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NovitàTrascrizione
00:00L'Iran si prepara alla guerra con gli Stati Uniti, ma vuole trattare.
00:07Gli Stati Uniti sono pronti alla guerra, ma dicono di preferire la soluzione diplomatica,
00:11mentre il Presidente Donald Trump annuncia nuovi dazi immediatamente operativi nei confronti
00:17a carico di qualunque paese abbia rapporti con l'Iran.
00:20Gli iraniani muoiono.
00:22Il popolo cade sotto i colpi di una repressione spietata, tanto più sfacciata, selvaggia,
00:27in queste ore, quanto il regime probabilmente, per la prima volta più che nelle ultime manifestazioni,
00:34nelle ultime ondate di rivolta che abbiamo visto nel corso di questi ultimi anni, sente avvicinarsi
00:39un colpo di grazia.
00:41Lo vedremo, lo seguiremo.
00:42Gli iraniani protestano ormai da dicembre.
00:44L'escalation nella rivolta si è registrata da alcuni giorni.
00:48Le immagini che arrivano sono a singhiozzo.
00:50Le informazioni naturalmente sono difficili da verificare perché il paese è blindato.
00:54oltre 600 i morti accertati, identificati, fonti indipendenti, parlano di migliaia di persone,
01:01come lascia anche ritenere plausibile il flusso a singhiozzo appunto terribile di immagini
01:07di sacchi neri con i corpi delle vittime della repressione davanti agli ospedali e agli obitori
01:13nelle città iraniane a Teheran, Qom, Shiraz, Masad e tante tante altre ancora.
01:17Allora noi andiamo subito nel cuore della crisi della regione che è infiammata ormai
01:23da almeno con questa escalation che abbiamo registrato nelle nostre dirette dal 7 ottobre 2023.
01:31Andiamo in Israele dove c'è il nostro inviato Andrea Nicastro.
01:34Buongiorno Andrea, benvenuto, grazie.
01:36Buongiorno a te Serena e a tutti i video ascoltatori.
01:41Allora Andrea, l'Iran si prepara, gli Stati Uniti si preparano, Israele ha alzato il livello
01:46d'allerta, che cosa ci si prepara lì?
01:49Che cosa può succedere?
01:50Israele si prepara a fermare, a proteggersi da un eventuale attacco, reazione iraniana
02:04a un esperimento, a un attacco americano contro l'Iran, contro le sue basi.
02:13La possibilità che l'Iran risponda con un attacco missilistico è ancora considerata
02:21importante, realistica da parte degli analisti, perché è vero che durante la guerra di giugno,
02:30la guerra dei 12 giorni, c'è stato un degradamento della forza missilistica iraniana, ma in questi
02:41sei mesi l'Iran probabilmente è riuscito a ricostituire gli arsenali missilistici che
02:50aveva e quindi, come ha esplicitamente detto, è pronto a rispondere, levandosi guanti, a
02:57un attacco israelo-americano.
03:02Quindi Iron Dome in Israele è in all'alta, ma come a giugno Iron Dome non è stato sufficiente
03:09per fermare i missili iraniani, ancora oggi c'è il rischio che non lo sia.
03:15Sì, dopo le minacce di Donald Trump di questi ultimi giorni, infatti hai detto, hai sottolineato
03:21attacco non solo americano, attacco israelo-americano, dopo le minacce del Presidente degli Stati
03:25Uniti e Donald Trump, l'Iran ha subito risposto dicendo siamo pronti a rispondere a qualunque
03:31attacco e ad attaccare Israele. Anche come dire, non illudetevi che stavolta ci possiamo
03:37fermare ad un intervento mirato, ad un'operazione chirurgica come è stata appunto quella che
03:43ricordavi della scorsa estate, dell'estate del 2025. Significa che davvero, questo ci dice
03:49di una paura profonda del regime, o che davvero non c'è alternativa in caso di nuovo attacco
03:56ad un conflitto che vada ad allargarsi alla regione e non solo?
04:02Vabbè, dal punto di vista iraniano il nemico è sicuramente bicefalo, cioè gli Stati Uniti
04:10minacciano, ma è Israele che fino adesso ha soprattutto colpito, ha colpito in diversi
04:16modi, distruggendo sostanzialmente la rete di proxy che l'Iran era riuscito a costruire
04:25in questi 15 anni, anche di più, questi 20 anni dall'invasione americana dell'Iraq del
04:322003, quindi l'alleanza con la Siria, l'alleanza con Hezbollah, con Emas, gli Uti, tutta una
04:41costellazione di milizie che servivano proprio da deterrenza anche per difendere il centro
04:51del potere iraniano che era ovviamente mainland Iran.
04:57Bene, quindi Israele è considerato il nemico dell'Iran, prima perché ha distrutto questa
05:05rete di proxy e secondo perché continua a minacciare l'esistenza stessa del regime.
