00:00Nella serata di lunedì ho partecipato al vertice di Berlino insieme al Presidente Zelensky,
00:09a diversi colleghi europei, ai negoziatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner,
00:14in un clima costruttivo e unitario che penso valga la pena di sottolineare.
00:20Ne è scaturita una dichiarazione finale dei leader europei che riprende tutte le priorità
00:26che l'Italia ha sostenuto in questi mesi difficili e che ho ribadito anche martedì scorso
00:32accogliendo a Roma il Presidente Zelensky.
00:35Il cammino verso la pace dal nostro punto di vista non può prescindere da quattro fattori fondamentali.
00:43Lo stretto legame tra Europa e Stati Uniti, che non sono competitor in questa vicenda,
00:49atteso che condividano lo stesso obiettivo, ma hanno sicuramente angoli di visuale
00:55non sovrapponibili, dati soprattutto dalla differente posizione geografica.
01:02Il rafforzamento della posizione negoziale ucraina, che si ottiene soprattutto mantenendo chiaro
01:09che non intendiamo abbandonare l'Ucraina al suo destino nella frase più delicata degli ultimi anni.
01:16La tutela degli interessi dell'Europa, che per il sostegno garantito dall'inizio del conflitto,
01:22per i rischi che correrebbe se la Russia ne uscisse rafforzata, non possono essere ignorati.
01:29E il mantenimento della pressione sulla Russia, ovvero la nostra capacità di costruire deterrenza,
01:36di rendere cioè la guerra non vantaggiosa per Mosca.
01:40Come sta nei fatti accadendo? Perché, oltre alla cortina fumogena della propaganda russa,
01:45la realtà sul campo è che Mosca si è impantanata in una durissima guerra di posizione,
01:52tanto che dalla fine del 2022 a oggi è riuscita a conquistare appena l'1,45% del territorio ucraino,
02:00peraltro a costo di enormi sacrifici in termini di uomini e mezzi.
02:04E questa difficoltà, l'unica cosa che può costringere Mosca a un accordo,
02:12ed è una difficoltà che, lo voglio ricordare, è stata garantita dal coraggio degli ucraini
02:17e dal sostegno occidentale alla nazione aggredita.
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