00:00Grazie a tutti
00:30Grazie a tutti
01:00Ci troviamo qui, nella cava di Mautau, chiamata Wiener Graven.
01:07Per i superstiti che qui hanno lavorato dirò cose risapute,
01:12ma voi bisogna che lavoriate di fantasia.
01:15Provate a immaginare.
01:16All'epoca, questo orizzonte verde che oggi ci circonda, era un orizzonte completamente spoglio di pietra.
01:26Sul terreno dove camminate, l'erba non cresceva.
01:31Immaginate queste rocce tutto intorno, alte 30 metri e più, tagliate a vivo che lasciavano apparire i diversi colori del granito.
01:40Dove vedete questi piccoli stagni, c'erano allora pozzi profondi e vuoti, dove rotolavano le pietre e degli uomini dovevano lavorare là sotto.
01:54Ogni mattina, 1500, 2000 uomini più o meno, secondo le epoche, scendevano qua.
02:04Noi partivamo dal campo, in un'immensa colonna in fila per cinque.
02:11Poi veniva la discesa nel piccolo sentiero, che voi avete percorso per arrivare alla scala.
02:18Quello lo si faceva a passo di corsa, sotto i colpi dei bastoni e le urla delle SS.
02:24La discesa nella scala veniva sempre per cinque, con i nostri zoccoli di legno che battevano forte sulle pietre.
02:35La prima volta che sono sceso da questa scala, mi è sembrato di arrivare nel cratere di un vulcano.
02:45Un immenso cratere, a un tempo grandioso e terribile, con in alto una barriera di fili spinati e torrette di guardia.
02:55In ogni torretta, un soldato armato era sempre pronto a spararci.
03:00Al fondo della cava c'era ancora un appello, che questa volta si faceva molto in fretta, perché non bisognava perdere tempo.
03:14Allora, durante quei pochi minuti in cui si faceva questo appello, c'era un momento prodigioso, straordinario.
03:23Dal cespuglio in alto si sentiva un uccello che cantava.
03:26Io non ho mai più sentito uccelli cantare mautane.
03:34E poi incominciava il lavoro vero, in un rumore infernale.
03:40Un viavai frenetico e continuo, il fragore dei vagoncini che si scontrava.
03:45E poi il rombo dei camion che bisognava caricare a gran velocità, quello dei martelli pneumatici, tenuti da uomini che tremavano tutti, collocati un po' dappertutto sulle rocce.
03:59E poi grida, rumore dei compressori.
04:06Questa era la cava.
04:08Si lavorava con ogni tempo, il freddo, la neve.
04:12La cosa più terribile però era la pioggia.
04:15I nostri vestiti leggeri da forzati si inzuppavano e non asciugavano mai,
04:20tanto che poi tornavamo al lavoro all'indomani ancora bagnati.
04:28A mezzogiorno la sirena suonava e gli uomini correvano ricevere il loro mestolo di zuppa nella gamella che noi portavamo sempre con noi.
04:38Un mestolo di zuppa quasi immangiabile, sempre la stessa, fatta di avanzi di verdure per lo più rapido.
04:45Andava bene se nell'intervallo si sfuggiva a una delle terribili corvée che ci erano in posto.
04:55Per esempio bisognava riportare in alto i corpi dei morti.
04:59Era una corvée molto dura.
05:03Il più duro di tutti era essere obbligati ogni giorno a portare su per la scala i sette bidoni degli escrementi.
05:11Mentre noi mangiavamo la zuppa in piedi, dei civili austriaci facevano saltare altre rocce con la dinamite
05:20così che il lavoro poteva riprendere e proseguire fino a sera.
05:25Tutto questo era la cava allora.
05:30Oggi resta questo spazio grandioso e resta questa roccia picco che voi vedete.
05:36Le SS lo chiamavano un muro dei paracadutisti per derisione.
05:43Molti uomini sono stati fatti saltare nel vuoto dall'assù e si abbattevano in basso sulle pittre.
05:52E poi, e poi resta la scala.
05:56La scala che si erge imponente come un monumento.
05:59La cosa più dura era la salita della scala.
06:07Alla sera, dopo l'ultimo appello.
06:11Prima salivano i capò, i forti, quelli che potevano imporsi.
06:16Loro prendevano i posti davanti, respingendo gli altri più deboli indietro, sempre più indietro.
06:22Quelli che erano stati ricacciati indietro, vedevano salire i primi, sempre fino a 5, e avevano l'impressione che andassero abbastanza lentamente.
06:35E ci si diceva, questa sera forse non si andrà troppo in fretta.
06:41Andava bene se ne quella sera non si saliva la scala con una grande pietra sulle spalle, come l'ultimo fardello della giornata.
06:48Si vedevano i primi salire piano, ma queste prime centinaia di uomini, in testa all'immensa colonna,
06:59quando arrivavano in alto dove la strada spiana, cominciavano a marciare più speditamente, a correre sul sentiero.
07:07E allora quelli dietro dovevano seguirli.
07:09Bisognava allungare il passo, per non lasciare buchi, ed è in quel momento che le S.S. poste contro il muro di sinistra,
07:22cominciavano a spestare perché si salisse più in fretta.
07:26Questa era una prova terribile.
07:31Bisognava imparare a respirare, bisognava guardare dove si mettevano i piedi.
07:36E sfortunato chi perdeva una scarpa o uno zoccolo saleando.
07:42Sfortunato anche chi faceva cadere la sua gamella.
07:46E peggio ancora chi inciampava e cadeva sulla scala.
07:50Abbiamo avuto molti morti in questa scala e ce ne sono stati molti ancora di più a causa dell'ultimo immane sforzo
08:03fatto dopo una giornata di lavoro forzato, tanto che all'indomani non hanno più potuto alzarsi.
08:15Di questi nessun testimone può darvi il numero.
08:20Ma ciò che possiamo dirvi, ciò che io posso dirvi,
08:24è che su ciascuno di questi gradini, io dico proprio ciascuno di questi gradini,
08:30è caduto il sangue dei nostri compagni.
08:35Nessuna statistica potrà mai dirvi quanti uomini hanno conosciuto,
08:41scendendo queste scale, la loro ultima mattina.
08:44Quanti uomini hanno visto la sera il loro ultimo tramonto del sole.
08:55Voi adesso salirete questa scala.
08:58Fatelo con rispetto.
09:01Dai campi del dolore rinascerà la vita domani.
09:21Propagni del dolore rinchi.
09:22Voi adesso salirete questa scala.
09:51Grazie a tutti.
10:21Grazie a tutti.
10:51Grazie a tutti.
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