05:13Il premier Benjamin Netanyahu ha esplicitamente detto siamo vicini al popolo iraniano, siamo
05:21pronti ad aiutare, se l'Iran si libererà e tornerà libero siamo un partner pronto a collaborare
05:31con il paese, finalmente libero, chiudiamo questo capitolo di nemicizia e apriamo una fase
05:37nuova, basta che vi liberate degli Ayatollah. È chiaro che per il regime iraniano non c'è
05:43dubbio, l'Iran, Israele scusate, è il nemico, almeno alla pari degli Stati Uniti. Stati
05:51Uniti grande Satana, Israele il piccolo Satana nella retorica dei Pasdaran e del regime degli
06:00Ayatollah. Bene, in questa condizione l'obiettivo israeliano evidentemente è quello di togliere
06:11l'Iran dal tavolo del gioco medio orientale, eliminare quest'ultimo nemico che possa portare
06:21all'allargamento degli accordi di Erdbramo e quindi dalla piena accettazione nella regione
06:28dell'esistenza di Israele. Da parte iraniana al contrario invece si tratta di resistere,
06:35resistere perché tutto il mondo occidentale è contro, perché Israele è semplicemente
06:40negli occhi del regime una emanazione, anzi la punta di lancia dell'occupazione coloniale
06:50americana, che il tentativo è di riportare il Medio Oriente, di costringerlo alla cattività
06:57e alla subordinazione verso il capitalismo, l'imperialismo americano. Quindi si scontrano
07:05proprio due concezioni di realtà che non sono riusciti a dialogare in tutti questi anni
07:14e quindi sono arrivati allo scontro militare.
07:17E sullo sfondo di questo intrico medio orientale non sono, restano i grandi alleati dell'Iran,
07:24Cina e Russia che in questi giorni non a caso stanno mantenendo un profilo molto basso,
07:27non si sentono prese di posizione roboanti in difesa dell'Iran e contro le minacce di Trump.
07:35Che cosa potrebbero realmente, realisticamente fare in caso di intervento e di escalation?
07:41Molto, molto poco. Dal punto di vista militare nessuna delle due è disposta a portare i suoi soldati
07:51o le sue armi contro Israele, tantomeno contro gli americani. Non c'è per fortuna, diciamo noi,
08:01la prospettiva di un'escalation verso una guerra mondiale, questo è molto importante.
08:09Quello che potevano fare in parte l'hanno già fatto, perché analisti dicono che i russi
08:18siano riusciti a rimpolpare gli arsenali iraniani di missili o almeno di contraerea
08:28che erano state depauperate durante la guerra di giugno.
08:33La Cina sta continuando ad acquistare petrolio iraniano, ora la mossa di Trump di minacciare,
08:43anzi istituire questa nuova sanzione laterale a chi fa affari con l'Iran, 25% di sanzioni,
08:56questa è una di quelle mosse molto decise che, come Trump direbbe, di massima pressione
09:05nei confronti del regime iraniano, che già è in ginocchio economicamente, perché non
09:11dimentichiamoci che queste proteste sono cominciate proprio dall'iperinflazione dovuta al crollo
09:18del real iraniano rispetto alle valute forti straniere e l'Iran chiaramente non può tenersi
09:26in piedi senza i proventi del petrolio. Se la Cina dovesse rinunciare a causa di queste
09:33sanzioni trampiane all'acquisto del petrolio, il regime è davvero finito. Ricordiamoci, nel
09:3979 lo Shah resistette un anno a manifestazioni popolari con morti, arresti come quelle che
09:49si vedono in questo momento, ma cadde quando entrò in sciopero il settore petrolifero.
09:57Allora la mancanza di denaro per i dipendenti pubblici e per l'intera economia non può far
10:04altro che far cadere il regime. Esatto, purtroppo i regimi e in particolare
10:09in quella parte di mondo in questi ultimi decenni hanno dato prova di grande capacità
10:14di resistere anche di fronte a paesi fuori controllo e a rivolte di massa. Vedi la Siria
10:19per esempio, non ultima e vediamo anche gli sviluppi in quel paese. Grazie, grazie al nostro
10:25inviato in Israele Andrea Nicastro. Buon lavoro Andrea, so che è una giornata molto piena e densa
10:30di impegni. Alla prossima. Grazie a voi. Noi rientriamo in studio, avete sentito la trama
10:38che si sta dipanando nella regione intorno alla nuova escalation di proteste in Iran.
10:46Arrivano nelle agenzie di stampa anche le dichiarazioni naturalmente dei soggetti coinvolti,
10:51il ministro degli esseri iraniano Arachi, che è l'uomo che sta tenendo aperto e che nelle
10:56prossime ore continuerà a parlare attraverso il canale diplomatico con Steve Witkoff, l'inviato
11:03americano di Donald Trump, in tutti i teatri di crisi e di guerra. Ormai l'uomo per tutte le
11:08crisi. Ecco, il ministro degli esseri iraniano sta spiegando che da oltre quattro giorni internet
11:13nel paese in Iran è stato completamente chiuso perché le operazioni terroristiche sono iniziate
11:19durante le proteste scatenate dalla crisi economica. Parole che ricorrono spesso quando i regimi cercano
11:25di giustificare in qualche modo le ondate di spietata repressione di fronte alle proteste
11:30della popolazione e della società civile. Allora andiamo proprio ad approfondire la situazione
11:35interna iraniana e colleghiamoci con Greta Priviterra che vedo pronta in collegamento e che
11:40sta seguendo per noi la crisi dal punto di vista degli iraniani. Sta raccogliendo testimonianze
11:47e voci che arrivano dal paese in fiamme. Buongiorno Greta, grazie, benvenuta.
