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  • 2 giorni fa

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Trascrizione
00:05Il sistema bancario italiano arriva in questo 2026 dopo anni di shock tra pandemia, inflazione e tensioni geopolitiche.
00:12Oggi si parla di stabilità e solidità, ma quali sono davvero i rischi e le forze che stanno ridisegnando il
00:19credito in Europa?
00:20Facciamo il punto con Fabio Ianova, ex-president, senior credit officer di Moody's Ratings.
00:26Benvenuto, grazie di essere qui con noi.
00:29Buongiorno Marta, buongiorno a tutti.
00:31Partiamo proprio dal report che avete appena pubblicato sul sistema bancario in Italia, dove viene confermato un outlook stabile per
00:39le banche italiane,
00:40in un mondo però attraversato da tassi in calo, tensioni geopolitiche e nuove incognite macroeconomiche.
00:47Dunque dietro alla parola stabilità, cosa sta davvero cambiando nel credito e nei rischi del sistema dal vostro punto di
00:53vista?
00:55Sì, quando diciamo che ci aspettiamo un sistema stabile per il 2026, cerchiamo di bilanciare gli elementi di debolezza e
01:02di forza del sistema.
01:03Chiaramente ci sono delle tensioni di livello internazionale che pesano inevitabilmente anche sul sistema del credito italiano,
01:11legate a conflitti, legate alle tarifs negli Stati Uniti e quant'altro.
01:18Tuttavia il contesto nazionale, bilanciando questi elementi di debolezza con altri elementi di forza che noi vediamo,
01:26in particolare una ripresa economica molto sostenuta, soprattutto negli anni post-pandemia,
01:32una qualità del credito eccellente e una profittabilità record in Europa.
01:37Le banche italiane sono tra le più profitteboli in Europa, le più solide in Europa a livello di capitale,
01:44tra le più solide.
01:46Ecco, quindi bilanciando questi rischi con i punti di forza che noi vediamo nel sistema,
01:51diciamo che ci aspettiamo un 2026 stabile, ma è una stabilità su livelli molto forti.
01:56Nello specifico Moody's parla di redditività resiliente.
02:01Ecco, quali sono i pilastri che rendono oggi il sistema bancario italiano proprio più solido rispetto al passato,
02:07anche alla luce di quello che stavo accennando poco fa?
02:10Ci sono due elementi, secondo me, fondamentali.
02:14Il primo è un contesto macroeconomico molto più favorevole rispetto agli anni pre-pandemia.
02:20Abbiamo vissuto in Italia molti anni, sostanzialmente dal 2008,
02:25fino alla pandemia di crisi economica molto profonda.
02:30È una crisi economica che ha segnato sicuramente anche famiglie e imprese, ma anche banche,
02:37che hanno visto per esempio i crediti non performing alzarsi moltissimo,
02:42la profittabilità essere molto debole e i livelli di capitale erodersi,
02:46tant'è che abbiamo visto diversi fallimenti bancari.
02:49Negli ultimi anni invece il contesto è cambiato in maniera radicale,
02:52stiamo vedendo un tessuto economico molto più resiliente
02:57e che quindi consente alle banche di avere una qualità del credito molto buona,
03:00quindi con un costo del rischio basso che sostiene la profittabilità.
03:04Inoltre la profittabilità è sostenuta da una struttura di costo che è stata molto snellita.
03:11Secondo me c'è ancora molto lavoro da fare,
03:12ci saranno secondo me altri efficientamenti di costo con un livello di ricavi da margini di interesse
03:20e da commissioni che nonostante i tassi in calo continuano ad essere molto buono.
03:27La crescita stimata del PIL allo 0,8% nel 2026 è sufficiente a sostenere il credito
03:34o stiamo guardando a uno scenario di equilibrio fragile?
03:39È una crescita sicuramente debole, anche se per quello che abbiamo visto in Italia negli ultimi 20 anni
03:48in realtà è sopra la media, in realtà è più o meno allineata a quello che noi definiamo
03:54come il potenziale di crescita del Paese in questo momento.
03:59Diciamo che il credito se troverà una spinta, come io mi aspetto, nel 2026
04:05non verrà tanto dalla crescita economica intesa come crescita del PIL,
04:10verrà piuttosto da fenomeni di M&A anche al velo internazionale,
04:16pensiamo alla crescita che Unicredit per esempio mostra negli altri 12 Paesi in cui opera,
04:21che scordiamo la Russia chiaramente,
04:24mentre invece banche più prettamente domestiche sicuramente faticheranno
04:27un po' di più ad espandere il credito e quindi a sostenere i revenues da net interest income
04:34perché con questi margini, con tassi che tutto sommato si sono stabilizzati a livelli abbastanza bassi
04:41è necessario effettivamente aumentare i volumi per sostenere la profittabilità.
04:46Fermiamoci un attimo sui crediti deteriorati, restano sotto controllo anche grazie al calo dei tassi,
04:52c'è il rischio che questa fotografia cambi rapidamente se il ciclo economico dovesse girare secondo voi?
05:02Sì, al momento i livelli di non performing loans in Italia sono praticamente allineati alla media europea,
05:08leggermente superiori.
05:10Le banche italiane hanno dimostrato che anche in caso di aumento degli NPL
05:16hanno una rete abbastanza consolidata di vendita di NPL ad investitori specializzati
05:23con cui le banche possono eventualmente alleggerire il calico dei crediti di non performing.
05:29È chiaro che se si dovesse pensare ad uno scenario molto negativo,
05:35per esempio l'escalation di un conflitto,
05:38pensiamo pure crisi sulle materie prime,
05:43è chiaro che in un contesto economico che prende una direzione molto negativa
05:48non solo in Italia ma in Europa è praticamente impossibile per le banche
05:53contenere il livello dei non performing loans.
