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  • 1 giorno fa
In occasione del Giorno della Memoria 2026 l’Associazione Nazionale Ex deportati nei Campi nazisti (ANED) presenta “La Scala di Mauthausen”, video animato di 10’ tratto dalla testimonianza resa nell’ottobre del 2000 dall’ex deportato politico francese Jean Laffitte (1910 – 2004), operaio comunista, partigiano, deportato a Mauthausen e poi nel sottocampo di Ebensee dal marzo 1943 al 6 maggio 1945.Il video è stato realizzato con i disegni di Giulio Peranzoni e le animazioni e il montaggio di Francesco Masi, grazie al sostegno del Fondo italo-tedesco per il futuro gestito dall’Ambasciata tedesca a Roma. Le versioni in inglese, francese, tedesco e polacco saranno realizzate grazie al contributo del Fondo nazionale della Repubblica austriaca per le vittime del nazionalsocialismo.«Il video – dice il presidente dell’Aned Dario Venegoni, autore della sceneggiatura e voce narrante – traduce in immagini la testimonianza di Jean Laffitte, che ha il merito di spiegare in modo molto efficace perché concretamente era così micidiale il lavoro presso la cava e sulla Scala di Mauthausen. È dedicato in particolare alle decine di migliaia di ragazzi di tutta Europa che ogni anno visitano quel terribile luogo di tortura e di morte».

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Trascrizione
00:00Grazie a tutti
00:30Grazie a tutti
01:00Ci troviamo qui, nella cava di Mautau, chiamata Wiener Graven.
01:07Per i superstiti che qui hanno lavorato dirò cose risapute,
01:12ma voi bisogna che lavoriate di fantasia.
01:15Provate a immaginare.
01:16All'epoca, questo orizzonte verde che oggi ci circonda, era un orizzonte completamente spoglio di pietra.
01:26Sul terreno dove camminate, l'erba non cresceva.
01:31Immaginate queste rocce tutto intorno, alte 30 metri e più, tagliate a vivo che lasciavano apparire i diversi colori del granito.
01:40Dove vedete questi piccoli stagni, c'erano allora pozzi profondi e vuoti, dove rotolavano le pietre e degli uomini dovevano lavorare là sotto.
01:54Ogni mattina, 1500, 2000 uomini più o meno, secondo le epoche, scendevano qua.
02:04Noi partivamo dal campo, in un'immensa colonna in fila per cinque.
02:11Poi veniva la discesa nel piccolo sentiero, che voi avete percorso per arrivare alla scala.
02:18Quello lo si faceva a passo di corsa, sotto i colpi dei bastoni e le urla delle SS.
02:24La discesa nella scala veniva sempre per cinque, con i nostri zoccoli di legno che battevano forte sulle pietre.
02:35La prima volta che sono sceso da questa scala, mi è sembrato di arrivare nel cratere di un vulcano.
02:45Un immenso cratere, a un tempo grandioso e terribile, con in alto una barriera di fili spinati e torrette di guardia.
02:55In ogni torretta, un soldato armato era sempre pronto a spararci.
03:00Al fondo della cava c'era ancora un appello, che questa volta si faceva molto in fretta, perché non bisognava perdere tempo.
03:14Allora, durante quei pochi minuti in cui si faceva questo appello, c'era un momento prodigioso, straordinario.
03:23Dal cespuglio in alto si sentiva un uccello che cantava.
03:26Io non ho mai più sentito uccelli cantare mautane.
03:34E poi incominciava il lavoro vero, in un rumore infernale.
03:40Un viavai frenetico e continuo, il fragore dei vagoncini che si scontrava.
03:45E poi il rombo dei camion che bisognava caricare a gran velocità, quello dei martelli pneumatici, tenuti da uomini che tremavano tutti, collocati un po' dappertutto sulle rocce.
03:59E poi grida, rumore dei compressori.
04:06Questa era la cava.
04:08Si lavorava con ogni tempo, il freddo, la neve.
04:12La cosa più terribile però era la pioggia.
