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Musica
Trascrizione
00:00buongiorno e benvenuto a osvaldo di dio ciao osvaldo ciao buongiorno osvaldo è al timone
00:11del progetto blues for pino che arriva qui in sardegna al comunale di sassari il 27 di dicembre
00:16il 28 al teatro massimo di cagliari ed è un grande omaggio a pino daniele fatto in una
00:23maniera davvero speciale molto rispettosa anche della storia di pino perché sul palco con osvaldo
00:27ci sono alcuni dei più grandi musicisti che hanno contribuito a sviluppare realizzare registrare
00:34quelle parti mitiche di molti molti degli album e molti di quelli più amati registrati proposti
00:41nel corso della sua carriera da pino daniele lascio osvaldo di raccontarci come nasce blues for pino
00:49come arriva sui palchi e chi c'è sul palco a ogni tappa del tour con lui
00:57sì beh partiamo dal diciamo dal presupposto che pino daniele è stato tante cose un'anima
01:04veramente grande come tutti i geni ha indicato strade che prima nessuno aveva scoperto soprattutto
01:14grazie alla commistione della musica afroamericana con la tradizione napoletana massimo troisi diceva
01:21che napoli essendo un teatro a cielo aperto era impossibile da raccontare tutta e quindi ognuno di
01:28loro lui faceva riferimento al cinema al teatro lui de filippo totò ognuno di loro ne ha raccontato un
01:35pezzo proprio perché era impossibile raccontarla tutta e musicalmente per me pino è come napoli nel
01:41senso solo lui poteva essere tutta quella musica in una persona sola e io ho avuto questa intuizione di
01:49provare a raccontare la sua anima blues e quindi ho avuto quest'idea di racchiudere un unico disco
01:55diciamo alcuni brani riarrangiati della quelli che erano erano più pregni della tradizione blues e per
02:06forza di cose alla fine sono andato a pescare nei primi album certo primi album e ho proposto
02:14questa quest'idea raccontato diciamo questa mia visione a gigi di rienzo che è il bassista e
02:20arrangiatore del disco nero a metà di pino e lui si è entusiasmato ma ha detto ma è incredibile che
02:25non ci abbia pensato ancora nessuno ha detto facciamolo subito e da lì ho costruito il resto della
02:31squadra quindi ho chiamato ernesto vitolo alle tastiere anche lui sul nero a metà rosario
02:37germano alle percussioni che ha accompagnato pino fin dai primi provini realizzati a casa proprio
02:43della madre di rosario e poi alla batteria ho voluto lele melotti un mio amico di vecchia data
02:49perché a livello generazionale sono del 1980 i dischi di pino degli anni 90 sono stati fondamentali
02:57per quelli della mia generazione e in particolare c'è un disco che non calpestare i fiori del deserto
03:03che vede proprio lele melotti e manucca c'è il batterista di peter gabriel dietro ai tamburi e
03:08quindi io ho voluto coinvolgere lele anche lui è stato molto felice di prendere parte a questo
03:15progetto e quindi la line up si è si è composta questo nasce come un progetto discografico progetto
03:22discografico che è uscito il 10 gennaio di quest'anno anno particolare perché appunto il
03:28decennale della morte di pino 70 anni dalla sua nascita quindi un anno particolare ma non nasceva
03:33con questo intento nel senso noi siamo partiti nell'ottobre 2023 io non pensavo neanche a questo
03:38a questo anniversario poi lavorando al disco ci siamo arrivati e quindi la warner che ha distribuito
03:46il disco ha detto perché non aspettare a questo punto il 2025 e così andare ci sono anche degli
03:52ospiti però beh magari te lo racconto tra un po se non parlo solo io vai vai vai completiamo
03:57questo scenario che si simbola il desiderio di vedervi ancora di più sul palco beh per questo
04:03disco diciamo ho coinvolto sia un musicista internazionale che il robin ford uno dei più
04:10grandi chitarristi blues viventi che ha suonato su tre brani e per registrarlo sono andato a londra
04:17e ho coinvolto il produttore dei rolly stones chris kim si che si è occupato appunto di registrare le
04:24chitare di robin e le mie voci che ho registrato all'ondra perché io canto la maggior parte dei
04:28brani ok altri ospiti alla voce sono raiz dell'arma megretta un altro amico storico divino peppe
