Ogni anno arriva di notte, carica di dolci per chi si è comportato bene e di carbone per chi ha una lista un po’ più lunga di buoni propositi per l’anno nuovo. La Befana è una figura antica, che nel tempo si è trasformata intrecciando riti pagani e tradizione cristiana. Nell’immaginario collettivo restano le calze rattoppate, i dolci nascosti e l’instancabile scopa con cui vola tra i tetti nella notte tra il 5 e il 6 gennaio. Ma da dove parte davvero la Befana? Dove vive il resto dell’anno? La risposta è sorprendentemente concreta e affonda le radici nel cuore delle tradizioni contadine italiane. [idgallery id="2700660" title="Befana: 7 cose curiose da sapere"]
Una casetta in legno nel verde della Toscana La residenza “ufficiale” della Befana si trova a Pegnana, piccola frazione del Comune di Barga, in provincia di Lucca, immersa nei boschi di castagni dell’Appennino tosco-emiliano. Qui, a circa otto chilometri dal centro storico di Barga, sorge una casetta di legno che ogni anno accoglie famiglie e curiosi desiderosi di avvicinarsi al mito della Befana. All’interno, l’atmosfera è quella di un museo vivente della vita contadina: utensili agricoli alle pareti, un letto con trapunta ricamata a mano, sedie rustiche e le immancabili scope di saggina. I bambini possono lasciare lettere, ma anche i loro ciucci, deposti in un cestino speciale. È un rito di passaggio dolce, che segna la crescita: consegnare il ciuccio alla Befana aiuta a separarsene senza traumi, trasformando il distacco in un gesto simbolico e rassicurante. [idarticle id="2700639" title="La Befana tra mito e psicologia: perché parla alle paure dei bambini"]
Urbania, la “capitale” della Befana nelle Marche La Toscana, però, non è l’unico luogo legato alla Befana. Nel cuore delle Marche, il borgo medievale di Urbania, in provincia di Pesaro e Urbino, è considerato la capitale italiana della Befana. Ogni anno, tra il 4 e il 6 gennaio, il centro storico si anima con la Festa Nazionale della Befana, che richiama migliaia di visitatori. Qui è stata allestita una casa scenografica, pensata come percorso narrativo tra stanze, oggetti e installazioni, che fa da cornice a spettacoli, laboratori creativi, mercatini e giochi per bambini. Urbania ha da sempre un forte legame con i riti dell’Epifania, festa che segna la fine del periodo natalizio e l’inizio di un nuovo anno agricolo. La Befana, figura legata alla ciclicità del tempo e della natura, si inserisce perfettamente in questo immaginario rituale e contadino. [idarticle id="2700248" title="Nella calza della Befana: 10 regali che stimolano la creatività"] [idgallery id="2250758" title="Calza della befana beauty, come riempirla"]
La Befana e i riti della terra Pegnana e Urbania raccontano due modi diversi, ma complementari, di custodire il legame tra la Befana e il mondo agricolo. In entrambi i casi, questa figura leggendaria diventa una presenza simbolica che rappresenta la fine dell’anno dei campi e la speranza di un raccolto migliore.La Casa della Befana di Pegnana, realizzata nel 2004 dall’Associazione per le Tradizioni e il Folklore della Valle del Serchio, non nasce come attrazione commerciale, ma come atto di tutela della memoria collettiva: un luogo pensato per dare forma a racconti, canti di questua, filastrocche e rituali tramandati oralmente, e per ricordare che, dietro la fiaba, la Befana continua a parlare di terra, tempo e rinascita.
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