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  • 1 giorno fa
Migliaia di storni hanno dato vita a una coreografia ipnotica, muovendosi all’unisono davanti a un arcobaleno che attraversava l’orizzonte. Un rituale che a Huesca ha come teatro abituale la pineta dell’Ospedale Provinciale, uno dei principali luoghi di riposo degli uccelli.

Ma dietro la poesia delle immagini si nasconde una convivenza difficile. Come ricorda l’Heraldo de Aragón, la città combatte da oltre trent’anni con una vera e propria invasione: negli anni Novanta la popolazione di storni arrivò a toccare i 150 mila esemplari, a fronte di poco più di 55 mila abitanti. Una sproporzione che ha causato problemi igienici, rumore e disagi quotidiani. Nel tempo il Comune ha sperimentato diverse strategie per contenerne la presenza: dall’uso di laser e altoparlanti fino al lancio di razzi acustici per spaventarli e disperderli. Misure controverse, spesso inefficaci, che non hanno mai risolto del tutto il problema.

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Trascrizione
00:00Espectaculares, sono queste immagini che abbiamo fatto ayer per la tarda da Huesca.
00:06Il arcoiris, ovviamente, perché stava llovendo, ma soprattutto, se si fanno,
00:10le bandi di stornino che, logicamente, prima di dormire,
00:15di esclare in i dormideri dei parchi oscenses,
00:18ci hanno fatto tutti questi dibuji, tutti questi figuri incredibili,
00:22anche con la luce del sole che dava in questi momenti.
00:30Grazie a tutti.
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