“Un antico proverbio dell’Africa sud-ovest dice: ‘Il futuro è alle nostre spalle, non lo conosciamo, ma il passato si stende davanti a noi come un lungo sentiero luminoso’. La grande saggezza dei popoli tradizionali ci aiuta a entrare in una serie di profonde riflessioni sulla nostra condizione umana, e a scalzare pregiudizi e false conoscenze. I bellissimi oggetti proposti dalla mostra, riprendendo il proverbio citato all’inizio, ci parlano di suggestioni lontane che gli artisti accolgono, ma ancor più del fatto che nell’espressione artistica, popoli tradizionali e artisti contemporanei sono mossi dallo stesso desiderio e impulso di dare corpo a ciò che è negli spazi profondi e segreti dell’animo umano, di ogni animo umano. Proprio perciò è preziosa questa suggestiva occasione, in cui si incontrano vicino e lontano, modernità e tradizioni, in un gioco dell’eternità della bellezza e del senso che ci cattura e affascina”. Con queste parole la Professoressa Giovanna Salvioni, Docente di Antropologia all’Università Cattolica di Milano, accompagna la rassegna culturale.
“In occasione dei lavori di recupero degli spazi sottostanti la Ribo104, è riemersa la pavimentazione originaria dell’antica stalla che, unita alla grotta, è parte integrante dell’edificio del borgo. La datazione degli spazi è riconducibile al XVII secolo. Siamo particolarmente contenti di questo nuovo taglio del nastro che inaugura un rinnovato ambiente espositivo che andrà ad arricchire la proposta culturale della Galleria. Per noi questi oggetti, provenienti dalla fascia del Maghreb, dal Togo, Zaire, Uganda e Kenya, sono testimonianza culturale ed antropologica di nostri viaggi e periodi di convivenza trascorsi in Africa tra il 1980 e il 1995”, spiegano Ambrogio Borsani e Daniela Rigotti, titolari della Ribo104.
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