00:00La luce nell'arte ha due aspetti. La prima è la luce delle opere e l'altra è la luce sulle opere.
00:24La luce in una mostra può danneggiare molto più di quello che può fare perché se una mostra è illuminata male veramente si perde il gusto di vedere un'opera.
00:35Purtroppo non sempre questo viene compreso, non lo dico perché per me, ma in generale se una mostra è illuminata male vuol dire che qualcuno non ha chiamato la persona giusta.
00:54Per me la luce è la mia stessa vita, nel senso che io se ho un pensiero, che non sia contingente diciamo, immagino una lampada.
01:07Il mio primo lavoro, che è quello di progettista di apparecchi di illuminazione, è rimasto ancora il mio desiderio maggiore.
01:17Io ho cominciato a interessarmi di luce quando avevo 14 anni, perché ho cominciato a fare fotografia.
01:25Quindi scattavo foto in bianco e nero, le sviluppavo di notte.
01:29E quindi lì ho cominciato a comprendere il valore della luce nella natura e sulle persone.
01:36Poi mi sono laureato in architettura, però non ho mai svolto l'attività di architetto, perché ho cominciato subito a progettare lampade.
01:47Questa immagine di un'entità che fosse immateriale, ma capace poi di modificare la realtà, ha cominciato a fascinarmi ed è diventata la mia professione, anche la mia vita.
02:02Poi mi sono avvicinato all'illuminazione, prima negli interni, poi all'illuminazione urbana, fino ad approdare all'illuminazione delle opere d'arte,
02:11che è una specializzazione che richiede grandissima attenzione e dove c'è pochissima concorrenza.
02:20Ci sono in Italia che io conosca 5-6 persone che fanno questo lavoro ad alti livelli.
02:28Nella mia carriera ho illuminato finora oltre 250 mosse.
02:38L'ultima è la più recente, quella che ho appena finito, è la mostra I tesori dei faraoni alle scuderie del Quirinale.
02:47È una mostra splendida e splendente davvero, perché ha dei reperti d'oro di infinita bellezza.
02:57Ha come caratteristica principale quella di voler richiamare l'attenzione sulle varie dinastie che si sono succedute in epoca egizia
03:09e quindi di far vedere come questo passaggio ha significato la produzione di opere meravigliose.
03:18L'oro fa parte dei materiali che si chiamano fototropici, cioè che si nutrono di luce.
03:25In generale tutti i metalli si nutrono di luce e quindi vivono di luce.
03:30E non solo, ma come tutti i materiali riflettenti, l'oro deve essere illuminato in modo che crei riflessi, al contrario dei dipinti.
03:44Quindi in questo caso è stata una particolare cura mia e di Domenico Arnaldi, che è il mio assistente,
03:50quello di evitare che l'oro non venga illuminato e in più illuminare soltanto l'oro, lasciando per contrasto i fondi,
04:01perché in questo caso diventava l'oro stesso fonte di luce.
04:07Questo è il valso sia per i sarcofagi che sono stati illuminati dall'esterno, sia invece per i vari monili
04:13che invece sono stati illuminati dall'interno delle teche.
04:17Abbiamo usato dei sagomatori fini piccoli in miniatura LED, che in Italia non erano ancora arrivati,
04:25li abbiamo importati direttamente noi e questi sagomatori hanno permesso di usare delle luci concentrate sui monili.
04:37L'organizzazione di una mostra è complessa, bisogna pensare che lavorano nella mostra alla fine 200 persone,
04:48tra organizzatori, curatori, allestitori, montatori, progettisti e tecnici.
04:56Innanzitutto ci sono grandi problemi assicurativi, spostare un caravaggio da Roma a Milano costa intorno ai 40 mila euro,
05:05quindi i costi dell'assicurazione sono enormi, addirittura si fanno le mostre quelle importanti,
05:11ci sono pool di assicurazioni che convergono per assicurare le opere.
05:18Ci sono delle ditte specializzate che si occupano prevalentemente ed esclusivamente dello spostamento delle opere,
05:24da chiodo a chiodo, che provvedono sia al prelievo dell'opera, che all'imballaggio, che poi al trasporto,
05:31e le stesse ditte provvedono anche all'installazione delle opere,
05:37quella che si chiama, cioè il mettere le opere sulla parete.
05:43Sono ditte 3-4 ditte in Italia che fanno questo lavoro, altamente specializzate,
05:49con sempre le stesse persone che poi operano.
05:53C'è un clima di collaborazione e di amicizia che è molto utile ed è l'unico che permette poi una riuscita
06:03con tempi così brevi, insomma, e con tanta gente che lavora insieme.
06:07La sfida più grande nell'organizzare una mostra d'arte è far sì che la mostra non sovrasti l'opera dell'autore.
06:23Allora, il mio lavoro io penso che abbia tre, cioè tre livelli più che tre fasi.
06:28Il primo livello è quello ortografico, quindi bisogna evitare riflessi, ombre e così via.
06:32Il secondo livello è quello sintattico, cioè io non devo solo illuminare l'opera,
06:37ma devo illuminare l'ambiente, cioè dove sono le opere, le opere e tutte le opere.
