00:00Buongiorno a tutte e a tutti,
00:27benvenuti al Teatro Nazionale di Firenze. Oggi siamo qui per parlare di
00:32servizi essenziali, un bene comune, acqua, energia, rifiuti, pezzi importanti delle
00:39nostre comunità per il nostro futuro. In questo convegno è promosso da QN,
00:44Quotidiano Nazionale, in collaborazione con Plures ed è confinanziato dall'Unione
00:50Europea nell'ambito del progetto Cohesion Challenge. Il titolo è Energia e
00:56ambiente per progettare città digitali e sostenibili, come gestire servizi
01:01essenziali per rafforzare la fiducia, la coesione e lo sviluppo dei territori.
01:05Ne parleremo affrontando alcuni punti, direi chiave, perché bisogna garantire
01:12continuità ed efficienza a questi servizi essenziali così importanti per tutti noi,
01:17che diamo per scontato, diamo per scontati spesso ma così non è, in un momento storico
01:23in cui si devono tenere insieme importanti investimenti, la transizione ecologica e anche
01:30l'innovazione tecnologica.
01:32Ecco, scendiamo proprio un po' più nel merito delle politiche di coesione e della
01:36revisione di medio termine. Lei ha citato quelli che sono i pilastri, poi quando parliamo
01:41di coesione, parliamo sostanzialmente di acqua, energia, sicurezza, anche sicurezza
01:46che è un tema tra l'altro sempre più caro a tutte le città europee, legato poi inevitabilmente
01:53alla casa, al sovraffollamento, insomma tutto poi inevitabilmente si tiene. In questa revisione
01:58ci sono elementi che riguardano sia l'aspetto finanziario ma anche e soprattutto un aspetto
02:03strutturale, proprio di visione e anche ottimizzazione, ma è tutta una serie di progetti
02:09che poi inevitabilmente nel corso del tempo hanno perso la loro ragione di essere in alcuni
02:13casi.
02:14Cos'è la politica di coesione? Perché spesso su questo c'è un approccio un po' superficiale.
02:20È un terzo del bilancio europeo, quindi parliamo di una parte del bilancio europeo fondamentale,
02:27rilevantissima, quindi c'è bisogno che questa parte del bilancio possa essere, come dicevo,
02:32adeguata. Abbiamo bisogno di innanzitutto una semplificazione e se la coesione è un terzo
02:38come un terzo del bilancio europeo, il tema di riflessione è la flessibilità. Perché?
02:44Perché per dare degli elementi oggettivi di riflessione. Dal 2019 al 2021 le regioni, in
02:53alcuni Stati membri come l'Italia e i governi, in tutti gli Stati membri, hanno trattato con
03:00la Commissione europea cosa fare di questo terzo del bilancio, cosa fare con i programmi
03:05della coesione. Però per una serie di ragioni i programmi della politica di coesione stanno
03:10partendo, sono partiti negli scorsi mesi. La domanda è, noi possiamo spendere un terzo
03:15del bilancio europeo sulla base dei dati economici del 2019 e del 2021, delle scelte fatte nel
03:222022 a partire dal 2024 e 2025? La domanda a me sembra legittima. Da qui è nata la proposta
03:30di revisione dell'attuale politica di coesione che ha sostanzialmente tre obiettivi. Il primo
03:36è quello di individuare in modo molto chiaro un sistema di incentivi che possa agevolare
03:42questa rimodulazione dei programmi. Il secondo è quello di renderli molto più semplici,
03:48semplificati. E il terzo è quello di individuare delle nuove priorità che all'epoca non c'erano,
03:53ma che oggi sono fondamentali.
03:55è un momento giusto in cui confrontarci su temi che sono temi strategici, sul tema
04:01dell'innovazione, sul tema della digitalizzazione, sul grande tema dell'aggregazione dei servizi,
04:08lavoro che è iniziato con Plures con la nostra Multi Utility e che sta proseguendo quotidianamente.
04:16L'acqua, l'energia, i rifiuti non sono soltanto dei servizi da garantire, ma sono risolte
04:25e sono infrastrutture strategiche che condizionano la capacità delle città di affrontare le transizioni
04:33che ci sono in corso. E l'obiettivo che ci siamo dati e che stiamo portando avanti è quello
04:38di creare una condizione che sia abilitante per fare meglio ciò che già facciamo e per
04:46affrontare anche ciò che oggi non riusciamo ancora a fare, per il pubblico ma anche per
04:52il settore privato. Plures appunto nasce dalle diversità e come avviene qui l'una supposta
05:01superiore all'altra e guarda tuttavia al futuro con la consapevolezza del fatto che il requisito
05:07dello stare insieme sia una condizione necessaria per fornire i servizi pubblici adeguati a cittadini
05:13e imprese. La dimensione, i fatti, è condizionabilitante in questi settori per la realizzazione
05:19e per la sostenibilità degli investimenti. In realtà io provo a declinare la fiducia
05:24non in termini generali, quella che appunto ricerchiamo, ma dal punto di vista sociale
05:32e dal punto di vista industriale. Il settore energetico ad esempio ha certamente una numerosità
05:37di operatori, è una eterogeneicità, ora un po' messa alla prova dalla diffusione delle
05:42rinnovabili, della transizione energetica, ma insomma se stiamo un po' a 10.000 metri
05:47ha una sua omogeneità più facilmente razionalizzabile, ha dei mercati di riferimento, eccetera.
