.
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