06:42Quindi questo riguarda un livello sintattico, cioè non posso illuminare più un'opera e meno un'altra,
06:48o una in maniera e una un'altra, cambiare lo stile, una chiuderla tutta e quindi insagomarla
06:54e l'altra invece diffonderla, insomma.
06:56Il terzo livello, quando hai superato, quello ortografico e quello sintattico diventa stilistico,
07:02cioè come tu illumini la mostra.
07:05E secondo me questo è quello più interessante e alla fine quello che veramente io devo decidere
07:13è come finisce la luce sul muro.
07:17Tutto ciò che è contrastato va verso il drammatico, tutto ciò che invece è fluido, è morbido,
07:25va verso il sereno e va bilanciata questa cosa.
07:29A proposito di questo, del drammatico e del sereno, c'è proprio il Perseo, il Perseo triunfante,
07:36che è un'opera di Canova che ho illuminato a Palazzo Braschi e all'inizio l'avevo illuminato di lato
07:43e c'era un'ombra molto forte della medusa che era sul corpo di Perseo.
07:51Era bellissimo, un'illumazione stupenda, però poi mi sono detto ma che sto facendo?
07:56C'è Canova, neoclassicismo, tutte queste sculture che non tradiscono nessuna emozione,
08:04anche Perseo sta un po' così, anche la medusa, non è la medusa di Caravaggio, ma sta lì così.
08:09E io gli do questo colpo e allora invece ho deciso di illuminarlo più frontalmente,
08:17togliendo tutte le ombre, mettendo molti filtri ed è venuta un'illuminazione morbida.
08:23E era meno bella, però era più giusta secondo me.
08:28Moltissimi episodi hanno un risvolto comico, per esempio quando ho illuminato la tempesta del Giorgione
08:43e anche Bosch a Palazzo Grimani, curato da Vittorio Sgarbi, che è bravissimo quando opera sul campo.
08:55La tempesta del Giorgione andava illuminata dall'esterno, perché nell'ambiente di Palazzo Grimani
09:05dove era stata esposta non c'è proprio l'elettricità, non c'è la corrente, quindi non si poteva.
09:13E quindi l'abbiamo illuminata da una finestra, passando da una finestra mettendo un sagomatore teatrale
09:21da 300 watt esternamente alla finestra.
09:26Innanzitutto Vittorio mi chiese, siccome lui voleva esporre anche, voleva fare la tempesta del Giorgione
09:32e la tempesta del Giorgione, per cui ho chiesto a una sua amica di spogliarsi davanti alla...
09:38Mi ha chiesto se ero in grado di illuminare, ma ho detto spero di sì, insomma, quindi...
09:43Poi non è stato fatto.
09:45E poi la tempesta del Giorgione nell'inaugurazione pioveva, quindi ero fuori, coperto,
09:50a cercare di inquadrare questa opera magnifica, mentre c'era la tempesta, non c'era la tempesta
10:00orbonale, c'era la tempesta vera e propria.
10:03Io ho sempre pensato che bisogna essere al passo con la tecnologia e ho messo a punto
10:16due sistemi brevettati ed uno funziona, immaginiamo un videoproiettore, che quindi un videoproiettore
10:26va per aree, che illumina tutta un'area, però riconosce lì dove c'è il dipinto e quindi
10:32poi stringe la luce sui dipinti, qualora si tolga un dipinto, si spegne su quel dipinto
10:39e poi se lo si rimette, lo si riaccende e può illuminare tutti i dipinti che sono su
10:47quella parete in quello spazio e quindi posso illuminare un museo e posso cambiare l'allestimento
10:56senza intervento, senza chiamare né me né altri.
11:00E poi invece ce n'è un altro per cui io metto, è un po' più elementare di questo,
11:09per cui sono dei apparecchi, dei faretti intelligenti che da soli riconoscono il quadro e lo illuminano.
11:17Adesso poi con l'intelligenza artificiale potrebbero addirittura illuminare il quadro in modo diverso
11:24perché a seconda o del soggetto o del tipo di opera, per esempio i disegni vanno illuminati
11:32con una quantità inferiore di luce che non i dipinti.
11:38Con l'intelligenza artificiale si può addirittura riconoscere che quello è un disegno,
11:44lo si può collegare a un sistema di audio guida, lo si può collegare a un sistema di controllo
11:51della temperatura piuttosto che di controllo antitaccheggio, insomma di sicurezza,
11:58contare le persone, vedere le persone che giro fanno.
12:02È l'evoluzione, io ho voluto essere parte di questa evoluzione che sarà inevitabile.
12:08Quando illumini un quadro tu non stai facendo soltanto un'opera di illuminazione,
12:22tu stai mettendo in contatto lo spettatore con l'artista, questo bisogna sempre pensare
12:27perché un quadro lo vedi meglio su un catalogo, cioè un catalogo ben fatto, una bella riproduzione,
12:33il quadro lo leggi benissimo perché le persone vanno a vedere, perché vanno tutti a vedere
12:39quella mostra, ma non vogliono vedere soltanto il quadro, vogliono entrare in relazione con l'artista
12:45e quindi anche io sono in qualche modo in relazione con l'artista.
12:48Mi ricordo una mostra di Monet a Milano in cui quando sono uscito c'era una gigantografia di Monet
12:55e guardava, non è che guardava mezzo, e io l'ho guardato e ho detto speriamo io sia piaciuto.
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