I numeri raccontano la portata della giornata: novemila aranceri a piedi, 1.600 sui carri, migliaia di spettatori assiepati tra piazze e vicoli. Per due ore e mezza il centro storico è diventato un campo di battaglia simbolico, tra lanci precisi, strategie improvvisate e una pioggia di agrumi che ha colorato di arancione ogni angolo.
Non è solo una sfida, ma un rito collettivo che rinnova l’identità della città e dell’intero Piemonte. La festa è iniziata fin dal mattino con le tradizionali fagiolate nei rioni storici e con la suggestiva cerimonia della “Preda in Dora”, preludio solenne alla battaglia. Poi, il rombo dei carri e l’inizio dello scontro, tra cori, tamburi e applausi.
Commenti