11:51Ciao, ciao Maria Serena.
11:53Allora Greta, internet bloccato. Abbiamo visto quanto sia difficile parlare con gli iraniani
12:00in queste ore, quanto sia difficile far filtrare e far uscire dal paese immagini, testimonianze
12:05che possano in qualche modo anche scuotere le coscienze del mondo. Raccontaci proprio che
12:12cosa, a quanto possiamo sapere, che cosa sta accadendo in queste ore in Iran?
12:17Guarda, internet come dicevi è bloccato da cinque giorni e Aracci, leggevo anche io prima,
12:24sta dicendo che hanno chiuso internet perché potenze straniere stanno armando e stanno
12:33dando indicazioni ai manifestanti su come reagire contro il regime. In realtà è una cosa,
12:40non è la prima volta che gli Ayatollah spengono, mettono al buio il paese per reprimere meglio
12:47e per far sì che non ci siano contatti interni al paese. Tanto che le uniche persone che siamo
12:53riusciti a sentire ci chiedono a noi che cosa succede negli altri parti del loro paese,
12:58perché magari riescono a connettersi per due minuti tramite una VPN o perché riescono
13:03ad avere un contatto con qualcuno che ha il satellitare Starlink e riescono a mandare
13:08messaggi fuori tramite altre persone e ci chiedono a noi informazioni, non sanno niente
13:13di quello che succede, sono al buio ma continuano a protestare. Quello che sappiamo è che per
13:20ora sono 648 le persone identificate, uccise, ma i numeri sono molto più alti. Si parla
13:28di migliaia di persone, questo lo confermano non solo i manifestanti, ma la fondazione della
13:33premio Nobel Nargis Modi parla di oltre 2000 persone, altre dicono 5000. Negli ultimi giorni
13:41la repressione si è fatta molto feroce, come dicevi tu la parola giusta è selvaggia, uccidono
13:46con il Kalashnikov, dritti in fronte a chi protesta, spesso disarmato, la maggior parte delle
13:53persone è disarmata e infatti ci chiedono aiutateci, fate qualcosa da fuori perché
13:58noi non possiamo combattere questo esercito che è un vero esercito sceso per la strada
14:02con le nostre pietre o con solo il nostro corpo. Mentre parlava Andrea è arrivato un
14:11messaggio da una ragazza iraniana che mi dice che oggi l'ha chiamata la sua mamma perché
14:17incredibilmente in queste ultime ore invece è tornato a funzionare il telefono e tutti
14:22stanno chiamando a casa e stanno dando informazioni ai semi, ha detto ieri sera nella parte ovest
14:29di Teheran c'erano meno persone in piazza, quindi si parla, la madre ha visto solo dalla
14:35finestra, quindi non possiamo, vive in centro però, quindi non possiamo sapere se questo
14:38è veramente un indicatore di qualcosa ma le giornate prima, venerdì, sabato, quelle strade
14:46dì erano piene, la paura loro è che di nuovo gli ayatollah ce la stanno facendo e che di
14:53nuovo le rispediranno nelle loro case e che tutti questi morti, tutta questa fatica, perché
14:58è una fatica immensa, è un coraggio immenso, quello degli iraniani non servirà a nulla
15:03perché sono lasciati soli e questo è un po' diciamo, sono le ultime cose che siamo riusciti
15:09a sentire e i video, forse in questi giorni è la cosa più forte che abbiamo visto, di
15:15centinaia e centinaia di sacchi con i corpi dei manifestanti morti fuori dagli obitori
15:20e fuori dagli ospedali, raccontano la repressione e sono video che sono riusciti a mandare alcuni
15:29manifestanti uscendo dal paese e riuscendosi a ricollegare a internet, quindi non abbiamo
15:35idea di quello che sta succedendo ma sappiamo che è un massacro, questo lo possiamo confermare.