05:54Settore idrico, settore rifiuti non hanno queste caratteristiche, hanno una grande rilevanza
05:59territoriale e quindi il metodo regolatorio ha dovuto in qualche maniera appunto by design
06:05di introitare più complessità per dare più leve, più strumenti ai territori con cui intervenire.
06:13La tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi è un dovere costituzionale
06:19di tutti, non è un dovere dello Stato, ma di tutti. Ed è un dovere della Repubblica appunto,
06:28il che vuol dire anche dei soggetti che operano a livello territoriale.
06:32L'eterogenità territoriale, da questo punto di vista, testimoniata dal rapporto territori
06:39dell'ASVIS, è veramente impressionante. Benissimo la capacità di gestire situazioni locali,
06:50ma noi non ci arriveremo a raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati. E allora delle due l'una
06:56o noi in quegli obiettivi non ci crediamo, oppure qualcosa dobbiamo cambiare, altrimenti
07:02le cose non stanno insieme.
07:05Uno analizza l'Italia, il suo posizionamento nel mondo e la sua economia, vede che l'Italia
07:13è forte quando incrocia le sfide della competitività, delle partite aperte con la bellezza, la qualità,
07:23la sostenibilità.
07:25Noi ci troviamo a competere in un mercato in cui non c'è quasi più il monopolio, che è
07:31diventato competitivo, quindi se le imprese non riescono a mantenere gli standard di mercato
07:36pagano il conto i cittadini. E dove ci sono le imprese più efficienti, i servizi sono migliori
07:41e le tariffe sono più basse.
07:43Ci si è reso conto che il sistema non funzionava e ci si è reso conto che non funzionava perché
07:49la tecnologia l'ha già fatto superare, perché era una back practice che tentava di far dell'Europa
07:58la prima della classe, ma la prima della classe ancora di una grande era Moreno di Farno, poi
08:04di fatto ha creato la crisi del più grande sistema manufatturiero d'Europa. Ci ha fatto
08:10perdere una leadership che avevamo a livello mondiale. Quindi positivo che ci si stia ripensando,
08:18ma non totalmente.
08:20Le tecnologie sono abilitanti in definitiva per perseguire degli obiettivi. Oggi disponiamo
08:28di tecnologie digitali e di soluzioni tecnologiche che abilitano la partecipazione. Poi in definitiva
08:39la transizione la fanno le persone che fanno scelte, che consumano, che comprano macchine,
08:44che comprano energia, che partecipano alla raccolta differenziata. Oggi questo fattore
08:51irrompe in maniera prepotente nella gestione di tante cose, anche dei servizi pubblici,
08:58di monopolio che tipicamente invece vedono il consumatore passivo. I consumatori possono
09:05attivamente partecipare, lo fanno sempre di più nell'energia, nelle scelte energetiche,
09:09si parla ormai da qualche anno di prosumers, cioè di partecipazione attiva anche alla fase
09:17di produzione dell'energia, così come lo fanno nella scelta quando comprano un veicolo,
09:22quando scelgono un carburante. Questo elemento è l'elemento che farà la differenza e accelererà.
09:30Da questo punto di vista la tecnologia digitale e l'intelligenza artificiale abilita un ruolo
09:36sempre più potente dei consumatori, che in qualche modo tendono a sfuggire un po' al dirigismo.
09:46Certo c'è bisogno di regole, di regolazione, di reggi, però in fondo se la consapevolezza aumenta
09:55il percorso è più veloce.
09:57Poi abituati a raccontare il tema sostenibilità come un tema generazionale.
10:01Sono i giovani a essere i più interessati all'ambiente, i meno giovani invece se ne fanno
10:08una ragione, pensano ad altro. Non è così, non è esattamente, nettamente una battaglia
10:14generazionale, anzi in realtà quelli che mostrano più attenzione, li vedete segnalati,
10:18sono quelli che hanno tra 35 e 54 anni. È una brutta notizia ma è anche in qualche modo
10:23una buona notizia per noi perché vuol dire che ancora del lavoro da fare c'è e che magari
10:27ci rivedremo fra un paio d'anni con un'altra ricerca.
10:29Sicuramente ringraziamo tutti gli intervenuti, ringraziamo anche per l'ospitalità in questo
10:35magnifico, magnifico teatro rinato. Poi ringraziamo anche Plures che ci ha dato la possibilità
10:45di fare questa interessante mattinata e l'Unione Europea perché questi incontri di QN Economia
10:55sono finanziati dal progetto Cohesion Challenge dell'Unione Europea appunto perché in questo
11:04progetto praticamente la coesione viene ricordato non è solo un obiettivo politico economico
11:14ma anche un impegno quotidiano verso una società più equa, partecipata e solidale e quindi
11:21siamo felici di far parte di un progetto che ha come obiettivi proprio questi.
11:26E di provarci almeno parlandone a farli un po' funzionare anche. Grazie ancora a tutti voi.
11:30Grazie a tutti.
12:00Grazie a tutti.
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