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  • 5 minuti fa
Trascrizione
00:00The Last Samurai Standing di Michihito Fuji, stagione 1 su Netflix.
00:30The Last Samurai Standing è un survival game storico. 292 guerrieri si sfidano a Kyoto per un premio colossale, in una sorta di Squid Game feudale.
00:43La serie esplora il senso dell'onore di un Giappone travolto dalla modernità, proiettando nell'azione potenti archetipi universali.
00:51Shu-Hiro Saga, l'eroe solitario, rappresenta il guerriero, samurai errante che porta su di sé il peso di un era al tramonto.
00:58La sua ricerca di redenzione è il cuore pulsante dello show. Non combatte solo nemici in carne e ossa per salvare la sua famiglia,
01:05ma il timore di diventare obsoleto in un mondo che non riconosce più il valore della katana, la spada tradizionale del samurai.
01:13Il maestro Ghentosai Okabe è il saggio, ma non in senso classico. Ghentosai è la figura più vicina al modello del mentore antagonista.
01:22È un guerriero veterano di una potenza terrificante, incaricato dall'ex maestro di dare la caccia ai suoi ex allievi.
01:29Ghentosai Okabe rappresenta il lato più oscuro e implacabile della tradizione.
01:33Iroha è l'anima enigmatica, il personaggio che ricorpre il ruolo della figura femminile misteriosa, forte e pericolosa,
01:40ovvero l'evoluzione dell'archetipo della fan fatale.
01:44La sua lotta per la libertà individuale riflette il desiderio di emancipazione,
01:48visivamente la serie di grande impatto.
01:50La fotografia cattura il contrasto tra la natura incontaminata e le città industriali nascenti,
01:57mentre le scene d'azione sono coreografate con una precisione chirurgica.
02:01La corona sonora, ipnotica, e l'interpretazione di livello del cast
02:05chiudono il cerchio di un'opera che porta lo spettatore a chiedersi cosa significhi davvero essere un guerriero nel mondo di oggi.
02:13La persona peggiore del mondo di Joachim Trier, film su Mubi.
02:17La persona peggiore del mondo è un titolo che assume la forma di una domanda implicita e rovesciata.
02:26Chi è davvero migliore di chi?
02:28Joachim Trier, appropriandosi della sensibilità di una donna, Julie,
02:33mette in scena il peso ereditario della pressione familiare e la sua ricaduta
02:37sui modelli relazionali socialmente accettabili,
02:40normalizzando il tradimento, l'attrazione, il dissenso matrimoniale
02:44e togliendo tono alle colpe individuali per santificarle come deviazioni naturali e strutturali.
02:51La narrazione, organizzata in capitoli, assume così l'idea di un romanzo di formazione tardivo
02:57senza tacitare le riflessioni su insoddisfazioni e inquietudini,
03:01piuttosto scandendone con precisione i movimenti
03:04attraverso una costruzione visiva eloquente e controllata.
03:08Le immagini, formalmente impeccabili, rivelano i contrasti con un artificio vitale e inquieto
03:14che coinvolge ogni figura in scena e finisce per includere anche lo spettatore
03:19nel proprio campo di tensione,
03:21assecondando l'intenzione etica del film
03:24e allo stesso tempo costruendo un set di personaggi
03:27il cui scandaglio biografico, sentimentale, esistenziale
03:31ha lo spessore e la vividezza di una grande narrazione ottocentesca.
03:35Ecco, lezione di semiotica a cura di Francesca San Vitale ed Enzo Siciliano, documentario sul Rai Play.
03:44Era il 16 giugno 1974 quando, nell'ambito della rubrica culturale Settimo Giorno,
03:51condotta dal critico letterario e scrittore Lorenzo Mondo,
03:55rubrica alla quale collaboravano personalità del calibro di Francesca San Vitale, Enzo Siciliano e Tullio De Mauro,
04:01Umberto Eco si produce in una lezione televisiva sul mondo dei segni
04:06spiegando cosa studia la scienza chiamata semiotica o semiologia, si equivalgono, ci spiega.
04:13Lo spunto è il primo congresso internazionale di semiotica
04:16che si tenne a Milano nel 1974, organizzato dallo stesso Eco.
04:20Su una lavagna, con tanto di gesso e cancellino, ci spiega come nasce il segno che si fa significante
04:27e con altrettanta nonchalance ci svela che la semiologia, applicata al regno animale,
04:33ha azzerato la distanza tra l'uomo e la bestia, se non per la facoltà del primo di ridere,
04:38quasi una preconizzazione dell'humus che impregnerà l'impianto filosofico del suo capolavoro, il nome della rosa.
04:44A fargli da contraddittorio, le interviste a Franco Fortini, Roland Barthes,
04:48che sogna un mondo dove i segni, grazie al concretizzarsi dell'utopia socialista, non siano più necessari,
04:54lo zoo semiotico Albert Siboeck e Alberto Arbasino,
04:58quest'ultimo provocatoriamente critico per un supposto imperialismo della semiotica nel voler parlare di tutto.
05:05Insomma, un agone intellettuale che ispira nostalgia e stupore
05:09per programmi televisivi oggi assolutamente impensabili.
05:14Grazie a tutti.
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