15:40Che tipo di rivolta è? Abbiamo visto le donne scendere in piazza al grido donna vita
15:45libertà nell'ultima ondata che ha preceduto questa, ci sono tutti stavolta a protestare
15:51di tutte le età, di tutte le provenienze? Esattamente, è una rivolta che coinvolge tutti,
15:56che è partita dai bazar di Teheran ma che in pochissimo tempo, in meno di 5 giorni dopo
16:01l'inizio della protesta era già la rivolta del popolo. Ci sono tutti, ci sono la classe
16:06borghese ma c'è anche la gente che ha fame. Una persona con cui abbiamo parlato all'inizio
16:12delle proteste diceva che questa è diversa perché prima protestavano le donne senza velo
16:16che hanno fatto un'enorme rivoluzione interna al paese perché hanno cambiato completamente
16:21la cultura delle famiglie iraniane che hanno ora anche paura del regime vedendo il coraggio
16:28dei loro figli ma dice oggi in piazza ci sono le persone senza scarpe che è un modo
16:33di dire iraniano per dire le persone povere e quando scendono in piazza le persone povere
16:39che di solito sono le persone anche magari anche più vicine al regime che magari ci hanno
16:44anche creduto nella propaganda del regime magari anche i religiosi questo vuol dire che in quelle
16:52strade oggi c'è tutto il paese anche se poi i nomi, i volti che ci arrivano delle persone
16:57sono uccise sono i ragazzi più giovani diciamo in prima linea ci sono sempre loro e ci sono
17:02le ragazze anche più giovani. Abbiamo letto la storia di Rubina questa ragazza di 22 anni
17:08uccisa giovedì a Teheran che è uscita dall'università è stata uccisa in manifestazione ma tantissimi
17:16sono ad esempio i nomi dei curdi dei ragazzi curdi che stanno arrivando perché il Kurdistan
17:21come si sa da sempre è una delle regioni più attive contro il regime e però ieri un ragazzo
17:30dell'ONG Human Rights ci diceva state attenti perché arriveranno i nomi invece delle tantissime
17:38ragazze uccise a Teheran perché a Teheran la rivolta comprende molte donne abituate appunto
17:45nel 2022 con la rivoluzione della vita e libertà. Greta tu dici gli iraniani in questo momento hanno
17:52paura di essere lasciati soli e questo è il vero pericolo che anche questa volta come già
17:58capitato nessuno sostenga quest'ondata anche per parare la forza d'urto del regime naturalmente
18:05non possono vincere da soli gli iraniani nelle strade contro un apparato così potente dal punto
18:12di vista della sicurezza e della capacità di colpire e di fare male prima parlavamo con Andrea
18:16degli scenari anche di guerra che si stanno profilando all'orizzonte a quanto ti risulta in
18:22base a quanto ti dicono le persone con le quali parli oggi cosa vogliono davvero gli iraniani
18:29davvero auspicano un ulteriore intervento militare un ulteriore conflitto che cosa potrebbe davvero
18:36aiutare la protesta? Allora io faccio sempre fatica a rispondere a questa domanda perché mi
18:41sembra molto complessa perché ci sono diverse voci sia dentro che fuori il paese. Fuori il paese
18:48molti attivisti dicono sono contro l'intervento americano perché dicono ovviamente che l'Iran si
18:57deve liberare da solo, che abbiamo visto cosa succede quando intervengono i paesi fuori le
19:06rivoluzioni e devono avvenire all'interno e funzionano solo se nascono, crescono e vivono
19:12dentro. In realtà quando io parlo mi dispiace quasi dirlo però è la verità quando si parla con la gente
19:19a Teheran dice aiutateci, invocano Trump, taggano Trump nei loro post, taggano real Donald Trump perché
19:29veda quello che succede e lo invocano. Questo non vuol dire che vogliono una guerra, sicuramente non
19:35vogliono una guerra nel loro paese ma sperano possano fare qualcosa contro i guardiani della
19:42rivoluzione, contro il potere. Tanto che oggi leggevo è nato questo sito che sta collezionando i nomi dei
19:50pazdaran che sono coinvolti nelle ultime proteste. Ci sono nomi, cognomi dove abitano, come se in qualche
19:59modo appunto volessero schedare anche i cattivi. Il problema sempre dell'Iran è che non c'è un leader
20:08all'opposizione, non c'è un'opposizione vera, non c'è un'opposizione organizzata e non perché non siano in
20:14grado di fare un'opposizione, ma perché tutta l'opposizione è in carcere e perché ogni volta che vedono la
20:19possibilità che qualcuno possa ergersi a leader lo stroncano subito. Quindi non c'è un'opposizione, non c'è un
20:26leader che può guidare, sono un po' persi. Tanto che negli slogan esce il nome di Reza Palavi che è appunto
20:34il principe e il figlio dello Shah che noi oggi abbiamo intervistato, ma è un nome che qualcuno
20:40chiama perché veramente ci crede, c'è anche una parte di monarchici dentro l'Iran, ma è anche
20:47l'unico nome che possono fare, è anche l'unico nome che conoscono. Quindi è una situazione molto
20:53complessa e di sicuro vogliono essere visti, vogliono che si parli di loro.
21:00La figura che citi appunto Reza Palavi, il figlio dell'ultimo Shah di Persia che fu costretto al tempo
21:07all'esilio dalla rivoluzione comunista del 1979 che tu intervisti proprio sul Corriere
21:11della Sera di oggi, ti ha raccontato, ti ha spiegato qual è la sua idea per il futuro
21:16dell'Iran. È una figura che viene identificata anche all'interno dell'Iran come un possibile
21:23agglomeratore, un possibile, per usare un termine della politica italiana di questa fase,
21:29federatore. Quale potrebbe essere davvero la capacità di aggregare di un uomo che comunque
21:36rappresenta un potere che fu al tempo scacciato e quella cacciata fu salutata come una liberazione
21:43dagli stessi iraniani, soprattutto è da oltre 40 anni naturalmente che Reza Palavi non entra
21:48in Iran. Quale potrebbe davvero essere la sua capacità nel caso si creassero le condizioni
21:55in Iran, di gestire almeno la transizione? Molto complesso perché noi non abbiamo mai
22:01visto Reza Palavi in azione, ma in niente. Lui è sempre stato fuori, non ha mai avuto
22:08un ruolo politico, ha tentato due volte di darsi un ruolo da leader ma non è mai riuscito
22:15in realtà a ricoprire nessun ruolo all'interno dell'Iran. C'è una parte di monarchici ma c'è
22:22tantissima altra popolazione che invece rivede in lui quello che è un passato iraniano
22:27anche autoritario. Il padre ha ucciso diversi dissidenti, non è per forza quel cognome lì,
22:35non riporta solo all'idea di libertà e occidentalizzazione di un paese. Lui si dice che vuole tornare
22:42in Iran per traghettare il paese verso appunto elezioni e dice il mio ritorno non vorrebbe
22:49dire un ritorno alla monarchia ma vorrebbe dire la possibilità di far scegliere agli
22:54iraniani finalmente in che tipo di paese vogliono vivere. C'è chi ci crede e appunto viene facile
22:59chiamare agli iraniani il nome di Palavi perché è l'unico che conoscono, l'unico che esiste.