05:55Però questo è uno scenario molto pessimistico,
05:57non è il nostro scenario base.
05:59La nostra aspettativa come Moody's per il 2026
06:02è che i livelli di non performing loans restaranno sostanzialmente in linea
06:06a quelli che abbiamo visto nel 2025.
06:08Diamo uno sguardo anche alle PMI,
06:10oggi sembrano più robuste,
06:12è un miglioramento strutturale o è legato soltanto al contesto dei tassi?
06:18Diciamo che il livello dei tassi aiuta perché tassi più bassi,
06:24se da un lato penalizzano le banche a livello di ricavi,
06:29beneficiano le imprese che prendono a prestito le risorse dalle banche
06:34e facilitano quindi la loro capacità di ripagare i loro prestiti
06:39e quindi anche facilitano gli investimenti
06:41e facilitano il sistema economico nel suo complesso.
06:45Diciamo che questo contesto però è favorito dal fatto che in Italia
06:50c'è stata una, come posso dire, una pulizia in qualche modo
06:55delle aziende, delle PMI che non erano competitive sul mercato.
06:59Abbiamo visto tanti fallimenti che poi sono quelli che hanno generato
07:03la stragrande maggioranza di non performing loans negli ultimi 15 anni
07:06di società che sostanzialmente non avevano più un posizionamento del mercato
07:11perché erano stiacciate dalla concorrenza cinese o comunque internazionale, americana e quant'altro.
07:16Quelle che invece sono sopravvissute, che sono quelle che oggi operano in Italia,
07:19sono quelle che hanno una nicchia per stiamo ai nostri centri di eccellenza
07:23nel lusso, nell'arredamento, nel design.
07:26Quindi abbiamo tanti centri di eccellenza che sono quelli che sono, diciamo così,
07:29sopravvissuti per un motivo.
07:31Quindi al momento il tessuto delle PMI,
07:35anche se rimane l'elemento principale di rischio per le banche
07:38perché i non performing loans non vengono dai mutui residenziali,
07:42vengono comunque dalle piccole e medie imprese,
07:44non vengono neanche tanto dalle grandi imprese, vengono dalle medie.
07:47Al momento noi vediamo un tessuto economico tutto sommato abbastanza positivo.
07:53Nonostante dividendi elevati, buyback, operazioni di M&A,
07:57i buffer patrimoniali restano solidi.
07:59Quanto margine hanno ancora le banche per remunerare gli azionisti?
08:06Tanto, tanto margine ancora perché la profittabilità è in continua crescita,
08:11la guidance che le banche, soprattutto le grandi banche, stanno dando
08:15continua a essere in crescita su livelli,
08:17partendo da livelli, ricordiamo, molto alti, molto elevati.
08:21In qualche modo è anche sorprendente il livello di profittabilità
08:24e quindi di remunerazione agli azionisti che,
08:26soprattutto le grandi banche italiane,
08:28sono riuscite in qualche modo finora a portare e anche a promettere,
08:34mantenendo però le promesse, addirittura abbattendo le promesse.
08:38Basta pensare alla reazione che ha avuto il titolo Unicredit ieri
08:42e la presentazione dei risultati,
08:44subito dopo la presentazione dei risultati,
08:46quindi ecco quello dice molto su come il mercato apprezzi i risultati della banca.
08:50C'è molto spazio perché, oltre a questi fattori, diciamo così, endogeni
08:56che le banche stanno migliorando,
09:00inclusa anche la struttura di costo,
09:03ci sono le M&A da considerare.
09:06Abbiamo visto l'anno scorso la fusione tra l'acquisizione di Mediobanca
09:12da parte di Montelepasti, abbiamo visto Bipper su Popolare di Sondrio,
09:15Unicredit ha preso due stake molto importanti in Commerce Bank e in Grecia,
09:20con Alfa Bank.
09:25Diciamo che le M&A è secondo me il driver principale
09:28che potrebbe dare una spinta in più rispetto ad una remunerazione agli azionisti
09:34che è già ottima e che è già promessa per migliorare,
09:38ma ecco se vogliamo fare proprio un passo in più
09:40io credo che questa spinta arriverà dall'M&A.
09:43Chiarissimo, in una battuta velocissima.
09:45Secondo lei quindi, guardando i prossimi 12-18 mesi,
09:48quali possono essere i principali rischi che possono minare questa stabilità?
09:54Ci sono i rischi geopolitici prima di tutto,
09:58quindi un'ulteriore escalation del conflitto tra Russia e Ucraina,
10:04un'ulteriore escalation dei dazi negli Stati Uniti
10:08che quindi possono mettere in difficoltà il nostro tessuto economico,
10:12riguardiamoci che noi siamo un paese esportatore,
10:15anche negli Stati Uniti è uno dei nostri mercati principali,
10:19conflitti in Medio Oriente.
10:22Diciamo che altri tipi di rischi sono più domestici,
10:27ma domestici non soltanto nel senso d'Italia,
10:29ma nel senso di Europa.
10:30Pensiamo alla crisi che sta attraversando la Francia,
10:33dove io vivo, in questo momento mi trovo a Parigi.
10:35I rischi che dai nostri vicini possono in qualche modo contagiare,
10:41abbiamo visto in passato come i rischi in un singolo paese dell'Eurozona
10:45comportano un effetto a catena, un effetto d'onimo sugli altri paesi,
10:49quindi l'Italia deve guardare non soltanto a se stessa,
10:52ma anche a quello che succede in Europa.
10:53Chiarissimo, allora grazie Fabio Iannova,
10:55Vice President Senior Credit Officer di Moody's Rating.
10:58Alla prossima occasione.
11:00Grazie a lei, arrivederci.
11:06Grazie a tutti.
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