00:00Sabato scorso il Real Madrid stava vincendo 1 a 0 sul campo non semplice del Villareal quando
00:12Alvaro Arbeloa, il nuovo allenatore, ha pensato di rilanciare nella mischia Abraim Diaz. Un modo
00:20di dire così acceso non è scelto a caso. Una settimana prima Abraim, giocatore già ben noto,
00:26con discreti risultati, ha fatto anche tre anni al Milan, era crollato il mondo addosso trascinandolo
00:32in un abissio di depressione. Aveva sbagliato infatti il rigore, a tempo scaduto, che avrebbe
00:38dato al Marocco la sospirata Coppa d'Africa, poi perduta. E l'errore non era venuto in un modo
00:45normale, ma eseguendo una panenca, oppure un cucchiaio, come si dice in Italia dalla famosa
00:51esecuzione di Francesco Totti agli europei del 2000. Naturalmente gli errori, anche quelli
00:57decisivi, fanno parte del gioco. Ma sbagliare in quel modo, nell'occasione più importante
01:02della carriera, beh, l'evidenza negli occhi di Abraim era di un fortissimo shock post-traumatico.
01:10Arbeloa ha fatto bene a rimandarlo in campo alla prima occasione utile. Solo che una decina
01:14di minuti dopo, in pieno recupero, l'arbitro ha concesso un rigore al reale. Kylian Mbappé
01:20è andato sul dischetto e ha battuto il portiere eseguendo un cucchiaio perfetto. Poi è corso
01:28verso il corner alla sua sinistra, come faceva Cristiano Ronaldo, di cui è in tutta evidenza
01:33l'erede. Si è lasciato abbracciare dai compagni e quando infine ha visto Abraim venirli incontro,
01:40l'ha indicato dicendo «Portì, è per te». La dedica di un fuoriclasse non si rifiuta
01:47mai, ma non so quanto abbia giovato Abraim vedere l'esecuzione che peserà per sempre
01:54sulla sua carriera, eseguita in modo magistrale, ma in tutt'altro contesto. A Rabà, in rigore
02:02molto, molto leggero. Benefischiato nel 95esimo e sappiamo tutti cosa sia successo nei 18 minuti
02:10successivi. Il Senegal è rientrato negli spogliatoi in segno di protesta. Ci è voluto
02:15un intervento del suo massimo campione, Sadio Manet, per convincere i giocatori a tornare.
02:22E per tutto quel lungo periodo in campo c'era la qualunque. Ed è chiaro che il rigorista
02:28è stato molestato in tutti i modi dai senegalesi avvelenati, dall'altra ha avuto un lasso di tempo
02:36enorme per pensare. E prima di un rigore decisivo è un'occupazione pericolosa. Tirarne uno
02:43nei minuti di recupero di una partita di Liga sostanzialmente già vinta è veramente un'altra
02:47cosa. A ragionarci adesso, se Arbeloa fosse da tempo consolidato il tecnico del Real, avrebbe
02:55probabilmente chiesto a Mbappé di lasciar tirare Abraim per superare il suo stress. Ma dopo gli avvenimenti
03:02delle ultime settimane immagino che l'ultima cosa che vorrà fare è togliere qualcosa,
03:07anche un solo gol, alla sua grande star. Nei 18 minuti passati a Rabat ad aspettare
03:14di tirare, Abraim Diaz deve aver scelto il cucchiaio perché nella mano di poker, che è
03:20sempre un calcio di rigore, si è illuso di essere più freddo di Mendy, portiera del Senegal.
03:28Totti calciò in quel modo ad Amsterdam perché l'aveva fatto troppe volte in allenamento nei giorni
03:32precedenti e i compagni l'avevano sfidato. Non avresti mai il coraggio di tirarne uno così
03:38in partita. Ah no? Tiraltando sul dischetto terrorizzato, ma l'orgoglio pesava più della
03:46paura. Più che gli dediche, Abraim avrebbe bisogno di prove, come giusto risalire su un
03:52aereo subito dopo un grande spavento. Il prossimo, datelo a lui.
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