23:05Era anche quello un regime ma rispetto a questo era tutt'altro paese. Quindi in tanti invece
23:16sono scettici, hanno paura anche che in realtà questo sia un po' una propaganda. Palavievo
23:24sostenuto da paesi esteri come Israele per esempio e ci si chiede quanto in realtà la propaganda
23:33di altri paesi che vorrebbero un Iran di nuovo in mano alla resa Palavie sia forte e stia guidando
23:40questo slogan, questi slogan che vengono da dentro. Quindi è difficile da comprendere però è l'unico.
23:51Come sta oggi per quanto appunto possiamo ricostruire il regime degli ayatollah? L'abbiamo
23:58dato prossimo al collasso più di una volta. In questo caso sembra che davvero la situazione
24:05sia diventata, sia arrivata ormai al punto estremo di rottura. Quali risorse ha il regime
24:11di resistere? Il regime incredibilmente io credo che ormai siano anni e anni che lo vediamo
24:18al collasso. In questi mesi più che mai la guerra con Israele, la disfatta in tutto il Medio Oriente
24:27dai proxy che ha finanziato e che ha ricoperto di soldi per anni sono stati messi in ginocchio
24:36e quindi non è mai stato così debole ma sfortunatamente rimane abbastanza saldo. È una struttura molto salda
24:45a quella del regime iraniano, a differenza di altri regimi. Ha una cintura molto forte
24:50che sono appunto i guardiani della rivoluzione, sono i pazdarama, sono 300.000, 500.000 guardi
25:00che curano, che proteggono e che sono preparatissimi e sono saldi intorno agli ayatollah. E oltre
25:09a quelli hanno anche una base che è piccola, sarà il 15% della popolazione che però sta con
25:14loro. E il punto è che i loro tentacoli non sono solo intorno al regime ma sono nell'economia,
25:22sono radicati ovunque, hanno forme di controllo molto forti, sono allenatissimi alla repressione
25:30e quindi sono al punto più alto di debolezza che hanno mai toccato ma dopodiché sono allenatissimi,
25:37sanno reprimere, sanno anche reinventarsi, sanno anche ridialogare. Per esempio questa cosa
25:44dire siamo pronti alla guerra ma siamo aperti ai negoziati è una classica cosa iraniana,
25:50prendono sempre tempo, sono capacissimi di diluire il momento, di sopravvivere. Forse
25:57non sanno più vivere ma sono capacissimi di sopravvivere. Un esperto con cui abbiamo
26:01parlato ci diceva con le carte che abbiamo ora non cadrà, il regime così non cade, il regime
26:08con queste grandi proteste non cade, con le dichiarazioni da fuori non cade. Ci serve
26:13qualcosa che sia una rottura forte? Forse veramente si parla degli Stati Uniti, serve un game changer
26:20che rivoluzioni la situazione che per ora è terribile ma non è la fine.
26:26Grazie a Greta Privitera naturalmente continueremo a seguire insieme i sviluppi di questa situazione.
26:34Buon lavoro Greta e alla prossima. Grazie, ciao.
26:38Noi rientriamo in studio, continuano ad arrivare nelle agenzie di stampa naturalmente le dichiarazioni
26:44dei rappresentanti anche iraniani. Il ministro della difesa Naziz Radeh dice che il paese è pronto
26:53a ritorsioni contro qualunque obiettivo legittimo, contro qualunque paese consenta l'uso del proprio
27:00territorio o delle proprie basi militari per attacchi contro la Repubblica Islamica. Appunto
27:05questa escalation della quale parlavamo sin dall'inizio, queste continue minacce che arrivano
27:12da Teheran, di ritorsioni in caso di intervento militare come minacciato da Trump e degli Stati
27:18Uniti d'America, però ritorsioni che andrebbero inevitabilmente a coinvolgere, secondo quanto
27:23ci dicono gli esponenti del regime iraniano degli Ayatollah, anche non soltanto Israele
27:29ma i paesi dell'area che dovessero aiutare in qualsiasi modo, anche soltanto mettendo a
27:35disposizione il proprio territorio ai soggetti coinvolti nell'attacco, quindi nel caso a Israele
27:41e agli Stati Uniti. Allora andiamo a collegarci con il nostro prossimo ospite che vedo pronto,
27:47saluto e ringrazio, do il benvenuto ad Antonio Polito. Buongiorno Antonio, grazie.
