00:04Ecco questa è stata la reazione di chiunque abbia assistito alla finale maschile di pattinaggio
00:09di figura. Mani nei capelli, bocche aperte, un silenzio irreale capace di zittire il forum,
00:15esploso poi di gioia per un ragazzo che incredulo diventa campione olimpico. Non è stata una
00:20semplice gara, è stato uno di quei momenti in cui lo sport ti spezza il fiato e il cuore,
00:24perché l'oro sembrava già scritto. Il nome inciso prima ancora di scendere sul ghiaccio
00:28era quello di Ilya Malinin, il quad god, il dio dei quadrupli. L'unico al mondo capace
00:33di atterrare il quadruplo Axel e di portare sette quadrupli nella stessa esibizione. Il
00:38favorito assoluto insomma. L'oro più scontato di queste olimpiadi. Dopo il programma corto
00:43quel destino pareva confermato, dominio tecnico e primo posto. Sembrava solo questione di formalità,
00:48ma le olimpiadi non sono una formalità, sono il palcoscenico più grande che esista. E
00:53quando milioni di persone ti guardano, la pressione smette di essere un pensiero, diventa
00:57fisica, pesante, ti stringe il petto. Ogni salto non è più solo tecnica. È responsabilità,
01:03è paura di sbagliare, è una trincea psicologica dura come il ghiaccio. E così succede l'impensabile.
01:09Il primo errore sul suo marchio di fabbrica, il quadruplo Axel che diventa singolo. La prima
01:13caduta, poi la seconda. Errore dopo errore sono 72 i punti lasciati sul ghiaccio. Dal primo
01:19posto all'ottavo, fuori dal podio. In un attimo il dio dei quadrupli diventa umano.
01:24I blew it, ho rovinato tutto. Malinin parlerà di una pressione diversa da qualsiasi altra
01:29gara, di pensieri negativi entrati all'improvviso, di sensazioni impossibili da controllare. Ma
01:34mentre il favorito crollava, dall'altra parte qualcuno scriveva la sua favola, Mikhail
01:39Shajdorov. Dopo il corto era indietro, nessuno lo dava vincitore. Nel programma libero pattina
01:44con una calma irreale, salto dopo salto, pulito, preciso. Dal quinto posto al trono. Un oro
01:50storico per il Kazakistan. Il secondo in qualsiasi sport invernale dopo quello di Vladimir
01:55Smirnov nello sci di fondo ai giochi di Lillehammer 94. Un successo che arriva dopo l'unica altra
02:01medaglia olimpica nel pattinaggio per il paese. Il bronzo del 2014 di Denis Sten, tragicamente
02:07ucciso quattro anni dopo, a soli 25 anni. Le lacrime di Shajdorov sono quelle di tutti,
02:12divisi tra il cuore spezzato per chi è crollato e la gioia per chi ce l'ha fatta. Questa è
02:17la
02:17brutalità e la magia delle Olimpiadi. Ma la storia dello sport è piena di cadute che
02:22sembravano definitive e che invece diventano l'inizio di qualcosa di più grande. Nel 2018
02:27Nathan Chen, favorito per l'oro, cadde più volte a Pyeongchang e chiuse quinto. Quattro
02:31anni dopo, tornò e vinse l'oro. O allontanandoci dal pattinaggio, Diego Ippolito, predestinato
02:36all'oro nella ginnastica, crollò due volte, a Pechino 2008 e Londra 2012. Ma ecco finalmente
02:42l'argento a Rio 2016. Se c'è una cosa che questa finale ci ha insegnato è che alle
02:47Olimpiadi non conta quanto sei forte, conta quanto resisti quando tutto il mondo ti guarda.
02:53Ilia Malinin resta un fenomeno, resta l'atleta che ha spostato il limite del possibile, ma è
02:58anche il ragazzo che ci ha ricordato qualcosa di semplice e potente. Anche i più grandi possono
03:03crollare sotto il peso dell'aspettativa e proprio per questo anche i più grandi sono umani.
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