04:36barra un esponente della tradizione napoletana forse il maggiore esponente vivente della tradizione
04:42e mario in singa cantante batterista dei blu staff diciamo pilastro del blues napoletano che aveva
04:50anche affiancato edoardo bennato nel progetto giosar natal per mantenere appunto sempre questi i piedi
04:57ben saldi nella tradizione del blues ok allora osvaldo noi diciamo che siamo a quasi dieci anni dalla
05:04scomparsa di pino ricordo bene è proprio il decennale 2025 quindi siamo nel decennale e tu non
05:11ti sei fatto mancare niente andando a pescare nei primi album di reno che sono forse tra le tante
05:17cose belle che lui ha fatto nel corso della carriera quelli più amati e quelli che veramente sono stati
05:23rivoluzionari all'epoca per l'italia che eravamo per quello che si ascoltava in giro per ciò che usciva
05:29dalle radio anche per il rapporto che ancora problematico ma che in quel periodo lì fine
05:35anni settanta era ancora meno diciamo riconciliato fra nord italia e sud italia quindi pino daniele non
05:42è soltanto uno straordinario musicista ma è uno che abbatte tutta una serie di stereotipi di come ci
05:47si aspettava che fosse un guaglione del sud come dovesse parlare come dovesse suonare lui arriva a
05:53a fare la sua cosa se capisci sta bene e va bene se no te fai faccato a un certo punto
05:58utilizzo del dialetto napoletano poi c'è da dire che lui ha portato avanti un discorso iniziato
06:04molti anni prima da Renato Carosone che Renato Carosone è stato il primo tra l'altro è stato il
06:10primo artista internazionale prima di Elvis quindi possiamo dire che il napoletano è diventato è stato
06:16internazionale prima dell'inglese al di là della canzone classica che lo era anche già molto prima però
06:22anche nel diciamo nella seconda metà del novecento parliamo di fine anni 40 primi 50 napoletano è
06:29diventa internazionale grazie a Renato Carosone e pino prende di prende in mano diciamo questa
06:37tradizione mettendoci dentro la musica che però ascoltava lui quello della sua generazione quindi
06:43ci mette dentro i weather report ci mette dentro le stili den ci mette dentro tutti i
06:49chitaristi blues che amava Freddie King Eric Clapton tra l'altro ho provato a coinvolgere anche
06:54Eric Clapton che è stato molto contento di questo maggio a pino in chiave blues però ecco era stava
07:02terminando il suo album anche lui in quel periodo però ha avuto modo di fargli avere il disco quindi
07:06diciamo ok e quindi appunto ed è da lì questo quest'unione con la tradizione napoletana che continua
07:14dopo Carosone in una maniera diversa col col gran successo che poi ha avuto pino meditatamente
07:21ok spesso pino daniele ha parlato dell'importanza della mediterraneità di napoli no della città di
07:28porto con tutta questa serie di stratificazioni culturali però bisogna dire che quegli album di
07:34pino che tu fai rivivere soprattutto più di tutti gli altri sulla sul palco avevano veramente un suono che
07:41era una roba che non si era mai sentita in Italia e c'è un mix molto particolare anche nel tipo di
07:47sonorità i timbri di tastiera il modo in cui viene registrata la batteria eccetera da cosa veniva
07:53secondo te questa dimensione progettuale che li rese così unici in un periodo in cui non c'era YouTube
07:59non c'era Google non potevi ascoltare tutte le musica del mondo in un attimo con un click sì però diciamo che
08:06tutto ha origine in quello che poi è stato chiamato neapolitan power no cioè in questo
08:12grandissimo movimento culturale musicale degli anni settanta che vede sicuramente a capo James
08:19Hainese con il Napoli centrale che abbiamo perso da poco anche James abbiamo perso da poco sì e che
08:24voglio sempre ricordare beh lui iniziò con gli showman ancora prima con Mario Muselle eccetera poi dopo un
08:32breve periodo il showman 2 fondò il Napoli centrale con Franco del Prete e lì se sentiamo dischi come
08:40appunto Napoli centrale o Mattanza per esempio sentiamo veramente il napolitan power c'è proprio questo
08:45come dire questo napoletano black ma non solo anche dal punto di vista soprattutto musicale questo è
08:54avvenuto perché comunque nel dopoguerra nell'immediato dopoguerra a Napoli si stanziò una delle più