27:52Ciao Maria Serena e un saluto a tutti voi.
27:55Allora Antonio, dicevamo poco fa con Greta Privitera, parlavamo degli scenari di guerra
28:01con Andrea Nicastro che gli stessi iraniani chiedono un game changer, un fattore di rottura
28:10vero, stavolta che non li faccia sentire soli, che soprattutto non li lasci soli come invece
28:14è accaduto tante troppe volte in passato. Allora è a questo che siamo arrivati, a questo
28:20che dobbiamo rassegnarci a sperare e confidare in un nuovo intervento militare con i terribili
28:29scenari che a quel punto si potrebbero aprire di un nuovo conflitto anche allargato in Medio
28:34Oriente.
28:36Ma sai, io non so, oggi Trump dovrebbe riunire il suo staff e i suoi consiglieri per valutare
28:46le varie opzioni. A me non sembra che ce ne siano molte dal punto di vista militare,
28:52intendiamoci, Trump ha dimostrato di volere e di sapere usare la forza militare, ma come
28:59abbiamo visto in genere in maniera molto chirurgica, molto poco dispendiosa in termini di uomini
29:07e di mezzi. Blitz dall'alto, i bombardieri B2 che sorvolano l'intero globo terraqueo
29:15e riforniti in volo vanno a colpire i siti nucleari iraniani come è successo sei mesi
29:19fa, o le sfiltrazioni con il commando di Maduro a Caracas. Ma quale opzione militare
29:28è possibile in Iran, a Teheran? Un altro colpo ai siti nucleari potrebbe darsi, ma questo
29:36non credo che sia così utile al movimento di protesta, anzi potrebbe addirittura mobilitare
29:45una tensione nazionalistica contro le ingerenze straniere, potrebbe dar vita a una nuova spirale
29:52di repressione del dissenso interno. Colpire i centri di comando dei guardiani della rivoluzione,
29:59questo in effetti avrebbe un'incidenza maggiore, ma il rischio di una chiusura ulteriore del regime
30:06è forte. Se non si verifica una frattura, una spaccatura all'interno del regime, all'interno
30:14del gruppo di comando e dei diversi poteri che lo compongono in Iran, qualsiasi opzione
30:23militare rischia di non essere non solo utile, ma addirittura, come dici tu, dannosa. Quindi
30:29non lo so, staremo a vedere, a prevedere quello che farà Trump ovviamente non è possibile.
30:34Quello che si può dire, questo sì, è che a mio modo di vedere la lezione subita dal
30:43regime sei mesi fa, non tanto da parte dell'aviazione israeliana ma col colpo americano e la dimostrazione
30:53di forza che le forze armate statunitense hanno fatto in Venezuela, hanno avuto un peso secondo
31:00me nel rimettere in moto questo movimento sulla base del fatto che forse il mondo sta
31:07cambiando, forse non siamo più così soli.
31:09Lo scrivevi anche nell'editoriale, nel tuo editoriale sul Corriere della Sera di ieri,
31:16probabilmente l'accelerazione dei fatti venezuelani può aver dato un'iniezione di fiducia
31:21anche al popolo della protesta iraniana. Arrivano tra l'altro proprio in queste ore le prime
31:25immagini di Alberto Trentini che lo ricordiamo stamattina insieme a Mario Burlò ha potuto
31:30riabbracciare i familiari e è rientrato in Italia dal Venezuela dove ieri è stato liberato
31:35dopo 423 giorni di detenzione senza accuse formali. Ecco, quei fatti venezuelani hanno
31:43detto che dopo le dichiarazioni, dopo le minacce, Trump passa, può passare all'azione.
31:50E questo è il segnale dato dagli Stati Uniti, un po' a tutti, a tutto il mondo. Ecco, gli
31:55iraniani secondo te hanno colto questo segnale però questo in qualche modo pone una responsabilità
32:00sulle spalle di Trump che non è detto che Trump sia in grado di o voglia poi esercitare.
32:08È un presidente che diciamo quanto ad affidabilità ci ha lasciato quantomeno spesso perplessi.
32:16Sai, quando Trump è stato eletto la seconda volta abbiamo tutti considerato che era una vittoria
32:22della corrente isolazionista della politica estera americana, come è successo per altri
32:29presidenti repubblicani. Penso per esempio a George W. Bush, il quale alla fine quando andò
32:36al potere più o meno prometteva le stesse cose di Trump. E però, come sappiamo, Bush
32:42fu poi trascinato in due grandi guerre, Afghanistan, Iraq, con gli sconvolgimenti enormi che hanno
32:52provocato, hanno determinato in tutta quell'area. Questo per dire che, diciamo così, gli Stati
33:01Uniti restano un'azione necessaria, cioè quando si impegnano in qualche causa, in qualche
33:08obiettivo nel mondo, poi è difficile che se ne possano tirar fuori. La concatenazione
33:16degli eventi li costrigge ad avere un internazionalismo che magari confligge con i sentimenti più profondi
33:25dello stesso elettorato di Trump e che sappiamo i MAGA non vogliono guerre. Una delle ragioni
33:30per cui hanno eletto Trump è che così non partecipiamo più alle guerre degli altri.
