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  • 1 giorno fa
Sembra un'ovvietà, ma di questi tempi affermare l'ovvio richiede coraggio. Lo ha ricordato il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, in un intervento all'Università di Messina: un giovane laureato in Germania guadagna in media l'80% in più rispetto a un coetaneo italiano, mentre il divario con la Francia è del 30%. Cifre che parlano da sole e smascherano il gap salariale cronico nel nostro Paese - spiega Daniele Manca nella nuova puntata della sua videorubrica "Non solo Numeri".E non è solo una questione di numeri europei. In Italia, ai neolaureati si propongono spesso stage "da fame": 600 euro al mese, quando va bene 900. Un insulto alla dignità del lavoro, mentre le aziende invocano talenti e necessità di giovani. Si scarica la colpa sulle università, colpevoli di far laureare gli studenti con almeno un anno di ritardo rispetto agli europei – retaggio di riforme frammentarie, che hanno toccato l'ateneo senza riformare il percorso scolastico precedente.Ma le imprese dovrebbero fare la loro parte, assumendosi responsabilità concrete. E la politica? Adotta un metro basato sul consenso facile, privilegiando insegnanti che votano anziché alunni che non lo fanno. Serve un cambio di rotta: pagare i giovani non è un lusso, è un investimento nel futuro.

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00:00I giovani meritano anche loro di essere pagati. Sembra scontato, ma di questi tempi anche affermare
00:10l'ovvio è tutt'altro che scontato. Se lo fosse, il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta,
00:17non avrebbe sentito il bisogno di sottolineare un fatto e delle cifre che valgono più di mille
00:24discorsi. Parlando all'Università di Messina, ha detto che un giovane laureato in Germania
00:30guadagna in media l'80% in più di un coetaneo italiano. Il differenziale rispetto alla Francia
00:39è del 30%. E vogliamo parlare di quando ai giovani si propongono stage da fame a 600, quando va bene
00:48e 900 euro? Normalmente per svicolare si dà la colpa alle università, al sistema formativo,
00:55che probabilmente hanno le loro colpe, come quello di far laureare mediamente un giovane
01:01almeno un anno più tardi dei colleghi europei. Frutto della mania tutta italiana di fare le
01:08riforme a pezzi, si è riformata l'università non preoccupandosi di quello che accade prima,
01:14ma anche le aziende, che spesso parlano di talenti, di necessità di giovani, dovrebbero
01:21fare la loro parte. Certo, se la politica adotta il metro per le riforme basate sul consenso,
01:29magari degli insegnanti invece che degli alunni che tanto non votano, l'esempio non è di quelli
01:34che invoglia ognuno a fare la propria parte.
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