“Mgk”, non più “Machine Gun Kelly”, è il coro che si solleva a questo nuovo passaggio tricolore. A distanza di oltre tre anni dal precedente concerto milanese, il rapper prestato ormai definitivamente al pop rock torna in Italia la sera del 15 febbraio per un unico concerto all’Unipol Arena di Bologna. Da qui riparte il tour di Mgk a supporto del suo ultimo album, “Lost Americana”, uscito lo scorso agosto. Con il recente disco, Machine Gun Kelly ha accorciato il nome e cambiato immaginario: non più chitarre e capelli colorati di rosa, ma riferimenti all’America polverosa delle Marlboro rosse. L’artista, originario di Cleveland, non ha però abbandonato il percorso musicale iniziato con “Tickets to my downfall” del 2020, che segnò il suo passaggio definitivo dall’hip hop alle chitarre, recuperando i suoni ruffiani dai ritmi frenetici che nei primi anni Duemila portarono band come Blink 182 e i Sum 41 ad affermarsi nel mainstream. Con “Lost Americana”, il cantante ha poi scoperto che darsi ai balletti per TikTok è l’ennesima trovata che per lui può funzionare e il pop rock è diventato la sua cifra stilistica più azzeccata per tenere insieme le sue varie anime musicali. Ecco che fin dall’apertura del concerto all’Unipol Arena, Mgk ci tiene a risottolineare la nuova narrazione del suo personaggio. “Tra la polvere di Cleveland e i neon di Hollywood, un ragazzo trovò una chitarra a sei corde sepolta nella pietra. E quando la estrasse, l’aria si spaccò”, si sente dire dalla voce registrata che anticipa l’inizio dello show. “Tutto quello che so è che quell’uomo è nato per suonare a tutto volume, per bruciare il proprio nome nel mito di un Paese che ha dimenticato come si sente davvero”.
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