33:36E poi le guerre degli altri spesso rapidamente diventano le tue. Aggiungiamo che questo
33:42internazionalismo, questa conseguenza quasi naturale del fatto che l'America è una superpotenza,
33:49avviene non solo quando si vuole esportare la democrazia, come tentò di fare Bush, ma
33:53anche quando si vuole importare petrolio. Venezuela e Iran sono i due grandi serbatoi di petrolio
34:01del mondo e i due grandi serbatoi del petrolio per la Cina, oltre che per la Russia. Quindi,
34:09paradossalmente Trump viene trascinato in questo modo, o forse deliberatamente lo fa,
34:16ma io non credo, in un conflitto globale che riguarda direttamente gli altri due superpoteri
34:25diciamo così nucleari, cioè Cina e Russia. Quindi a questo punto, come dici tu, le conseguenze
34:33vanno ben calibrate. Perché non ci si mobilita per l'Iran, che è un altro punto che tu hai
34:39toccato nel tuo fondo di ieri. Non ci si mobilita, ammesso che la mobilitazione, proprio in questo
34:46scenario che stai delineando, no? Questo anche scontro per procura, questo cercare di tagliarsi
34:50reciprocamente le fonti di approvvigionamento energetico, ma anche proprio di potere politico,
34:56di presa strategica sul mondo. Ammesso che in uno scenario si è fatto, la mobilitazione
35:00continui, possa pesare come in passato?
35:04Ma sai, la ragione secondo me sta nel fatto che stavolta ad opprimere un popolo o a fare
35:11strage non è un pezzo dell'Occidente. Bisogna dirsi la verità, in questi movimenti che hanno
35:19percorso tutta l'Europa e il mondo, a parte il fatto che la tragedia di Gaza era di proporzioni
35:27tali che gridavano veramente vendetta, insomma, rendeva impossibile per una qualsiasi coscienza
35:35umana non ribellarsi di fronte a un vero e proprio massacro. Però era compiuto dagli
35:44israeliani ed era compiuto col sostegno degli americani, quindi questo senso di cattiva
35:52coscienza che anima i movimenti antimperialisti nell'Occidente e che suona sempre anche come
36:00una critica dell'Occidente, un rifiuto dei valori occidentali, non è applicabile all'Iran,
36:07dove a opprimere sono valori non occidentali, anzi valori opposti a quelli occidentali, valori
36:13della libertà, del benessere, della tolleranza religiosa, dell'emancipazione delle donne,
36:23della libertà sessuale. È curioso questa cosa perché i ragazzi, i nostri giovani che
36:30sono imbevuti per fortuna di questi valori, vivono tranquillamente, pacificamente, quotidianamente
36:37di questi valori e anzi spesso li difendono da ogni rischio diciamo di un comma, di un
36:44decreto legge, sembrano ciechi quando vengono conculcati in questo modo così oppressivo e
36:51violento in Iran dalla dittatura, dal regime degli Ayatollah. Questo è triste a mio modo
37:00di vedere perché come dire ci fa un po' smarrire anche l'aspetto diciamo così più nobile ecco di
37:11queste di queste mobilitazioni e secondo me è anche dannoso per il movimento iraniano perché se è
37:18vero quello che abbiamo detto fin qui o almeno quello che penso io che questa non è una crisi
37:23risolvibile con un intervento militare sic et simpliciter perché l'Iran è troppo grande perché
37:30l'Iran è troppo connessa perché l'Iran è troppo Medio Oriente eccetera eccetera e perché anche perché
37:36non c'è neanche una porta aerea americana in Mediterraneo in questo momento quindi anche dal
37:40punto di vista logistico non sarebbe facile allora che cosa ci resta da fare? Che altro possiamo fare
37:46noi dell'Occidente, noi europei se non creare una tale mobilitazione che è anche un isolamento dal
37:55punto di vista economico e culturale dell'Iran del regime iraniano da far sentire questi ragazzi
38:01questi non solo ragazzi sono anche persone anziane stavolta che manifestano che non siano soli e
38:08oltretutto non sottovalutiamo l'importanza di questi movimenti perché ho visto che ieri il ministero
38:15degli esteri di Teheran ha convocato gli ambasciatori delle maggiori capitali europei per protestare
38:21contro le proteste che si svolgono in Europa contro il regime degli Ayatollah quindi queste cose
38:27contano hanno un peso una volta a proposito della guerra all'Iraq si parlò il New York Times parlò del
38:35movimento pacifista nelle piazze come della nuova grande superpotenza cioè i movimenti di
38:42opinione pubblica che sono una caratteristica che noi occidentali ci possiamo permettere hanno un loro
38:48peso ed è delittuoso diciamo così non esercitarlo in difesa dei ragazzi iraniani e questo attiene a
38:55quello che possiamo fare un po tutti come sta la coscienza dell'Europa unita intesa nel senso
39:03dell'istituzione appunto stai hai citato le proteste con con gli ambasciatori sono sono voci isolate che
39:11vengono anche dall'Europa no ogni tanto stamattina quella più forte è quella del cancelliere tedesco