04:15I nostri vestiti leggeri da forzati si inzuppavano e non asciugavano mai,
04:20tanto che poi tornavamo al lavoro all'indomani ancora bagnati.
04:28A mezzogiorno la sirena suonava e gli uomini correvano ricevere il loro mestolo di zuppa nella gamella che noi portavamo sempre con noi.
04:38Un mestolo di zuppa quasi immangiabile, sempre la stessa, fatta di avanzi di verdure per lo più rapido.
04:45Andava bene se nell'intervallo si sfuggiva a una delle terribili corvée che ci erano in posto.
04:55Per esempio bisognava riportare in alto i corpi dei morti.
04:59Era una corvée molto dura.
05:03Il più duro di tutti era essere obbligati ogni giorno a portare su per la scala i sette bidoni degli escrementi.
05:11Mentre noi mangiavamo la zuppa in piedi, dei civili austriaci facevano saltare altre rocce con la dinamite
05:20così che il lavoro poteva riprendere e proseguire fino a sera.
05:25Tutto questo era la cava allora.
05:30Oggi resta questo spazio grandioso e resta questa roccia picco che voi vedete.
05:36Le SS lo chiamavano un muro dei paracadutisti per derisione.
05:43Molti uomini sono stati fatti saltare nel vuoto dall'assù e si abbattevano in basso sulle pittre.
05:52E poi, e poi resta la scala.
05:56La scala che si erge imponente come un monumento.
05:59La cosa più dura era la salita della scala.
06:07Alla sera, dopo l'ultimo appello.
06:11Prima salivano i capò, i forti, quelli che potevano imporsi.
06:16Loro prendevano i posti davanti, respingendo gli altri più deboli indietro, sempre più indietro.
06:22Quelli che erano stati ricacciati indietro, vedevano salire i primi, sempre fino a 5, e avevano l'impressione che andassero abbastanza lentamente.
06:35E ci si diceva, questa sera forse non si andrà troppo in fretta.
06:41Andava bene se ne quella sera non si saliva la scala con una grande pietra sulle spalle, come l'ultimo fardello della giornata.
06:48Si vedevano i primi salire piano, ma queste prime centinaia di uomini, in testa all'immensa colonna,
06:59quando arrivavano in alto dove la strada spiana, cominciavano a marciare più speditamente, a correre sul sentiero.
07:07E allora quelli dietro dovevano seguirli.
07:09Bisognava allungare il passo, per non lasciare buchi, ed è in quel momento che le S.S. poste contro il muro di sinistra,
07:22cominciavano a spestare perché si salisse più in fretta.
07:26Questa era una prova terribile.
07:31Bisognava imparare a respirare, bisognava guardare dove si mettevano i piedi.
07:36E sfortunato chi perdeva una scarpa o uno zoccolo saleando.
07:42Sfortunato anche chi faceva cadere la sua gamella.
07:46E peggio ancora chi inciampava e cadeva sulla scala.
07:50Abbiamo avuto molti morti in questa scala e ce ne sono stati molti ancora di più a causa dell'ultimo immane sforzo
08:03fatto dopo una giornata di lavoro forzato, tanto che all'indomani non hanno più potuto alzarsi.
08:15Di questi nessun testimone può darvi il numero.
08:20Ma ciò che possiamo dirvi, ciò che io posso dirvi,
08:24è che su ciascuno di questi gradini, io dico proprio ciascuno di questi gradini,
08:30è caduto il sangue dei nostri compagni.
08:35Nessuna statistica potrà mai dirvi quanti uomini hanno conosciuto,
08:41scendendo queste scale, la loro ultima mattina.
08:44Quanti uomini hanno visto la sera il loro ultimo tramonto del sole.
08:55Voi adesso salirete questa scala.
08:58Fatelo con rispetto.
09:01Dai campi del dolore rinascerà la vita domani.
09:21Propagni del dolore rinchi.
09:22Voi adesso salirete questa scala.
09:51Grazie a tutti.
10:21Grazie a tutti.
10:51Grazie a tutti.
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