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  • 7 settimane fa
Una notte di sangue, ma anche una notte di grazia. Il 17 aprile 1991, una famiglia viene sterminata nel sonno. Inizialmente si ipotizza un raid di criminali, ma la verità è agghiacciante: l'assassino è il figlio diciannovenne, spinto dalla brama di denaro.

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Trascrizione
00:00Musica
00:30Paolo, quando scrive a Timoteo, dice tra l'altro che l'attaccamento al denaro è la radice di tutti i mali.
00:46Non dimenticherò mai quella sera, quando stavo entrando negli studi di Radiopace, perché allora le lettere erano solo alla radio, non alla televisione, per la rubrica di lettere al direttore.
01:04Allora, arriva una telefonata alla Montechia di Crosara, era la promotrice, Carmeliana Quagiotto, che mi diceva, Don Guido, chieda preghiere questa sera a tutta la famiglia di Telepace, avrà sentito certamente quello che è accaduto questa notte qui nel nostro paese.
01:27Che cosa ho chiesto? È stata sterminata una famiglia, due sposi, marito e moglie, una famiglia molto buona, ha trovato la morte, non si sa come, non si sa perché.
01:45Perché mi sono permesso di chiedere, mi dica Carmeliana, ma hanno figli, sì, tre figli, li hanno trovati verso le due della notte, questi genitori uccisi, massacrati.
02:02È stato un figlio? Carmeliana in quel momento ha avuto una reazione, Don Guido dice cosa sta dicendo?
02:09Un figlio? Ma scherza!
02:14Entro nello studio, prima di incominciare con la lettura delle lettere, chiedo a tutta la famiglia di Telepace una particolare preghiera al Signore per affidare alla sua misericordia le anime di quei due sposi e genitori.
02:33Alla mattina dopo ho terminato la messa e ancora Carmeliana che telefona.
02:42Don Guido dice, purtroppo ieri sera lei ha indovinato che cosa è stato un figlio a uccidere i genitori.
02:52Loro hanno tre figli, due figlie che sono maggiori, il figlio più giovane, 19 anni, insieme con altri, la verità è venuta a galla, è stato lui che ha massacrato i genitori.
03:11Potete immaginarvi la sofferenza, la sofferenza di chi mi raccontava questo, la sofferenza mia.
03:20Che cosa era avvenuto?
03:23Riassumiamo in fretta, anche per non fermarci a quel 17 aprile 1991.
03:32Era una notta taccia, vento e acqua quella sera.
03:39Il figlio, di nome Pietro, insieme con alcuni amici, Paolo, Giorgio, Damiano, Michele, erano in cinque, avevano orchestrato, avevano progettato quella strage.
04:00Per che cosa? Qualcuno si chiede, ma perché?
04:04Per avere l'eredità in mano.
04:08Già avevano fatto i loro conti.
04:11Avremo un miliardo e mezzo circa, tra casa e campi.
04:15Un miliardo a me, duecento milioni a te, trecento a te, cento a te, eccetera.
04:21E avanti.
04:23I genitori quella sera avevano partecipato a un incontro di preghiera.
04:30E poco prima della mezzanotte erano di ritorno.
04:36Loro si erano preparati.
04:38Uno di loro, però, poiché la serata era veramente, come si suol dire, una serata da lupi, ho già detto vento e acqua.
04:49Quando si è trovato lì, ha detto, ah, ma io non sto bene, ma io torno, io vado.
04:56Sono stati ingenui anche loro a non pensare che quello lì probabilmente avrebbe detto una parola, un domani.
05:02Comunque si sono preparati, hanno svitato tutte le lampadine,
05:09cosicché ritornando i genitori e accendendo le lampadine, la luce, la luce non si accendeva,
05:19avessero potuto pensare che c'erano i contatori, magari, che per il temporale che non c'era veramente,
05:29e avessero potuto scattare, quindi, entrati in casa, sono stati massacrati di botte.
05:40Un'ora circa è durata questa carneficina, e dopo, e dopo il figlio con uno di questi amici si pulisce bene,
05:58e dove va? Va a quel santuario, purtroppo, tra virgolette, santuario, che si chiama la discoteca.
06:07Lascia Montechia e va in città.
06:13Però, quando arrivano a quella discoteca, la trovano chiusa, perché c'era una festa,
06:22e quindi non si poteva entrare.
06:27Tornano, lui, verso le due della notte, mette in scena una farsa,
06:35chiama i vicini, sono venuti gli assassini, i delinquenti, hanno ucciso i miei genitori,
06:43allora chiama i parenti, tutti corrono nel cuore della notte,
06:49prendono lui, lo accarezzano, ma poverino, ma poveretto, eccetera, eccetera.
06:55I carabinieri non potevano essere tranquilli, allora hanno incominciato a interrogare il figlio,
07:06hanno interrogato gli amici del figlio,
07:09fino a tanto che, il giorno dopo, verso sera,
07:16viene a galla quella dura, cruda verità.
07:23Il figlio, insieme con gli amici, ha ucciso i genitori.
07:29Possiamo immaginare, io ricordo la nonna,
07:33nonna Olimpia,
07:35quante volte sono andato a trovarla,
07:38quante volte mi ha chiesto, mi dica,
07:40ma come sta facendo,
07:41ma come sta comportandosi,
07:43io le ho sempre portato buone notizie,
07:46ma ricordo anche zia Bruna, la sorella della mamma,
07:51ma pensi, dice, io le avevo preparato il brodo,
07:53io ero lì che lo accarezzavo,
07:56dicevo, povero figliolo, adesso sei orfano, eccetera,
08:00e lui che teneva su le carte,
08:03fino a quando davanti ai carabinieri,
08:06naturalmente è crollato.
08:08Notte di sangue, quella notte,
08:11però, nella luce di Dio,
08:16doveva diventare una notte di grazia,
08:21una notte di misericordia.
08:24I genitori erano andati a pregare.
08:27La mamma, prima di lasciare il gruppo di preghiera,
08:31aveva parlato con chi lo animava,
08:34padre Emilio.
08:35Padre Emilio, sentendo che la mamma era preoccupata
08:39anche per il figlio,
08:41l'aveva confortata,
08:43le aveva dato una rosa rossa che aveva portato a casa.
08:48Presagio?
08:50Quella rosa, senz'altro,
08:53anche la mamma si chiamava Maria Rosa
08:56e il papà si chiamava Antonio.
09:00Presagio di che cosa?
09:01Paolo, nella lettera ai cristiani di Roma, capitolo 5, versetto 20,
09:09scrive
09:09laddove ha abbondato il delitto,
09:14ha sovrabbondato la misericordia.
09:17Nel progetto di Dio
09:19doveva proprio avvenire questo
09:22anche per il figlio Pietro.
09:25No
09:25Grazie a tutti.
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