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https://www.pupia.tv - Arpa Campania - Fate presto! Commemorazione del 45esimo anniversario del terremoto in Irpinia
Il 28 novembre 2025 nel teatro Carlo Gesualdo di Avellino si intrecciano la memoria della tragedia del 1980 e il dibattito sul presente e sul futuro della protezione civile. L'intervento del direttore generale Arpac Stefano Sorvino. (28.11.25)

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Trascrizione
00:00L'iniziativa meritoria, quella del Ministero dell'Interno e dei Vici del Fuoco, del Comandante
00:06Mario Belli, di dedicare questa giornata alla memoria, dalla memoria alla prevenzione, siamo
00:14nel 45esimo anniversario, che non è un anniversario tutto, ma è un anniversario significativo,
00:21che è stato però inciso dalla coincidenza elettorale, così come nel 2020 la pandemia
00:27soffocò la celebrazione del 49. Di un evento fondamentale, non soltanto della storia provinciale
00:37della Campania, ma della storia del Giorgio d'Italia nazionale, il terremoto del 21 novembre,
00:43di cui si sono detti i dati, la durata e la violenza delle scorse ombulatorie sussuritorie,
00:52soprattutto con la enorme estensione del territorio colpito, la quei 90 secondi, 17 mila chilometri
01:01quadrati, due regioni, tre province, Avellino, Salerno e Potenza, molte altre, in onda ridotta,
01:10100 milioni di comuni, di cui 560 comuni della Campania, sul territorio di una estensione
01:17analoga con un mistero, cioè si avvergerti a quella del vento e dell'intero abuso, e naturalmente
01:25quello del vento fu rappresentato come una del basso dell'iniziativa di soccorso da parte
01:32dello Stato, seguitare le inefficienze, e ha rappresentato uno spacchiato tra il vecchio
01:39modello di protezione civile e il nuovo modello di protezione civile che poi è andato formandosi
01:46nel riuscito del tempo. Sono stati ricordati alcuni eventi, la visita, ma anche successivo
01:54del Presidente della Repubblica Pertini, nell'elezione del primo anno, per dire, furioso la esternazione
02:00presidenziale a repiunificate che determinò di dimissioni, poi rientrate del Ministro
02:06dell'Interno di Erginio Lorgoglioni, la rivoluzione dell'allora Prepetta di Pionopetano, il classico
02:13capro espiatorio, l'insediamento profibuo ed efficace del Commissario di Governo per le
02:19aree serremotate, sovregoli di Rucetti e Zambaletti, e ha avvenuto un'altra figura che merita di essere
02:24ricordato che fu un prevetto davvero caruso, altivissimo, nell'attivismo, un nuovo donato
02:31che entra in conto di scuola. La crisi, una crisi di sistema, per causa
02:39incentiva in generale, il vecchio modello di protezione civile, un modello del soccorso
02:45assistenzialistico post-evento, fondato soprattutto sull'intervento delle forze armate, nell'ambito
02:53di una visione centralistica e statalistica, un intervento assolutamente ridinorio a spalmare
03:00la crisi di sofforsi sull'area che ci è stesa, dalla morografia interna, con una rete di
03:07comunicazione e di infrastrutture all'epoca assai accidentata, in sfavorevoli circostanze
03:13dei tempi di luogo, e tenendo anche conto un elemento fondamentale per la sismica, per
03:20il rischio sismico dell'attività, del patrimonio ed inizio delle decine centinaia di centri
03:27storici e di abitazioni colpite dal sismato. Si avverta poi la fase della ricostruzione,
03:37nei suoi articolati risposte, la ricostruzione privata e pubblica e opere infrastrutturali,
03:45la realizzazione degli utili industriali in alta montagna, la ricostruzione in sito e fuori
03:49sito e fuori sito, i presupposti imbaristici, le problematiche anche di natura proprietaria
03:55condominiale, i rappresentamenti, i periodici di finanziamento e le attività della ricostruzione,
04:01la ricostruzione che è durata molti anni, fino a alcuni anni fa, pura con degli strascidi
04:07e degli svolti pensieri. Ma soprattutto la evoluzione del modello di comunicazione civile, quindi
04:14se la memoria collettiva è un elemento fondamentale di inclusione e di civiltà, lo è a maggior
04:20ragione per la protezione civile dove l'analisi e lo studio e il catalogo delle catastrofi costituisce
04:27un essenziale elemento di maturazione di avanzamento. E quindi dal vecchio schema di una protezione
04:34civile fondata sull'intervento assistenziale di soccorso del post-evento, siamo passati
04:40alla istituzione di servizio parla sistema nazionale articolato a dire, organizzato in
04:48un policiclismo di livelli istituzionali e funzionari che si articola con un sistema di competenze
04:57che va a seconda della tipologia dell'evento con un modello dipartimentale e quindi anche con
05:05l'esercizio dei modelli di emergenza vaga all'ambito statale e il pieno rivolgimento
05:11delle autonomie territoriali e sociali nella forma del volontariato associato organizzato
05:18su cui giustamente sulla cui importanza si è soffermato il dottor Giurgo e soprattutto
05:24una protezione civile che ha assimilato e ha incorporato in proprio interno il momento
05:30della previsione e della prevenzione. Quindi non più la protezione civile del post-evento
05:36del post-evento ma la protezione civile dell'ante del virus. E che cosa significa la prevenzione
05:42con riferimento al rischio sismico? Peraltro noi abbiamo nel nostro territorio una ampia
05:49ed articolata tipologia dei rischi, ma i rischi che hanno determinato maggiori conseguenze in
05:56termini di vittime sono i terremoti. I rischi più frequenti sono invece i nemici
06:02e quindi la previsione e la prevenzione sul rischio sismico incidono dalla parte della
06:11previsione preferita alla georganizzazione territoriale e alla classificazione delle
06:17aree a rischio sismico. È impossibile una previsione puntuale sul piano del morale ma dal
06:23punto di vista territoriale invece. E la prevenzione dei caratteri strutturali è costituita dalla normativa
06:29tecnica sull'edizia antisismica. E quindi sono questi i fondamentali passaggi che si sono
06:36realizzati in questi anni. C'è stata una fase poi, dopo il terremoto di
06:41stanza, di sperimentalismo innovativo fino al modello della legge 2125-92, oggi assegurata
06:48nel fornire il potesso unico della protezione civile. Quindi vi ritengo che questo momento
06:54di memoria collettiva sia un elemento fondamentale, quindi il passaggio dal rivolto alla prevenzione
07:03e tutto questo all'insegna di un futuro migliore. Il moto del dopo terremoto fu un posto fatta
07:10risulto. Oggi potremmo dire con la prevenzione che ciò più non accada e non sia più necessario
07:19un appello come quello del padre del resto. Grazie.
07:22Grazie.
07:23Grazie a tutti.
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