39:16frederich merz che dice il regime è ormai al capolinea sta sta per cadere l'Europa non ti chiedo
39:24più neanche cosa possa fare al di là delle cose che ci siamo detti finora la coscienza dell'unione
39:30europea oggi come sta ma sai l'unione europea aveva abbracciato una una linea sull'iran che era quella
39:41del del dialogo della della normalizzazione del recupero progressivo eh del regime all'interno di un
39:53di un ordine internazionale eh di un ordine internazionale pacifico e che tendeva tentava di
40:04far leva sulle componenti moderate del regime a a questo fine e sappiamo che il più grande
40:11successo della di questa azione fu l'accordo eh l'epoca della presidenza Obama per ehm la gestione
40:21del del del dell'arricchimento dell'uranio l'uranio iraniano cioè praticamente della della concessione
40:28all'iran di avere un suo programma nucleare ma a scopi civili e controllato e gestito dall'esterno
40:35in modo tale che non potesse evolvere nella costruzione di una di una di un ordigno nucleare
40:40cosa contro la quale eh si è schierata compattamente l'intera Europa ora quel processo è finito o è
40:47fallito diciamo che una buona mano a farlo fallire la dà dal stesso Trump il quale appena diventò
40:53presidente degli Stati Uniti eh ritirò gli Stati Uniti da quell'intesa e da quell'accordo è anche
41:00vero però che il regime iraniano è uscito gravemente indebolito dalla guerra eh diciamo
41:10del dei dodici giorni insomma del giugno scorso perché si è rivelato abbastanza chiaramente agli
41:17occhi di tutti che non è in grado neanche di difendersi che tutti questi missili per cui
41:23spendono i soldi della povera gente iraniana poi alla fine non riescono neanche a eh a diciamo
41:30così a a a fare una rappresaglia eh efficace nei confronti di Israele anche se il lo scudo
41:40spaziale di Israele qualche buco l'ha avuto quando gli iraniani hanno sparato contro e quindi
41:47questo ha indebolito il regime perché sai i regimi nazionalistici almeno dice vabbè viviamo
41:52tutti un po' eh astento però il paese è potente il paese è forte il paese è rispettato il paese
42:00questo non è più vero gli stessi proxy come si chiamano cioè i gruppi di azione militante
42:08eserciti o se volete terroristici eh che agiscono eh all'esterno dell'Iran finanziati sorretti
42:17sostenuti guidati dall'Iran sono eh nei guai l'Esbollah in Libano ha preso un colpo molto
42:24duro sempre nella guerra diciamo di Israele e lo stesso vale per Hamas che era l'altro grande
42:33protetto anche essendo un movimento sunnita era protetto dalla dalla teocrazia sciita di
42:39Teheran e eh abbiamo visto com'è com'è andata quindi insomma ehm diciamo l'Europa
42:47sai io poi sono anche un po' diventato contrario a questo fatto di chiedere sempre all'Europa
42:51che fa perché l'Europa così come oggi è una cooperazione tra stati sul piano soprattutto
42:59della politica estera e della politica di difesa non esiste un soggetto politico unico
43:04chiamato Europa Unione Europea quindi l'Europa può fare quello che eh generalmente fa in questi
43:11casi cioè usare la leva eh commerciale la leva economica eh la leva della eh persuasione
43:18morale anche eh diciamo per far sentire l'isolamento del regime degli Ayatollah e vedremo cosa cosa
43:27accadrà nei prossimi giorni appunto in questi giorni che gli Stati Uniti stanno prendendo
43:32un po' per riorganizzarsi strategicamente logisticamente come dici ma anche per capire
43:36davvero se ci siano altre altre vie di fuga stavolta allora grazie grazie ad Antonio Polito
43:42per essere stato con noi oggi buona giornata alla prossima noi noi rientriamo in studio e chiudiamo
43:50qui la nostra diretta di oggi sulla situazione iraniana avete visto gli ultimi gli ultimi sviluppi
43:56sono le notizie che arrivano continuano ad arrivare dalle a singhiozzo dalle città
44:02iraniane dove continua vedremo se riuscirà a mantenere la forza la potenza d'urto di queste
44:08ultime cinque giornate la protesta della popolazione iraniana una protesta che coinvolge l'abbiamo
44:13detto giovani e meno giovani minoranze etniche e religiose grandi città e piccoli centri una una
44:22rivolta che stavolta chiede davvero il cambiamento il rovesciamento del regime nata da motivazioni
44:28economiche non non si ferma a chiedere semplici aggiustamenti vuole vuole cambiare e lasciare che
44:36l'iran possa finalmente uscire dal tunnel dal buco nero nel quale questo regime che continua a
44:41mantenere il potere con il terrore l'ha costretto in questi ultimi ormai quasi 50 anni allora noi vi
44:49ringraziamo io vi ringrazio per la vostra consulata attenzione con tutta la squadra di
44:53corriere tv vi auguro una buona giornata e vi do appuntamento alla prossima diretta
44:57ciao
44:59ciao
45:00ciao
45:01ciao
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