09:00grandi basi americane d'Europa no a base della Nato e quindi i locali del porto i locali della
09:10zona del porto erano pieni di americani che sbarcavano dalle porta aeree che attraccavano
09:15appunto lì e altre navi ovviamente e quindi cosa succedeva succedeva che non si trovavano proprio dei
09:22gruppi americani a suonare oppure i musicisti napoletani dovettero imparare velocemente il
09:27linguaggio della musica americana perché i clienti erano quelli e se si alzavano e andavano via i
09:33gestori dei locali non ti pagavano e quindi mi raccontava Daniele Sepe che l'altro grande
09:39sassofonista napoletano e loro praticamente ogni settimana studiavano la top 50 delle hit americane
09:48e ogni ogni settimana dovevano dovevano imparare questi pezzi e quindi praticamente tutto questo
09:53generò questo crash culturale tra musica americana e Napoli che ha portato al napoletan
10:01power appunto di James Enese, Tony Esposito, Tullio De Piscopo chiaramente ma appunto anche Pino
10:07Daniele con Gigi De Rienzo, Ernesto Vitolo e tutti quelli appunto che hanno preso parte a questo
10:14fenomeno irripetibile forse.
10:16Certo, ti faccio una domanda un pochino più politico sociale, vediamo un po' la presenza di Pino
10:23Daniele, il suo modo di scrivere, il suo modo di essere un ragazzo del sud con tutte le
10:31sofferenze anche al sud cartolina, la Napoli cartolina fino ai primi testi ci sono dei discorsi
10:37ironici ma anche francamente proprio scocciati, insofferenti di questi stereotipi, questa è stata
10:43un'altra grande importanza della presenza di Pino aprire un dibattito su quella percezione
10:49nazionale e forse anche internazionale di Napoli, allora fu un fatto culturale.
10:56Questa apertura, perso ahimè Pino dal punto di vista della fine della sua vita, non certo dal
11:02punto di vista artistico, ma questo approccio sulla mediterraneità del sud, su un certo tipo
11:07di napoletanità, arriva fino a noi oppure è un cerchio diciamo storico che si è chiuso
11:13e ci rimane come un reperto d'archivio, prezioso ma un periodo, oppure ha ancora una sua attualità
11:20che tu trovi in un certo modo di scrivere, di fare letteratura, di fare musica che ancora
11:24adesso esiste?
11:26Beh sicuramente soprattutto nei primi dischi, sono quelli appunto di cui stiamo parlando,
11:30Pino utilizzava la musica per denunciare tutto quello che non funzionava nella nostra
11:37città, ma anche Napolet che è diventato un po' l'inno, lui non nasconde nulla, Napoli
11:46è una carta sporca, quindi va oltre lo stereotipo da cartolina che tanti invece cercavano
11:54di raccontare, e poi io so pazzo, dove riprende la figura di Masaniello, oppure c'è anche
12:00un brano che suoniamo e che sul disco è cantato da Peppe Bara che c'è sta chi ci pensa, che
12:05è proprio un blues di denuncia, ma che puzzi in da stuico come fa gente a campare, cioè
12:12proprio non ci va tanto per il sottile, più crudo e realistico di così non si può, esatto,
12:18esatto, esatto, oppure sempre un altro verso, la città è più pulita ma ognuno metto
12:24rita e ciò va a mangiare, quindi il malaffare, eccetera, e questo stiamo parlando del primo
12:29disco, quindi stiamo parlando di un Pino Daniele poco più che ventenne, quello che è mancato,
12:36anche se adesso Napoli rivive un periodo d'oro, anche musicalmente, ci sono tanti artisti
12:42napoletani che sono ascoltati in tutta Italia di nuovo come succedeva all'epoca, sicuramente
12:48quello che aveva Pino, quello che ha dimostrato Pino, sia dal punto di vista musicale, ma anche
12:52dal punto di vista dei testi, è il coraggio, cioè lui non ha avuto mai, in quel periodo
12:57soprattutto non ha mai avuto paura di dire quello che pensava, era probabilmente proprio
13:04un attivista e usava la musica come mezzo per far luce su certe cose, per far aprire
13:11gli occhi, e lo stesso anche musicalmente è stato un grandissimo sperimentatore, fino alla
13:17fine dei suoi giorni ha studiato la chitarra, e quindi voglio dire, da questo punto di vista
13:22non c'è stato nessuno come lui, ecco, diciamo, con questa voglia sempre di cambiare, di sperimentare
13:30e di raccontare le cose per come sono.
