00:00In questo Vangelo si parla della guarigione di un
00:29sordomuto e Gesù compie un gesto che viene conservato nei secoli e giunge fino ad oggi
00:35nel rito dell'effatà che è proprio la parola che Gesù pronuncia a questo sordomuto, effatà
00:42cioè apriti, il gesto è quello che viene compiuto al termine di ogni battesimo. Il
00:49sordomutismo di questa persona chiaramente è un simbolo, non si parla semplicemente di
00:53una condizione fisica, è l'immagine di tutti coloro che non vogliono sentire, non vogliono
01:01ascoltare, non vogliono accogliere una voce diversa dalla propria che li faccia uscire dal
01:07loro schema mentale e anche l'immagine di coloro che non vogliono parlare e parlare è affermare
01:15se stessi, quindi vincere le proprie paure, vincere la propria autoreferenzialità, entrare
01:21in comunicazione con gli altri che è l'anticamera della comunione, proprio perché chi è dentro
01:28una condizione di sordomutismo è a rischio per giungere a una comunione piena, chiaramente
01:36è un'immagine profonda di una condizione esistenziale, non di una malattia, di un disagio
01:43di tipo fisico. Questo gesto di Gesù però è possibile ad una condizione, il cieco viene
01:52detto, scusate, il sordomuto viene portato in disparte e lì avviene questo gesto. Quest'essere
02:01portato in disparte dice un Dio che propone un'intimità con lui, ma che poi tocca a noi la scelta,
02:11noi possiamo anche fare resistenza, possiamo dire no, non voglio venire in disparte con
02:16te e difficilmente ci potrà essere quell'intimità, quella vita spirituale intima che ha la capacità
02:22di fare uscire da questo isolamento nell'ascolto e nel parlare. Allora oggi viviamoci questa giornata
02:30anche come un'occasione per lasciarci prendere per mano da Gesù e che vengano aperti gli orizzonti
02:38della nostra mente, del nostro cuore, dei nostri occhi.
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