13:33Ok, siamo in chiusura a una domanda tutta chitarristica, perché Osvaldo di Dio è la
13:37voce della chitarra di Blues for Pino, è un...
13:41Sì, perché per fare Pino, diciamo, devi avere queste tre peculiarità, è un cantante chitarrista
13:45napoletano, quindi il centro si restringe, diciamo.
13:49Osvaldo di Dio è un bravissimo chitarrista di grande cultura, di grande manico, di grande
13:53tecnica, ti chiedo, Osvaldo, come hai fatto a affrontare il linguaggio chitarristico di Pino
14:00così particolare, in brani così, oggi si straabusa di questo termine, ma brani così
14:05iconici, al contempo, mettendoci del tuo ed essendolo rispettoso della matrice, come
14:12hai fatto?
14:13Beh, intanto sicuramente Pino è stata la mia principale influenza, cioè io ho iniziato a
14:18suonare la chitarra grazie a Pino, perché comunque quando avevo 14-15 anni, parliamo
14:23della metà degli anni 90, Napoli era piena di ragazzi con la chitarra che cercavano di
14:28di creare quei brani, no? Brani che sono difficilissimi e che ti portavano di conseguenza
14:33a studiare poi lo strumento. Quindi, cioè, dal mio punto di vista è sempre stato un amore
14:39proprio sincero e incondizionato ed è quello che è stato percepito prima di tutto dai
14:44musicisti che hanno accettato di far parte di questo progetto e poi è quello che viene
14:48percepito dal pubblico, cioè nel senso non è un qualcosa di fatto a tavolino, è proprio
14:53qualcosa che mi riguarda. Io mi sento un po', capito, per quello che riguarda il linguaggio
14:59blues di Pino, di tenere viva questa fiamma, soprattutto da vivo, diciamo, no? Che poi diventa
15:06la fiamma del blues italiano. Non a caso, voglio dire, la nostra agenzia Barley Arts di Claudio
15:14Trotta che è sempre stata, come dire, estremamente, non mi viene il termine, come dire, sempre...
15:24Dal punto di vista operativo erano le cose di Pino.
15:27Sì, sì, per dire, loro sono stati sempre molto veraci, no? Nel senso, sulla musica americana
15:35e quindi Claudio ha riconosciuto il valore anche artistico di questo progetto, un valore
15:39culturale. Tanti brani però sono stati riarrangiati e là dici, ma come si fa a mettere
15:46mano a dei pezzi di Pino? Eh, si fa perché l'ho potuto avere insieme a me quelli che all'epoca
15:51l'hanno fatto con loro. Certo. Cioè, basta pensare, un brano come a me mi piace
15:54il blues, che è stato arrangiato, sono nero a metà, da Gigi De Rienzo e nella versione
15:582025 c'è la versione di Gigi De Rienzo 45 anni dopo. Ok. E quindi tutto questo rende
16:05il disco e il concerto estremamente autentici. Ok, quindi non stiamo andando ad ascoltare
16:11soltanto delle ottime cover di Pino, ma c'è proprio un omaggio. C'è un lavoro di
16:15riarrangiamento, sì. Ok, quindi rispetto alla tradizione, ma anche rielaborazione
16:22rispettosa e creativa di delle cose meravigliose che ha fatto Pino Daniele. Allora, che dire,
16:27ringraziamo Osvaldo Di Dio, che ritroviamo dal vivo il 27 a Sassari, il 28 a Cagliari,
16:34con una formazione eccezionale tutta di musicisti che hanno accompagnato Pino Daniele
16:38in alcuni degli album e tour più belli e più importanti della sua vita. Non resta che
16:43gustassevi dal vivo. Blues for Pino. Grazie Osvaldo. Grazie Cristiano. Ciao. Ciao. A presto.
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